Riccardo Poi punta la D: "Manca poco, è il nostro obiettivo"

Poi ritira per la 2° volta il suo premi
Poi ritira per la 2° volta il suo premi
- 93479 letture

Essere sul gradino più alto del podio sta diventando una piacevole abitudine per Riccardo Poi che bissa nel mese di marzo il successo nel "Bomber del mese Bulè Adventure Park" già ottenuto agli albori della stagione, primeggiando nella classifica di settembre. Un successo che va di pari passo con la stagione della Juventus Domo che, ad esclusione dell'appannamento che la squadra di Brando sta vivendo in questa finale di campionato, è stata un crescendo di successi e che porterà con tutta probabilità gli ossolani a festeggiare il salto in serie D, massima categoria per quanto riguarda i dilettanti. Salto propiziato dalle reti messe a segno fin qui da Poi, capocannoniere del girone A e "Bomber del mese" di marzo.

- Ricky, ci ritroviamo a parlare con un premio in mano, ma questa volta, diversamente da quanto successo all'inizio della stagione in corso, arrivi a conquistare questo premio da capocannoniere e con la Juventus Domo che da tempo guida la classifica. Possiamo dire che questo è il trofeo della consapevolezza?

"Secondo me sì, perché penso che questo premio ce lo siamo meritato tutti, tutta la squadra ha lavorato sodo e ci mancano ormai solamente un paio di partite per coronare l'obiettivo che ci eravamo prefissati ad inizio stagione. Personalmente sono molto contento di quanto sono riuscito a fare in questo campionato, ma sono ancora più contento per le prestazioni che è riuscita a mettere assieme la squadra, sperando che martedì si riesca a mettere l'ultimo tassello a questa stagione bellissima, quello decisivo".

- Siete in testa con un buon margine, ma sicuramente non siete nel vostro miglior periodo di forma: due punti conquistati nelle ultime cinque giornate, prestazioni a volte sotto tono e non sicuramente all'altezza di quelle offerte nella parte centrale della stagione, un vantaggio che è andato via via assottigliandosi. Quali sono i motivi di questo calo di risultati?

"Non credo che sia stato un calo fisico per quanto riguarda il rendimento della squadra, andrei più sul calo mentale per spiegare gli ultimi deludenti risultati. Siamo arrivati alla partita con l'Orizzonti United, che avrebbe potuto essere decisiva perché ci avrebbe portato a quindici punti di vantaggio chiudendo definitivamente ogni discorso, approcciandoci male alla gara senza più riuscire a riprenderla dopo essere partiti malissimo. Dopo quella gara inconsciamente abbiamo pensato che sarebbe stato facile fare i punti che ci mancavano, ma siamo incappati in una serie di partite in cui siamo stati anche sfortunati ma che ci hanno regalato pochi punti, portandoci nel giro di quindici giorni a perdere gran parte del vantaggio accumulato. Era un filotto di partite in cui però ci stava anche perdere, perché erano tutti scontri diretti: all'andata li abbiamo vinti tutti e secondo me è lì che abbiamo fatto il vuoto che ci ha permesso di veleggiare con largo margine in vetta al campionato. Al ritorno un po' per una questione di testa e un po' per sfortuna, perché bisogna riconoscere che quasi mai Bastianelli si è dovuto sporcare i guantoni, non siamo riusciti ad avere le stesso ruolino, ma con onestà bisogna anche dire che quando perdi un po' le colpe sono di tutti".

- Nonostante questo pessimo periodo domenica scorsa, pareggiando con lo Stresa, siete comunque riusciti a riguadagnare terreno sulle dirette inseguitrici, entrambe sconfitte: viene quasi da dire che la Juve Domo vincerà in ogni caso questo campionato, anche per la mancanza di una vera avversaria.

