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Pregnolato e Colonna allontanano le ombre: "Giocato correttamente"

I presidenti Pregnolato e Colonna
I presidenti Pregnolato e Colonna

All'indomani della sentenza del Tribunale Federale che ha sancito la squalifica per quattro anni per il calciatore Andrea Fontana, all'epoca dei fatti militante ne La Trecatese, e inflitto un punto di penalizzazione per responsabilità oggettiva alla squadra dei presidenti Leonardo Colonna e Andrea Pregnolato facendo cadere nel vuoto gli altri capi d'accusa presentati dalla Procura, La Trecatese vuole fare chiarezza illustrando la posizione della società in merito a quanto successo negli ultimi mesi dopo l'esposto che al termine dello scorso campionato ha fatto partire l'indagine incentrata principalmente sulla gara dell'ultima giornata di campionato tra Maranese e La Trecatese.

"Non avrei mai immaginato - esordisce il patron Leonardo Colonna - che una leggerezza commessa da un mio giocatore, Andrea Fontana, potesse fare succedere tutto quello che è poi successo in questi mesi. E' quasi incredibile che un semplice messaggio whatsapp tra due amici che si conoscevano per comune militanza passata in altre società potesse far scattare indagini della Procura, audizioni e quant'altro. E' stata una stupidaggine di un singolo perché, com'è emerso poi dagli atti, La Trecatese era completamente all'oscuro di quanto poi accaduto successivamente, non ne sapeva nulla di nulla di tutta questa storia; ne siamo venuti a conoscenza solamente al momento della convocazione, quando poi siamo stati chiamati a difenderci per questa accusa. Era difficile immaginare che un campionato tra squadre di Seconda categoria potesse portare a tutto questo: sono disgustato da quanto ho vissuto negli ultimi mesi, non avrei mai immaginato che in categorie in cui ci si mettono soldi e passione soltanto per divertirsi qualche dirigente di qualche società nostra avversaria non sia in grado di accettare il risultato del campo, ma cerchi attraverso le denunce alla Procura di ribaltare l'esito delle partite, sono talmente disgustato che con questi presupposti non so neanche se andrò avanti in questo calcio. Mi dispiace tantissimo per il mio ex calciatore Andrea Fontana perché credo che per quanto successo non meritasse quattro anni di squalifica, nel messaggio non c'erano richieste esplicite di pagamenti o promesse di altra natura anche perché il tutto è da ricondursi ad un semplice scambio di informazioni tra amici; ci tengo però a sottolineare ancora una volta che La Trecatese è completamente estranea a tutta la vicenda, il calciatore subito dopo la nostra vittoria con la Granozzese e quindi nella settimana che precedeva la partita con la Maranese mi ha parlato di questa possibilità che io ho fermamente rifiutato perché a La Trecatese non sarebbe cambiato nulla rimanere in Seconda categoria o retrocedere in Terza. Non avrei mai comprato nulla né regalato niente a nessuno, a noi piace guadagnarci sul campo quello che poi siamo riusciti ad ottenere nello spareggio con i nostri avversari".

A rincarare la dose ci pensa poi il presidente della società trecatese Andrea Pregnolato che, nelle sue parole, lascia presagire la possibilità che la vicenda non si sia conclusa con il comunicato delle decisione prese dal Tribunale Federale rese note in settimana: "Abbiamo aspettato il comunicato per avere una conferma di quello che già pensavamo perché sapevamo che gli elementi raccolti dalla Procura erano veramente minimi per mettere in piedi tutta questa questione; come ha detto il patron, è stata solamente una leggerezza di Andrea ma obiettivamente sono anch'io dell'idea che la squalifica propinata a Fontana sia semplicemente folle, questo è indiscutibile. Per quanto riguarda i prossimi scenari, stiamo facendo delle valutazioni perché siamo molto arrabbiati, questo è impossibile da nascondere: siamo arrabbiati perché sono andati a toccare qualcosa che stiamo costruendo da cinque anni, che impegna il nostro tempo e per il quale ci siamo spesi, cercando di essere il più trasparenti possibile. Vedere che altre persone non accettano i responsi del campo e cercano di rivolgersi alle Procure per dimostrare chissà quale verità non è accettabile: stiamo lavorando in questo senso per cercare di capire cosa poter fare perché La Trecatese in questo periodo ha dimostrato la sua piena innocenza insieme a tutti gli altri ragazzi coinvolti. Se alcune persone continueranno ad aver voglia di giocare fuori dal campo, la stessa cosa cominceremo a farla anche noi".

Carmine Calabrese