Mal di Novara

Un'azione di Calcagni in campo

Non faccio in tempo a metabolizzare la nostalgia di Giacomo Gattuso che subito devo fare i conti con il rischio del fallimento della contrattazione di Christian Donadio: la stampa in via ufficiosa ma con parole sicure e convinte, lo dipinge già come un ex con il risultato del mio cuore ri-spezzato e la mia preadolescente con la valigia pronta a seguirlo e non vi dico con che grinta.

Per fortuna giungono notizie - ufficiali questa volta - positive: Christian resta fino al 2027 ma ora ci tocca fare i conti con un'altra gatta da pelare. La questione che riguarda lo zoccolo della squadra, Riccardo Calcagni, uno tra quelli che nel mio iCloud sta sotto la voce intoccabile. Il centrocampista per la stampa, sempre sicura e convinta, è già accasato alla squadra del Perugia, terra sua insomma: in realtà non mi è chiaro se lo stesso Riccardo lo sappia e nemmeno se il Perugia lo abbia già segnato in rosa ma forse questi sono dettagli come l'intimo coordinato anche se vai solo un salto all'Esselunga.

Lasciando da parte - solo per un attimo - il contenuto del tuonante rumor - quanti ne abbiamo sentiti quest'anno? - quello che tristemente traspare nella modalità del costrutto del pettegolezzo - inteso come "notizia non certa" - sia per il numero 10 che per il 19, è un menefreghismo totale rispetto al modo di considerarli. Giocatori che al Novara hanno fatto la differenza e senza i quali molte dinamiche sarebbero state diverse, diventano pezzi sostituibili di un Lego non originale: si è parlato di Donadio con lo stesso calibro con cui si parla dell'effetto benefico del bicchiere caldo con limone e zenzero appena svegli - blasonato e dubbio - che tra l'altro io bevo ogni mattina e di Calcagni come se fosse una quantità di frutta, un chilo di ciliegie ad esempio - care e superflue -.

Con l'introduzione della Salary Cup i controlli della Lega Pro sulle società di Serie C verteranno sul costo del personale che non deve superare il Valore della Produzione. In caso contrario ci sarebbero delle sanzioni economiche, lontane dalle punizioni sportive come punti in meno in classifica ma vere e proprie multe, proporzionali allo sforamento del tetto massimo. Qui entra in gioco la Riforma Zola -la Lega sembra Risiko - come ideale soluzione: ogni società riceverà fondi extra se utilizzerà giovani cresciuti nel proprio vivaio, come incentivo all'investimento sui settori giovanili. Ovvio che se il Novara opterà per questa strada, immancabilmente dovrà coerentemente adattarsi ad alcuni logici cambiamenti. Se si vuole investire sul vivaio interno Primavera e comporre più di metà squadra di estremamente giovani, il prezzo degli abbonamenti dovrebbe subire un forte calo per questioni di onestà e giustizia oltre che di performance. Con tutto il rispetto per l'eccezione che sicuramente ci sarà al campo del Piola, uno simile a Lamine Yamal ad esempio, a vedere correre ragazzini dell'età poco più alta dei miei alunni non è che fa tutta questa speranza e gioia soprattutto in Serie C. Si ignora ancora la bella testa dura e non plasmabile di cui gli estremamente giovani sono dotati, attaccata al loro collo come i loro genitori, che mica te la fanno passare liscia se gioca Marco invece che il loro figlio-fenomeno Simone, eh. 

Il calo di prezzo lo si dovrebbe apportare come assioma inossidabile, soprattutto al merchandising: la maglia del mio alunno non può costare come quella di Calafiori, il prezzo delle maglie tutt'oggi è pressoché lo stesso di quelle della Nazionale, o sbaglio?

La scelta sembra proprio vertere nell'omologarsi come la maggior parte delle nostre squadre avversarie a tutti questi incentivi economici o regole imposte (la Salary Cup quest'anno è in via sperimentale) oppure approfittare della situazione e comporre una squadra di livello, a costo di investirci soldi, non solo usando la calcolatrice ma il pensiero critico (e non i consigli di tuo cugino) e la lungimiranza.

E tornando a Calcagni ed i suoi compagni, la mancanza di riconoscenza verso un giocatore in primis e di un intero gruppo di lavoro che in campo ha costantemente dribblato lealtà e tenacia nonostante alcune bombe mediatiche che hanno tentato di schiaffeggiarli e farli cadere, è veramente disarmante.

Compagni di squadra che scelgono di andare in vacanza insieme, un'unione rara, una ricchezza che odora di famiglia - scelta e non imposta - che viene distrutta al di là del calcio e dell'amicizia, senza un minimo di complicità e nemmeno di rispetto di ciò che è stato fatto. 

Continuare a cambiare equilibrio come barche in balia del vento farà rimanere quello spazio grigio della Hall Of Fame della Casa del Novara solo pieno di rimorsi. Ricominciare ogni volta da capo non ci porta altrove, dividere chi potrebbe fare la differenza ci costringe ad una mediocrità ed un'insicurezza che accontenta solo chi vuole stare fermo o forse proprio nessuno. La qualità si paga, ma si pagano anche le conseguenze di possibili e pericolose scelte stupide.

Alice Previtali

Informativa
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. X