Il Fedelissimo - Un primato amaro

Il Fedelissimo

Volevo prendermi almeno un giorno di riflessione prima di scrivere questa edizione del Fedelissimo, ma visto che con il passare delle ore il rammarico per il match del "Fortunati" non si placa (anzi, aumenta), ho deciso di non aspettare martedì e di riportarvi le mie impressioni su quando accaduto a Pavia. 80' di buon Novara cancellati da un finale di partita sciagurato in cui tutti gli undici in campo hanno avuto la loro parte di colpa e non sarebbe giusto puntare il dito contro Foglio che ha sbagliato il 4-1 con un contropiede simile a quello che qualche minuto prima aveva mandato in estasi il pubblico azzurro con la decima rete di Gonzalez in campionato. Le colpe vanno distribuite, perché quando l'estremo di casa ha parato il tiro dell'ex Monza eravamo comunque avanti di due reti e con un uomo in più, il che purtroppo non si è visto: perché se il 2-3 può essere stato un episodio sfortunato, il Pavia, prima di raggiungere la parità, ha avuto un'altra occasione solare per il 3-3. Se quando si vanno a guardare le reti subite si punta l'indice contro il reparto difensivo, bisogna dire che centrocampo e attacco non sono stati capaci di tenere su un pallone nell'ultimo quarto di partita per far rifiatare Freddi e compagni, i quali hanno avuto a che fare contro un reparto avanzato tra i migliori della categoria.

Parto subito dal presupposto che non sono d'accordo con chi dice che siamo comunque primi: l'amaro in bocca per due punti persi in questo modo e un punto regalato a una nostra diretta concorrente sono troppo forti. Relegare il Pavia a -3, con lo scontro diretto a sfavore e dopo due partite perse in casa consecutive sarebbe stato fondamentale. Non abbiamo la controprova, ma uscire con un altro passivo pesante dopo quello subito all'andata al "Piola" sarebbe stato un colpo forse definitivo per i lombardi; invece sono usciti da trionfatori, quasi avessero stravinto il confronto: per come si era messa, il pareggio equivale a una vittoria per una squadra alla quale va dato atto di non aver mai mollato, così come i loro sostenitori. Oltre agli aspetti positivi della loro tifoseria, bisogna segnalare che in tribuna stampa si sono verificati episodi che con il calcio centrano poco con un personaggio che si è permesso di fare tutto ciò che voleva senza che nessuno gli dicesse niente. Queste cose, oltre ad essere spiacevoli, allontanano i bambini dagli stadi e non bisogna dimenticare che, se succede questo, lo sport più amato in Italia ha un futuro non certo roseo e si rischia per pochi ignoranti di rovinare il clima di festa che ci dovrebbe sempre essere attorno ad un rettangolo verde con qualche sano sfottò che non guasta mai, basta non trascendere.

Oggi per noi cuori azzurri è una giornata difficile, come lo è stato il viaggio di ritorno ieri da Pavia che sembrava molto più distante dell'oretta abbondante che dista da dove abito. Chi veramente tiene a questa squadra ha una sola certezza: domenica bisognerà esserci al "Piola" con la rabbia e la voglia di tifare per una maglia storica che deve riconquistare subito la serie B e lo farà a partire dal match con la Torres, assolutamente da non fallire.

Forza Novara Sempre!!!

Marco Dho

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