I gol nella storia, Audi è il miglior cannoniere del Feriolo

Alex Audi
Alex Audi

Entrare dalla porta principale nella storia di un club, piccolo o grande che sia, non è mai né un esercizio semplice né tanto meno scontato. C'è chi per farlo opta per le presenze, diventando nel tempo una vera e propria bandiera in cui i tifosi si rivedono e la società si rispecchia; ma quando si parla di attaccanti viene facile che il pensiero si sposti sui gol, che nell'immaginario collettivo restano in ogni caso il fine più diretto di chi gioca a calcio. E Alex Audi non fa differenza, perché a lui a Feriolo sono i gol che chiedono. E alla quarta stagione in gialloblù Audi ha tagliato un traguardo difficile da immaginare all'inizio della sua esperienza sulle rive del lago Maggiora: con il gol segnato all'ultima giornata del 2017, contro la Sanmartinese, Audi è diventato il più prolifico attaccante feriolino in campionato, appaiando la bandiera degli Anni '90 Giacomini a quota 62. A queste reti però Audi può aggiungere anche 7 segnature tra Coppe e playoff/out, oltre ad una carriera in gialloblù tutta in divenire. "Sono orgoglioso di quello che sono riuscito a fare - esordisce l'attaccante - ma nulla sarebbe stato possibile senza i miei compagni di quest'anno e degli anni passati qui a Feriolo. L'attaccante senza la squadra è solo un terminale inutile e non può far niente, se ho segnato tanto ci sono molte persone da ringraziare".

- Nelle ultime stagioni hai comunque scelto, anche quando siete scesi in Seconda categoria, di sposare l'ambiente-Feriolo: che legame sei riuscito a creare con questi colori?

"Devo tanto a Feriolo, perché è stato capace di ridarmi quella voglia di giocare a pallone che dopo Briga mi era un po' passata. Quando sono arrivato qui quattro anni fa la società, nella persona del direttore Willy Tamborini, non ha esitato a comprare il mio cartellino che era ancora del Gozzano dandomi tanta fiducia. Il primo anno siamo retrocessi ed io non ero riuscito ad esprimermi al meglio perché lavoravo facendo i turni; non potevo andare via con la squadra in Seconda, volevo riscattarmi riportando la squadra in Prima e ci siamo riusciti. E ora c'è un altro step da fare, quello della Promozione, che speriamo di riuscire a compiere".

- Durante questo arco di tempo non ti è mai venuta la voglia, legittima, di provare a misurarti con una categoria che magari potrebbe calzarti meglio come la Promozione?

"La voglia di andare altrove c'è anche stata, non lo nego, ma più che per la categoria per la distanza: sono di Gozzano e lavoro a Serravalle Sesia, per me non è di poco peso partire per arrivare a Feriolo ad allenarmi; però ho stretto un patto con la società, voglio provare a portare il Feriolo in Promozione perché arrivarci con questa società non sarebbe come farla da un'altra parte. Non sarà facile ma vogliamo riuscirci tutti assieme".

- E' già quindi deciso e sicuro che in caso di approdo in Promozione Audi nella prossima stagione giocherà ancora a Feriolo?

"Nel calcio cosa succederà domani non si può mai sapere ma sicuramente nel caso si verifichi una situazione del genere mi metterò attorno ad un tavolo con la società e sceglieremo la cosa migliore per tutti".

- Un ruolo importante nella tua crescita a Feriolo ce l'hanno sicuramente anche gli allenatori che hai incontrato in questi anni: che idea ti sei fatto su di loro?

"Mister Bolzoni, con cui sono ormai da due anni, è un ottimo allenatore ma prima di tutto credo che sia una persona stupenda e questa è la cosa principale, è un mister che sa come fare gruppo con la sua squadra. I risultati che sta ottenendo qui a Feriolo parlano per lui, sicuramente meriterebbe di allenare almeno in Promozione. Quello con cui è però cambiato il mio modo di giocare credo che sia stato Rampi, il primo che ha deciso di mettermi in posizione di centravanti, un ruolo che non avevo mai ricoperto prima. A livello di numeri però è mister Bolzoni ad avermi dato la spinta definitiva, con lui sto segnando come non avevo mai fatto prima e sto diventando davvero un attaccante da doppia cifra tutte le stagioni".

- L'obiettivo del Feriolo di quest'anno, me l'hai in parte già anticipato, è quello di provare con tutte le forze ad andare in Promozione, direttamente o attraverso i play off. Ma è un obiettivo nato strada facendo o sviluppatosi con il passare delle giornate?

