Fermanelli, a Divignano per costruire per il futuro

L'ingresso in società di Angelo Fermanelli, che in estate ha rilevato il ruolo di presidente del Divignano oltre a diventarne lo sponsor principale, ha portato una ventata di novità in casa gialloblù che, dopo l'esaltante successo in Terza categoria che ha portato al primo colpo una compagine derivante dal mondo amatoriale in Seconda, aveva un po' rallentato l'andatura nella scorsa stagione arrivando appena sopra la zona retrocessione dopo un campionato senza particolari squilli ma vissuto sempre oltre il margine delle sabbie mobili. Tante le novità fiorite con l'approdo del nuovo presidente, da una rosa profondamente ringiovanita ad un progetto di settore giovanile ancora solo agli albori.
- Presidente, in estate è maturata questa scelta di prendere le redini del Divignano per costruire qualcosa di nuovo, magari di diverso. Ci spiega le motivazioni che l'hanno spinta a questa decisione?
"Io sono sempre stato appassionato di calcio e già sponsorizzavo una squadra amatoriale che faceva un campionato interno al Novara Calcio che si disputava a Novarello. Il mister di quello squadra era Luca Urrico e lui ha fatto da tramite a questo mio ingresso nel Divignano: con il mister ci conosciamo da moltissimo tempo, c'è grande stima reciproca così come con il Direttore Sportivo Denis Nervi per cui posso quasi dire di essere stato scelto io da loro e non viceversa".
- Qual è l'obiettivo primo che si è posto arrivando a Divignano?
"Devo dire che c'è una grande unità di intenti tra tutte le parti. L'obiettivo principale è quello di creare una società solida anche se questa c'era già; volevamo però migliorarci, sviluppando questa società su un orizzonte che non è quello di quest'anno ma è quelli di un periodo più lungo. Nei prossimi due o tre anni cercheremo di portare il Divignano nella categoria superiore, con il tentativo di sviluppare anche un florido settore giovanile. Questa stagione ci sta servendo per mettere delle basi che ci permettano in futuro di operare questa crescita; non voglio però parlare di progetto, perché questo termine è spesso ingiustamente abusato. Credo però di essere attorniato da persone di valore che ci permetteranno di far crescere il Divignano nel prossimo futuro".
- In una realtà "piccola" come può essere quella di Divignano si possono trovare le risorse per costruire una società che punti a salire anche di categoria e fare qualcosa di importante?
"Non credo che la realtà del nostro paese possa essere d'ostacolo alla crescita della squadra, anzi se consideriamo il seguito di cui può disporre la squadra si potrebbe quasi pensare il contrario. Intanto giochiamo in una struttura importante come può essere considerata quella di Pombia, di cui tante altre società al nostro livello non possono disporre; poi ho trovato un gruppo di persone che tengono alla squadra e che sono collaborative in ogni iniziativa che si cerca di mettere in piedi e questa è una cosa importante. Siamo contenti di come la squadra è stata accompagnata in queste prime domeniche di campionato e speriamo che le prestazioni fin qui buone facciano ancora crescere l'affetto attorno alla squadra".
- Al suo arrivo ha operato una scelta di continuità, entrando in punta di piedi in un gruppo già formato, trovando una guida tecnica che è stata confermata per lavorare principalmente sulla rosa. Un modo per non perdere un lavoro pregresso che aveva già dato dei buoni frutti?
"Non è mia abitudine stravolgere quanto di buono mi capita di trovare anche perché, in questo specifico caso, avrebbe significato buttare via anni di esperienza. Il vecchio presidente, che è rimasto presidente onorario della società, Saverio Stranges aveva comunque lavorato con lungimiranza portando la squadra dagli Amatori alla Seconda categoria e nonostante il campionato non indimenticabile della scorsa stagione hanno ottenuto degli ottimi risultati. Quest'estate abbiamo tenuto quei sei-sette giocatori che hanno contribuito a portare la squadra dalla Terza alla Seconda categoria inserendo un buon numero di ragazzi nuovi, quasi tutti giovani, per portare nuovo entusiasmo da affiancare all'esperienza che comunque è stata garantita. I ragazzi che sono arrivati sono bravi ma questa stagione sarà un'annata d'esperienza per tutti: vedremo dove riusciremo ad arrivare ma senza crearci affanni".
- Nonostante i pronostici della vigilia non vedessero il Divignano tra le squadre favorite, la partenza della squadra in queste prime giornate della nuova stagione è stata sorprendente e, ad esclusione dell'ultimo turno interno in cui il Divignano ha dovuto segnare il passo con il River Sesia, sono arrivate le vittorie che hanno portato la squadra nei primissimi posti. Segno che il lavoro fatto da tutte le componenti in estate è stato quello giusto?
"Onestamente non mi occupo molto dell'aspetto tecnico della squadra, lascio le cose di campo a mister Urrico e al ds Nervi perché credo che ogni componente debba operare nel suo ambito. Quello che avevamo concordato e su cui puntavo molto era la ricerca di giovani che fossero validi sotto l'aspetto tecnico ma anche dal punto di vista umano, che caratterialmente avessero dei buoni principi. La creazione di un gruppo qui a Divignano credo sia un aspetto fondamentale, un ragazzo quando arriva da noi e deve venire all'allenamento deve farlo con la consapevolezza che viene a divertirsi. I risultati positivi sono poi una conseguenza di questo modo di lavorare, non ci interessava avere delle primedonne ma dei ragazzi con la testa sulle spalle: il gruppo che abbiamo costruito è buono e potrà sicuramente dire la sua, ovviamente non possiamo sapere se vincerà oppure no ma questo per ora non è prioritario".
- Vivere una stagione di passaggio, come ci ha detto poc'anzi, non vuol dire necessariamente non lottare per qualcosa di importante. Il girone in cui il Divignano è stato inserito non ha ancora espresso una squadra che più delle altre possa fregiarsi del titolo di favorita, un viatico fondamentale per il fiorire di qualche sorpresa: vi farete trovare pronti se dovesse esserci la possibilità di ottenere un successo già in questa stagione?
"Io credo che questa società sia già in grado di guardare in prospettiva ad un possibile salto di categoria per cui rispondo che se dovesse succedere non sarebbe assolutamente un problema e non ci tireremo sicuramente indietro, ci faremo trovare pronti. Non abbiamo però questa frenesia di vincere a tutti i costi perché non siamo partiti con quest'obiettivo: se dovesse succedere, ben venga, ma il nostro campionato quest'anno è quello di creare un gruppo compatto e finora ci siamo riusciti".
