Next season, il futuro del Novara: riflessioni e speranze

Una B da difendere sempre
Una B da difendere sempre
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Come sarà il Novara Calcio 2017/2018? A salvezza raggiunta, al tifoso azzurro viene naturale porsi questa domanda. A prescindere dai protagonisti, tutti da scoprire da un punto di vista del campo ma anche da quello gestionale (le probabili conferme del direttore Teti e dell'allenatore Boscaglia sono al vaglio ma certo non definite), quel che è sicuro è che il prossimo campionato di Serie B sarà il 7° anno degli ultimi otto spesi in una delle prime due divisioni nazionali per i nostri colori, un dato sicuramente da rimarcare e che ci riporta all'ultimo precedente degli anni '70 quando gli azzurri erano una certezza nel panorama calcistico italiano, almeno fino alla retrocessione del 1977 che ha dato il via a decenni di mediocrità per la nostra squadra. Importante sottolineare che nell'unico degli otto anni in cui abbiamo militato in Lega Pro è arrivata la vittoria del campionato con la firma di Toscano e quella di Corazza a Lumezzane. Chi legge le nostre statistiche fuori Novara ed è ben cosciente di cosa abbiamo passato penserà che ci stiamo godendo questi nuovi anni alla luce del sole. Personalmente io lo sto facendo, memore dei miei sogni quando dalla Nord o in paesi di provincia seguivo le gesta degli azzurri immaginando club storici dall'altro lato del campo. Ormai giocare con club come Verona e Bari per noi è diventato normalità, ed è davvero bello che sia così. 

Queste mie righe non sono il classico pippotto del "ricordiamoci da dove veniamo" che tanto fa girare le scatole a qualcuno, ma piuttosto un "ricordiamoci di cosa vediamo tutti gli anni" e molto spesso ci sputiamo sopra. Dato che non è assolutamente detto che fra 5, 10, 20, 50 anni sarà così godiamoci quel che abbiamo mentre sta succedendo. Non abbiamo una dimensione ed un seguito tale da considerare la B come un obiettivo minimo per il nostro pedigree ed il nostro bacino, come che so un Bari, un Brescia o un Vicenza (eppure alcune di loro stanno rischiando grosso). Per una tifoseria, un ambiente e un bacino imprenditoriale come il nostro la serie cadetta è un orgoglio da difendere coi denti. Un privilegio da conservare con cura, voglia e passione e non una scontata formalità da rinnovare ogni anno come l'abbonamento allo scuolabus di nostro figlio.

A livello ambientale credo sia stata la peggiore stagione che ho vissuto da quando, teenager, mi sono accostato al Novara Calcio. Ho visto squadracce, spogliatoi spaccati (a livello umano), contestazioni di vario genere, ma un clima di apatia come quello respirato in buona parte di questa stagione mancava alla collezione, e spero di non doverci fare i conti mai più. Ai tempi delle prime B, scrivendo sui forum dei tifosi indicavo la mia paura principale in caso di permanenza pluriennale in serie B: un ingrigimento progressivo del'ambiente che ci facesse pian piano somigliare a quel Piacenza che, dopo tanti anni di A e B, allo stadio non portava praticamente più nessuno e sul quale regnava un silenzio tombale. Ecco, quest'anno mi sono sentito un po' Piacenza. 

Nella conferenza stampa post Novara-Entella, ho percepito un De Salvo soddisfatto, determinato; l'ho visto parlare di futuro con toni decisi, ottimisti, sembrava avere un piano chiaro davanti a sé mentre ci parlava. Ha parlato di un'opera aziendale che dopo dieci anni si sta compiendo, di un qualcosa che sta cambiando. Almeno, questa è stata la mia impressione. Probabilmente il presidente si riferiva a questioni sia tecniche che finanziarie. Visto il nostro passato recente, ho tutta l'impressione che per i nostri colori nei prossimi anni il barometro tenda al bello, anche se sui forum e sui social si è dei tifosi migliori se si mostra il muso duro, il lato incazzato o si ipotizzano catastrofi a profusione sulle nostre teste. Quel che vorrei per i nostri colori è il mantenimento costante di questa categoria. Militare in una delle prime due categorie nazionali, questo deve essere il nostro orizzonte a lungo termine a mio modo di vedere. Spero comunque di non sbagliarmi se ipotizzo un futuro per noi tra i club più solidi e ambiziosi della serie cadetta, uno di quelli che punta alla colonna sinistra della classifica.

A questo auspicio aggiungo quello di vedere i tifosi più vicini alla squadra, e in questo qualcosa lo può fare sicuramente anche la società. I tifosi del Novara non chiedono star, non chiedono mezzi Maradona che non danno l'anima o buoni professionisti senza però personalità, empatia e la capacità di trasmettere qualcosa. Chiedono i "Pinamonte" e gli "Evacuo", gente che dà tutto e cerca di caricare gruppo e ambiente. Probabilmente la rosa perfetta per un ambiente come il nostro è composta da tanti giovani del nostro vivaio, economici e "futuribili" anche a livello finanziario più un roster di calciatori di categoria per valore tecnico e personalità, come ad esempio i già presenti Casarini e Calderoni. Credo che una partecipazione maggiore della tifoseria alle vicende del Novara sia strettamente legato al potersi riconoscere nei protagonisti in campo. Lo dico per esperienza: quando guardavo Ciuffetelli, Colombini, Palombo, Morganti, Brizzi e Lorenzini mi sentivo veramente uno di loro. Li sentivo in campo per NOI contro gli altri.

Stefano Calabrese