Repossini ha un fulgido futuro davanti: "Sogno l'Eccellenza"

Repossini premiato come Bomber del mese
Repossini premiato come Bomber del mese
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E' comprensibile l'emozione in un classe '96 che viene premiato come "Bomber del mese Bulè Adventure Park" di aprile, l'ultimo di questa lunga stagione scandita anche dal nostro premio andato ai migliori bomber provinciali della stagione. E Davide Repossini non fa eccezione, anche se l'emozione lascia presto il posto alla consapevolezza di una stagione che per l'attaccante e per la sua squadra, la Sparta Novara, potrebbe ancora regalare grandissime gioie con il percorso playoff che tra pochi giorni andrà ad incominciare. Nessuna parola fuori posto, il giusto riconoscimento al lavoro della squadra nelle sue fortune ma anche la voglia di ribadire che si sente una punta centrale: c'è tutto questo nella chiacchierata con Repossini che dimostra anche davanti alle domande, come sul campo, la propria voglia di emergere.

- Davide, vincere un premio è sempre una grande soddisfazione, ma lo è ancora di più per un attaccante quando questo è legato ai gol: quali sono state le tue sensazioni quando hai avuto la certezza di essere arrivato primo nella classifica di aprile?

"Sicuramente è stata una bella soddisfazione, soprattutto per chi come me ha il gol nel sangue; segnare dà sempre grandi motivazioni a livello personale e in più, come succede nel mio caso, quando tutta la squadra ti aiuta a raggiungere determinati obiettivi è ancora più bello. In più questi gol, soprattutto quelli arrivati nell'ultimo mese, ci hanno aiutato a guadagnare una terza posizione che in vista della sfida di domenica con il Vogogna ci favorisce, perché giocare con la possibilità di avere due risultati su tre è il modo migliore per approcciarsi a questi playoff. Cercheremo comunque di chiudere la gara senza dover arrivare ai supplementari perché poi la gara, complici anche il caldo previsto e la fatica, potrebbe rivelarsi molto dura".

- Hai cominciato la stagione un po' a rilento, con il gol che sembrava non arrivare e tutta la squadra che non girava; poi c'è stata l'esplosione nella seconda parte del campionato che ha cambiato la tua ma anche la stagione della Sparta: cos'è cambiato dall'inizio ad adesso, che ti ha permesso di segnare con più continuità?

"Anche se nel girone di andata avevo conteggiato in tutto otto gol, nelle prime dieci partite di reti ne sono arrivate solamente due. Non so dire neanche io perché questa partenza lenta, forse facevamo fatica tra tutti a trovarci in campo tanto che nelle prime giornate eravamo addirittura ultimi in classifica e quando niente sembrava girare per il verso giusto si stava facendo un po' dura. Poi ci siamo ripresi, anche gli infortuni ci hanno dato un po' di tregua e le cose sono migliorate; io sono stato sempre sereno, ero sicuro che prima o poi il gol sarebbe arrivato e così è stato. In questo anche la società è stata molto positiva nel lasciarmi tranquillo, nel rassicurarmi che stavo comunque facendo bene, non ci sono state pressioni particolari".

- I tuoi gol sono stati il carburante che ha spinto la Sparta Novara fino a salire alla terza posizione, una classifica che può significare molto anche nel prosieguo della stagione: pensi che questa posizione in classifica sia meritata per la stagione che avete fin qui fatto?

"Credo di sì, non è mai semplice dopo un avvio difficile riprendersi a tal punto da diventare in qualche modo protagonisti in campionato. Il gruppo ci ha sempre creduto a questo obiettivo dei playoff, la società aveva alzato l'asticella in questa stagione e fin dall'estate, quando sono ritornato, tutti sapevamo che eravamo strutturati per lottare per questa posizione e anche per qualcosa in più. Purtroppo abbiamo trovato l'Inter Farmaci Verbania sulla nostra strada ma, per come siamo andati nel girone di ritorno, un pensierino anche ad insidiare la prima posizione l'abbiamo fatto; purtroppo il ruolino di marcia negativo del girone di andata non ci ha consentito di arrivare a tiro delle primissime ma possiamo comunque ritenerci soddisfatti".

- Per te, a livello personale, c'è anche la soddisfazione di essere arrivato in classifica cannonieri alle spalle solo di due mostri sacri della categoria alle nostra latitudini come Bini e Moggio, guadagnando il gradino più basso del podio: si poteva fare di più?

"Sono contento di quanto fatto, perché 21 gol a 20 anni anche se in Prima Categoria sono un risultato che per un attaccante può rappresentare una buona base di partenza. Però sono sicuro che avrei potuto fare di più, credo che con una partenza migliore avrei potuto lottare anche io per arrivare a 30 gol; sento di avere nei piedi questa quota e lavorerò nelle prossime stagioni per smussare quelle imperfezioni che sono emerse in alcuni frangenti di questa stagione".

- In estate sei tornato alla Sparta, dove avevi già fatto bene un paio di anni fa, dopo una stagione non esaltante con la maglia dell'Alicese anche se, a fine stagione, era arrivato il salto in Eccellenza per i vercellesi: che cosa, secondo te, non è girato per il verso giusto nella tua esperienza della scorsa stagione?