"In realtà la società non ci ha mai messo pressione per vincere questo campionato però noi all'interno dello spogliatoio, partita dopo partita, abbiamo intuito che questo potrebbe essere davvero l'anno giusto".

- Anche perché il Feriolo quest'anno ha trovato una coppia d'attacco, quella che formi con Ghidini, che sta veramente portando in dote caterve di gol: quali sono le caratteristiche principali che vi permettono di essere così affiatati in campo?

"Io conosco Simone ormai da due anni e mezzo e in allenamento ho sempre avuto modo di constatare le sue grandi qualità. Finalmente è riuscito ad esplodere anche a livello di gol e di questo sono contento; in campo parliamo la stessa lingua, diventa facile scambiarci la palla soprattutto quando siamo nei pressi dell'area avversaria. Tanti miei gol li devo a lui, al lavoro che fa".

- A Feriolo hai trovato Ghidini ma nelle precedenti esperienze qual è il compagno di reparto con cui ti sei trovato più a tuo agio?

"Io devo tanto a Renato Tummolo; quando sono arrivato a Gravellona, al mio primo anno in prima squadra dopo le giovanili nel Gozzano, non conoscevo nessuno e non è stato facile ambientarmi. Lui mi ha dato una grande mano, mi ha insegnato tantissimo in generale ma anche nei movimenti in campo, da attaccante".

- In avvio hai accennato all'annata di Briga, forse la tua peggiore dal punto di vista sportivo anche per le aspettative che c'erano su di te. Ci hai mai ripensato nelle stagioni successive?

"Briga è stata una parentesi negativa per tanti motivi. In estate ero stato voluto fortemente da mister Tonati che mi aveva convinto a seguirlo ma dopo poche giornate il tecnico è stato esonerato e quando allenatore è diventato Iuliano sono cominciati i problemi; forse per la grande confidenza che avevo con il tecnico precedente è stato deciso di lasciarmi a casa e con me altri due o tre ragazzi. E' una decisione che ci può stare, intendiamoci, queste sono scelte dell'allenatore e come tali vanno rispettate: la cosa che mi è dispiaciuta molto è che questa decisione sia arrivata a mercato chiuso, senza darmi la possibilità di andare a giocare altrove. E' stata tolta ad un ragazzo la passione di giocare per sei mesi; non voglio pensare che sia stato fatto scientemente ma ugualmente, se non si conoscevano le regole, è stata una scelta che mi ha fatto male. Volevo quasi smettere di giocare, poi per fortuna è arrivato il Feriolo e ora eccomi qua".

- Se ti dovessi vedere tra due o tre stagioni, che tipo di giocatore ti piacerebbe essere diventato?

"Io penso che la Promozione potrebbe essere la giusta dimensione per me. Però la categoria in fondo non è importante, io sono un giocatore che deve trovarsi bene nell'ambiente che frequenta, se non mi trovo bene e soprattutto non mi diverto tutto il resto diventa relativo. Preferisco rimanere a Feriolo finché non troverò una società che decide di puntare davvero su di me e che mi soddisfi sotto tutti gli aspetti".

- Ti voglio stuzzicare anche sul campionato di quest'anno, dove sembrano esserci tre squadre superiori a tutte le altre (Vogogna, Momo e Feriolo) che sembrano essere quelle che si giocheranno il campionato: tu come lo vedi?

"Penso che sia un campionato molto equilibrato, a differenza di quello della scorsa stagione in cui c'era una squadra, l'Inter Farmaci Verbania, che era troppo superiore a noi. Quest'anno invece Momo e Vogogna sono forse un passo sopra di noi come organico e come risorse economiche ma credo che quando il distacco sia così corto nel calcio contino anche gli episodi e quindi da qui alla fine potrebbe veramente succedere di tutto. Se dovessi puntare qualcosa su chi vincerà il campionato direi Momo, che si è mosso anche bene sul mercato prendendo un attaccante importante, ma non sarà un esito scontato".

- A livello personale invece quali sono i tuoi obiettivi? Sei vicinissimo alla vetta della classifica cannonieri del girone, è una corsa a cui ci tieni a partecipare?

"Assolutamente sì, questo è uno dei tre obiettivi personali che mi ero posto all'inizio della stagione. Degli altri due, uno l'ho raggiunto o quasi, quota 63 in campionato per diventare l'attaccante più prolifico della storia del Feriolo; l'altro è nel mirino e cioè i 100 gol totali in carriera: sono a quota 95, mi mancano cinque centri e spero di farli nel più breve tempo possibile per festeggiare ancora una volta con tutti i miei compagni".

Carmine Calabrese