"Non parlerei di mancanza, adesso è troppo facile fare un discorso del genere. Se mi è concesso preferirei dare un 10 in pagella a tutti i miei compagni fino a questo momento, perché il lavoro che questa squadra ha fatto non può non pagare: siamo arrivati anche a dodici punti di vantaggio sulla seconda in classifica, questo campionato non l'abbiamo ancora ammazzato perché non è finito, ma i punti conquistati parlano a nostro favore. Ovvio che mancano ancora tre partite e dobbiamo dare il massimo per mettere la ciliegina sulla torta: abbiamo ipotecato questo successo nel periodo più caldo, quando con un filotto di vittorie ci siamo costruiti quel gruzzoletto che ci ha permesso, pur perdendo tre partite e pareggiandone due nell'ultimo periodo, di mantenere quei cinque punti di vantaggio che potremo amministrare da qui alla fine. La gara di domenica è stata per me un segnale, anche fortunoso, che questo dovrebbe essere il nostro anno: abbiamo vissuto una gara rocambolesca, andando sotto per poi ribaltare la gara e subire il pareggio in pieno recupero. Gli altri però fortunatamente hanno perso e vista dal loro punto di vista questa è una mazzata, anche perché, se avessero vinto, avere solo due punti di vantaggio a tre gare dal termine anche psicologicamente avrebbe fatto cominciare un altro campionato".

- A tre gare dal termine restano ad inseguirvi Borgaro e Borgovercelli a cinque punti di distacco e, virtualmente, resta in corsa anche l'Aygreville, anche se sette punti sono veramente un margine probabilmente incolmabile. Guardando anche i calendari, sono da temere maggiormente i torinesi o i vercellesi in ottica primo posto?

"Non è facile rispondere perché sono entrambe due ottime squadre sotto tutti i punti di vista. Forse il Borgaro a livello di rosa, di organico, di nomi è più attrezzato, il Borgovercelli invece ha una squadra 12-13 giocatori esperti e poi una serie di giovani di valore che però forse mancano di quell'esperienza che serve in occasioni del genere. Ti direi quindi il Borgaro ma solo basandomi su quest'aspetto, a Borgovercelli sono stati fin qui bravissimi a tenere questo ritmo anche per via della mancanza di infortuni, ma niente lascia presagire che non riusciranno a tenerlo fino alla fine".

- Il calendario vi regalerà in rapida successione La Biellese in trasferta martedì, a cui seguire la partita in casa valdostana con il Pont Donnaz Hone Arnad per poi chiudere al "Curotti" con il Cerano: quale potrà essere la gara decisiva per conquistare la serie D?

"Io mi auguro di poter festeggiare già a Biella, ti dico la verità, ma non penso che Borgaro e Borgovercelli possano fare il secondo passo falso consecutivo nel giro di dieci giorni. Quindi ritengo che sia più probabile festeggiare in Valle d'Aosta, ma dovremo comunque essere bravi e concentrati ad affrontare queste trasferte con il piglio giusto per chiudere il prima possibile ogni discorso".

- Chiudiamo con un gossip di mercato che, a guardar bene le cose, proprio tu hai scatenato nell'ultima intervista rilasciata al nostro sito, quella rilasciata in occasione dei festeggiamenti per i tuoi 200 gol: hai sostenuto che difficilmente riuscirai a restare a Domodossola nel caso di quella che ormai sembra una più che probabile risalita in serie D, scatenando una serie di rumors di mercato incontrollati. C'è chi ti vede già ad Arona nella prossima estate, a rinforzare la rosa della squadra che si appresta a ritornare in Eccellenza: qual è la tua posizione al riguardo?

"Il mio primo obiettivo in questo momento è arrivare in serie D con la Juve Domo. Una volta raggiunto questo traguardo parlerò con la società per capire quali sono i programmi dirigenziali: è ovvio che se la società vorrà allenarsi al pomeriggio per problemi di lavoro sicuramente non potrò proseguire la mia avventura qui. Aspetto però le decisioni della Juve Domo, perché in questi tre anni la società non mi ha mai fatto mancare niente e non posso fare altro che ringraziare il patron Scesa per quanto mantenuto in tutto questo periodo. Se le nostre strade si divideranno credo però che un attaccante che in questa stagione ha fatto fin qui 27 gol un po' di mercato ce l'abbia: ad Arona non conosco la società, i dirigenti, ma se dovesse salire in Eccellenza e dovesse pensare a Riccardo Poi è ovvio che una chiacchierata sia d'obbligo. Da qui a sentirmi però già ad Arona nella prossima stagione di acqua sotto i ponti ne passa".

Carmine Calabrese