Buoni e zitti
Le parole feriscono. Colpiscono le stesse aree del dolore fisico. Questa spiegazione ha una solida base neurobiologica: nel momento in cui le parole dette ci fanno male, si attivano nel cervello aree appartenenti sia alla sfera cognitiva sia a quella emotiva e motoria come se ci si preparasse in qualche modo alla fuga o all'attacco, come se si percepisse una minaccia alla propria integrità psicofisica. I network che si attivano quando i comportamenti degli altri lacerano la nostra sensibilità sono, appunto, gli stessi che si mettono in azione quando si percepisce dolore fisico per cui si può davvero dire che parole e atteggiamenti ostili o non supportivi possono ledere, come una coltellata. È anche vero che l’animo, come il muscolo, cresce e si rafforza grazie alle microlesioni che subisce quando si allena e le microlesioni, si sa, dolgono: "No pain, no gain", motto anglosassone che da Jane Fonda e le sue lezioni di aerobica divenne slogan popolare. E verità.
La conferenza pre partita di Novara FC-Lumezzane è stata interamente gestita dal Direttore Generale della cupola Pietro Lo Monaco, che ha voluto affiancare il mister soprattutto per dare carica in un momento così delicato. " Vince chi ha la forza di stappare ancora di più. In quello strappo deve aiutare il pubblico, oltre che i giornalisti, non solo i calciatori e i tecnici". Nella conferenza post partita di Novara -Lumezzane, che ha portato alla conquista del diciottesimo pareggio per gli azzurri "ingannati" ancora una volta nei minuti finali, ha visto mister Giacomo Gattuso adirato, come non è solito vederlo. "Sento da dietro delle robe indecenti e non è giusto". Incriminato dalla voce del popolo per aver "sbagliato i cambi", poiché quei cambi hanno commesso un paio di errori importanti, sbotta. "Ho effettuato i cambi proprio per fare in modo che la squadra tornasse in gara. Posso prendere tutti gli insulti del caso ma se Ongaro avesse segnato il 2-0, se Vilhjamsson il 3-0, se Caradonna non avesse svirgolato quella palla e se il loro attaccante non avesse trovato un eurogol parlavamo di altro . È giusto che le critiche piovano su di me anche dagli spalti e mi spiace aver risposto a un tifoso a cui chiedo scusa. È giusto che mi prenda le colpe se non preparo la partita. Ho fatto i cambi con i giocatori che avevo a disposizione, che sono stati fatti tutti per discorsi fisici. Cosa devo fare se la gente che entra è agitata, non ce la fa oppure a livello emotivo paga? Mi sto facendo un mazzo così, io e tutta la squadra. Stiamo facendo tanto e per aspetti individuali noi roviniamo tutto quello di buono. Non c'è niente da incolpare. Oggi l'abbiamo vista la partita contro una delle squadre che a livello di gioco e giocatori è una delle più forti e il primo tempo non hanno passato neanche la metà campo e allora vuol dire che c'è organizzazione e un lavoro ben fatto." Gattuso prova quel senso di malessere, e per empatia lo fa provare anche a noi, che si percepisce quando le altre persone hanno verso di noi comportamenti e atteggiamenti che ci feriscono, avvalorato da un gran dato di fatto ovvero che il Novara ha affrontato il Lumezzane, ottava in classifica, a testa alta, non permettendogli la vittoria nonostante le defaiance finali. Eppure anche Lo Monaco nel pre conferenza ci ha tenuto nel richiedere di ammorbidire i titoli di talune testate giornalistiche che fomentavano l'effetto placebo negativo "Non serve scrivere che è una squadra che non sa più vincere perché è una squadra che sta lottando, è una squadra di ferro" e che i "calciatori leggono le pagelle" per cui la cautela con cui si valutano alcuni aspetti, soprattutto ora, deve essere fondamentale. Il Direttore ritiene, inoltre, che "Abbiamo un organico che può sostituire quelli che mancano". Un calciatore porta in campo tutto quando entra: capacità, qualità, lucidità, consapevolezza, freddezza e fragilità. Forse quelle piccole individualità che dovrebbero scomparire all' interno di un gruppo davvero di ferro hanno bisogno di altri setting in cui farlo e altro tempo che non c'è e non c'è mai stato. Ci sono limiti e tempistiche contro cui non possiamo lottare.
Fare i conti con lacune e sbagli non è mai facile, soprattutto quando le accuse non sono su una prestazione ma su errori nella prestazione stessa (cui valutazione scompare) e che quindi diventano offese personali dando origine ad un eco in provincia che difficilmente riusciamo a zittire. Ognuno nella nostra vita ha creduto e crede ad un sacco di cose effimere, ci costa solo cuore pensare che queste scivolate possano essere rimpiazzate dalla volontà di eluderle o che i nostri 11 (12 o 13 con le formazioni iniziali diverse) lavorino in campo ancora come tori per reggere lucidamente quei 7 minuti in più, fino alla fine.
E comunque, nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso. Se lo ricordino Corti, Caradonna e lo stesso mister.