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Una lettera per chiudere con il calcio: "La mia passione più grande"

Betti festeggia nel giorno del triplete
Betti festeggia nel giorno del triplete
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La fine di un campionato porta con sè tante storie, con le squadre coinvolte nella gioia di una promozione, nel dispiacere di una sconfitta che può significare per alcuni retrocessione e nella trepidazione che, da lì a poco, porterà a vivere playoff e playout. Ci sono però anche altri tipi di storie che coinvolgono i calciatori singolarmente, perchè già destinati altrove dopo aver indossato per tanti anni una casacca, o addirittura perchè è già stata presa la decisione di chiudere con il calcio giocato, una scelta che solitamente porta tanta malinconia. 

E' un po' così anche per Federico Betti, centrocampista trentaquattrenne in forza questa stagione all'Anspi Fontaneto, che giocherà l'ultimo turno di campionato a Bogogno prima di una finale, quella di Coppa con il Cisterna d'Asti, che potrebbe valere per i giallorossi tutta la stagione. E che potrebbe anche essere l'ultima per Betti: "In realtà non ho ancora deciso - confessa il centrocampista - ma l'anno prossimo si sta pensando per il Fontaneto ad una squadra giovane e io purtroppo giovane non lo sono più... D'altronde non mi vedrei con nessun'altra casacca addosso, perchè quello con cui sto giocando e il mio gruppo e non vorrei ricominciare in nessun altro posto". Betti ci ha chiesto di poter salutare i suoi compagni con una lettera, scritta di suo pugno e che noi volentieri pubblichiamo per intero, in cui c'è dentro tutta una carriera e tutta l'essenza di quello che è, o dovrebbe essere, il calcio dilettantistico a tutto tondo.

"Il lunedì è forse il giorno più intenso. Dentro la testa c'è un frenetico susseguirsi di pensieri, eventi, emozioni. Sei lì a gioire per una vittoria o un pareggio insperato all'ultimo respiro, o sei lì a non aver voglia di far nulla, a imprecare per una sconfitta o una vittoria buttata per un soffio. Passi tutta la notte, tutta la giornata a pensare e ripensare. Magari sei stato il migliore, hai vinto e sei al settimo cielo. Magari invece rimugini sulla partitaccia del giorno prima, sull'errore fatto.

Ecco... Per me il calcio è stata la passione più grande. L'ho preso sul serio, fin troppo a volte. Purtroppo è giunto il momento di smettere, prima però vorrei ringraziare alcune persone. Per merito di questo sport ho conosciuto gente fantastica con la quale ho condiviso tante gioie e, purtroppo, qualche dolore.

Grazie a Mattia, compagno di mille telefonate, a "bomber" Sacchi e Rava, persone davvero speciali. Grazie ai miei compagni "storici" Allia, Chiello, Emi, Grignho, Pana, Oio, Sacchi, Sasà, Simo, Mattia e Rava: loro sono stati una seconda famiglia. Grazie ai compagni del "triplete", un anno come quello non l'avrei mai sognato. Grazie ai compagni di quest'anno, ragazzi d'oro, peccato non aver giocato insieme più tempo.

Grazie a mister Andreini, prima di conoscere lui "credevo" di giocare a calcio, dopo essere stato suo giocatore a calcio ci ho giocato per "davvero". Grazie ai miei presidenti e alla loro passione. Grazie a mia moglie per la grande pazienza.

Non sono stato di certo chissà quale giocatore, non ho giocato chissà dove e in chissà quali categorie.... ma voi siete stati la mia SERIE A.

Federico Betti".

Carmine Calabrese