Il sesto senso
La noetica (dal greco νοῦς, “nous”, intelletto) è quell'attività cerebrale che si occupa di ciò che per la moltitudine è indimostrabile. È quella parte della mente che fa della conoscenza intuitiva e immediata qualcosa che si spinge oltre la logica razionale. E’ il “sesto senso”.
Il suo scopo è quello di cogliere l'essenza delle cose e per questo spesso viene associata a concetti filosofici definiti da Platone, Aristotele, Husserl. Poesia, insomma. Il campo della noetica è quello che esplora il potenziale umano della coscienza. Si riferisce a quei fenomeni inspiegabili che talvolta sconfinano nella parapsicologia e che richiamano concetti per lo più negati negli ambiti sportivi come telepatia, chiaroveggenza, astrologia, ascendente e sensitivismo.
Togliendo qualsiasi misticismo, si tratta di quelle dinamiche che portano al sapere esattamente come andrà a finire o come invece non finirà per niente o comunque ad andarci pericolosamente e magicamente vicino.
Non è magia, né stregoneria ma mera e rara capacità di analizzare oltre, di cogliere, di prevedere. Capacità di sentire.
Inspiegabile per il popolo noetico la razionalità ossequiosa ed imprescindibile con cui vengono trattati alcuni argomenti, specialmente nell’ ”Italia’s got talent” in cui si vaglia un curriculum dopo l’altro alla ricerca del diamante che il protagonista è convinto di avere - perché noi siamo convinti di vedere - ma che spesso serve solo a tagliarne l’effimera realtà. Perché se è vero che non sei il curriculum che ti hanno scritto, il voto che ti hanno dato ed il messaggio che hai scritto (screenshot esclusi) è vero che si vede - e si crede - solo ciò che si è scelto di vedere. Di conseguenza, la maggior parte delle volte, succede di diventare erroneamente quello che hanno deciso gli altri. Se la prospettiva è frutto di una scelta, a volte un cambiamento di essa mostra chiaramente la verità. Certo, bisogna volerla.
Pensate se nel mondo del calcio le esperienze, il monte ingaggi, il passato trascorso sui campi, potessero essere integrati con la noetica, con quell’ammettere che la scienza sportiva non può trascendere dal sesto senso che non solo si palesa ma lo definisce proprio, come un incantesimo innato.
Come se ci fosse una colonna opportuna da compilare nella fase della scelta. Come fosse necessario ed imprescindibile “annusare” le persone per captarne la vera essenza. Come se il sentire che qualcosa non convince non fosse solo un capriccio femminile o una sfiducia a prescindere. E’ in questo sostanziale malinteso che inciampano molte esistenze: nell’idea completamente sbagliata che tutto sia sotto controllo.
La vita, lo sport, il calcio sono fatti di regole, calcoli, schemi, titoli di studio, performance.
Ma non saranno mai così potenti di un chiaro, lucido e ripetuto “Avevi ragione”.
Dedicato alla mia amica Simona e al formicolio che le viene ogni volta che me lo ripete e anche un po' a Daniele De Rossi.
Buon anno a tutti i lettori di IamCalcio, soprattutto ai miei.