"Onestamente non saprei, io mi trovavo benissimo con i compagni e c'era un gruppo meraviglioso. Probabilmente non rendevo al massimo nella posizione che aveva scelto per me il mister, ho giocato quasi tutta la stagione da esterno mentre a me piace maggiormente giostrare da prima punta. Nel 4-4-2 che utilizzava Yon era praticamente un esterno di centrocampo e questo mi portava a stare molto lontano dalla porta, diminuendo la mia pericolosità in zona gol. E' stata comunque una decisione della società quella di non tenermi, un po' mi è dispiaciuto non giocare l'Eccellenza che avevo contribuito a conquistare, anche perché mi sarebbe piaciuto confrontarmi con la categoria per capire se potevo starci dentro; ma non c'è stato nessun problema anche perché è arrivata subito la chiamata della Sparta Novara e quando mi hanno illustrato i loro obiettivi non ho esitato un attimo a ritornare in bianconero. Spero di riconquistare la Promozione proprio indossando questa maglia".

- Se dovessero andare bene questi playoff le porte della Promozione ti si spalancheranno proprio con la Sparta Novara: nello spogliatoio si parla di questa opportunità comunque non semplice da raggiungere?

"Noi ci crediamo, siamo un bel gruppo con tanti giovani e sicuramente puntiamo a questo obiettivo. Nello spogliatoio tra di noi ne parliamo ma sempre con grande serenità; certo, se dovessimo passare questo turno con il Vogogna ci troveremmo davanti il Trecate e non sarebbe semplice però abbiamo le nostre carte da giocare e ce la possiamo fare. Forse in questo momento siamo un po' in pochi come rosa, un po' corti, però anche i giovani di cui dispone la Sparta sono di buona qualità quindi ce la possiamo fare. Siamo in periodo di forma smagliante, abbiamo fatto sette vittorie consecutive e vogliamo dare continuità a questo momento: in casa il Vogogna l'abbiamo già battuto 2-0 e anche se loro sono una bella squadra il vantaggio di avere due risultati su tre non è un vantaggio indifferente".

- A livello personale come ti trovi con il modo di giocare di mister Zanardi? I gol fatti fin qui direbbero bene...

"In questo momento sto giocando da esterno perché lì ci manca una pedina e il mister ha deciso di allargare me mettendo un giovane a fare la prima punta. Per Zanardi questo è il modo migliore di sfruttare le mie caratteristiche ma io continuo a reputarmi più utile come attaccante centrale; non mi dispiace tuttavia neanche questa posizione perché vengo lasciato molto libero di smistare, di andarmi a prendere il pallone nella posizione che ritengo migliore, anche a volte sul fronte opposto rispetto a quello mio di competenza. Dalla trequarti in su mi viene lasciata grande libertà e questo mi ha sicuramente aiutato anche in zona gol".

- Come valuti il campionato che si è appena concluso, fortemente connotato dalla presenza dell'Inter Farmaci Verbania che è stato in testa dall'inizio alla fine?

"Chi arriva davanti ha sempre qualcosa in più per cui credo che l'Inter Farmaci Verbania abbia meritato di vincere questo campionato: è arrivata al termine con tanti punti di distacco rispetto alle altre per cui è giusto dire che probabilmente è stata la più forte. Poi c'è il Trecate che, seppur magari un po' anziana nei suoi uomini di punti, la reputo comunque una formazione molto competitiva anche perché ha saputo inserire qualche giovane di grande prospettiva. Delusione? Forse il Momo avrebbe potuto fare qualcosa di più: quando ha giocato contro di noi ha sempre fatto bene, all'andata abbiamo perso mentre al ritorno in casa nostra abbiamo ottenuto solo un pareggio. Poi mi ha sorpreso la posizione della Sanmartinese, in cui conosco anche qualche ragazzo per me sicuramente valido, non credo che loro si meritino di stare così in basso in classifica. Per quanto riguarda noi, avremmo sicuramente potuto fare di più perché all'andata abbiamo fatto veramente pochi punti: con una partenza migliore credo che saremmo stati in grado di giocarcela anche con l'Inter Farmaci per vincere".

- Chiudiamo con una domanda sul futuro: tu sei ancora giovanissimo e quindi hai tutta una carriera davanti, vieni dal settore giovanile del Borgovercelli e tra Borgopal e Osmon Suno hai avuto modo di giocare ed allenarti con calciatori dai nomi importanti in Eccellenza. Il sogno e l'obiettivo è quello di ritornare a calcare certe categorie?

"Io penso di avere le qualità per farlo, l'Eccellenza l'ho già vissuto e penso che potrei starci. Ho imparato molto da giocatori che dell'Eccellenza hanno lo spessore come Canino, Bettini, Poi, De Lorentiis al quale ho rubato anche alcuni movimenti da prima punta. In quegli anni mi sono allenato con un tecnico come Giorgio Rotolo, che mi ha aggregato anche alla prima squadra e che ti fa crescere perché pretende molto: ero giovanissimo, avevo 16 anni, ma qualche presenza e anche qualche gol son riuscito a farlo, anche se era veramente difficile ritagliarsi uno spazio in una rosa qualitativamente alta come quella. Se arrivasse una chiamata da un gruppo come quello in Eccellenza o, perché no, magari anche dalla D non direi di no, io ci credo".

Carmine Calabrese