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Novara, comincia l'era Di Carlo: "Grinta e corsa per la salvezza"

Teti e Di Carlo, fonte: Novaracalcio.com
Teti e Di Carlo, fonte: Novaracalcio.com

Presso la sala stampa di Novarello si è tenuta la press conference del nuovo tecnico azzurro Domenico Di Carlo, professionista quotato e navigato che ha firmato con la società dei De Salvo un contratto che lo lega fino al giugno 2019 ai colori gaudenziani. Primo ed obbligato passaggio, però, la conferma di un posto nella prossima Serie B, messo in dubbio dagli zoppicanti primi mesi della stagione condotta tecnicamente dal fresco di esonero Eugenio Corini.

Dopo un'introduzione del direttore Teti che con la proprietà ha scelto il nuovo mister del Novara Calcio è arrivato il momento per l'allenatore ciociaro di rispondere alle domande dei giornalisti intervenuti alla presentazione:

"In primis faccio un in bocca al lupo a Corini, avrà altre possibilità a disposizione. Ringrazio la società per avermi scelto, ho voluto il Novara che mi ha riacceso l'entusiasmo dentro. Dobbiamo arrivare alla salvezza tutti insieme, cercando energie positive per giungere all'obiettivo".

"Con me il mio staff, composto dal mio secondo, dal preparatore atletico e da Martino Sofia come collaboratore tecnico. In estate il mio obiettivo era di provare ad avere una panchina in Serie A. Ho aspettato in estate e fino all'inizio di gennaio che si concretizzassero certe situazioni aperte nella categoria superiore. Dal 20 gennaio ho chiuso quella porta e ho valutato anche le società di B con un progetto, e quando mi ha chiamato il direttore Teti non ho avuto dubbi: qui si è fatto calcio vero anni fa e si fa calcio in maniera seria. In estate ho declinato diverse società di B perché il mio desiderio era di tornare in Serie A. Ora per me Novara non è un ripiego, la società mi ha acceso un entusiasmo importante e spero di far tornare fiducia in campo e fuori".

Ancora il tecnico: "Dobbiamo giocare "da salvezza", dobbiamo sporcare la maglia, lottare di più e avere quel furore agonistico che ti permette soprattutto in B di vincere quelle partite sporche che altrimenti non vinci. Pensiamo a Cittadella lavorando sul campo per il nostro primo obiettivo. Ogni allenatore ha le sue caratteristiche, io vorrei sempre squadre che giocano bene, che siano padrone del campo. Mi è successo però di avere squadre che non potevano fare questo. Bisogna adattarsi, ma io penso di avere una squadra che ha qualità, anche se alleno questa squadra da due giorni. Serve tempo, ma non troppo perché dobbiamo farci trovare pronti alla prima partita. Mi aspetto rabbia agonistica, determinazione, ma anche che venga fuori la qualità. Non dobbiamo pensare a cicli di partite, a gare fuori casa eccetera: dobbiamo affrontare ogni singolo incontro pensando solo a quello, cercando di vincerlo. Devo mettere i giocatori in grado di prendersi le responsabilità, tutti partono da zero, voglio vedere l'approccio in allenamento. La prestazione della squadra e non del singolo comporta i miglioramenti. Penso d'insieme, sia nella vittoria che nella sconfitta. L'aspetto mentale è importantissimo. Voglio una squadra col DNA coraggioso, che non lasci il coraggio a casa e che scenda in campo senza pensare agli altri, facendo e pensando alla propria prestazione. A Novara avete fatto qualcosa di straordinario negli anni e qualche anno fa, voglio provare a fare anche io qualcosa di straordinario".

"Il modulo? Questa squadra ha molta duttilità tattica, anche se poi è l'atteggiamento che conta e i principi di gioco sono più importanti dello schieramento. Serve corsa, velocità, aggressività. Dobbiamo trovare nel modulo, che oggi è un 3-5-2, qualche accorgimento. Se vedo che le cose non funzionano, non sarà un problema cambiare strada. Sicuramente proveremo delle cose diverse, come provare con il trequartista o mettere una difesa a 4 che con questi giocatori non sarà un qualcosa che porta difficoltà".

"Il primo giorno è sempre particolare, conoscevo Sciaudone, Macheda e Mantovani, ma per tutto il gruppo è una novità quando arriva un nuovo allenatore, a prescindere. Tutti devono resettare, e già in allenamento vedo la voglia di mettersi in mostra, di farsi notare. Sciaudone? Riparte da zero, lo conosco, non ha alcun vantaggio. Certo ho un'idea iniziale di come far giocare la squadra, si metterà a disposizione e non c'è un problema su quanto successo in precedenza qui, questo è un progetto nuovo che non lascerà indietro nessuno. Quando le cose non vanno bene si cercano dei capri espiatori. Non ci sono colpe di singoli giocatori, sarà la squadra a dover giungere unità alla salvezza. Il mio primo pensiero da inculcare ai giocatori sarà quello di pensare da squadra. A me le squadre statiche non piacciono. Dobbiamo poter variare, essere dinamici, giocare veloce".

"Non creiamo troppe aspettative ma non sottovalutiamoci nemmeno. Ora la prerogativa è la salvezza, serve un calcio un po' più maschio, aggressivo e dinamico. Da fuori vedevo che mancava un po' questo a questa squadra. Resettiamo, portiamo energia positive ad un gruppo e ad una città che si aspetta che ogni gara si metta in campo la voglia di mettere in campo tutta la grinta e la voglia di recuperare palloni, perché per quanto riguarda la tecnica, la qualità, questa squadra ne dispone. Quando si arriva bisogna toccare poco, senza stravolgere il lavoro fatto da chi c'era in precedenza. Vanno fatte piccole modifiche, cercando di spiegare bene ai calciatori cosa possono migliorare e dove. Tempo c'è, per fare risultati come base non devono mai mancare corsa ed intensità, mentre l'errore tecnico ci sta ed è contemplato".

Ancora il tecnico maremmano: "Io penso positivo, credo che questa squadra abbia le carte in regola per aspirare alla salvezza. Cittadella è un test importantissimo contro una squadra che sta bene, gioca a memoria e sta insieme da anni. Ai nostri giocatori serve fiducia per potersi esprimere al meglio. Da domani lavoreremo maggiormente sotto l'aspetto tattico, ma quel che conta è che il potenziale c'è. Io sostituito in passato da Corini? Che casualità, ma noi siamo giudicati sempre e solo dai risultati, "non ce n'è". Non siamo a novembre, siamo a febbraio e dobbiamo vivere intensamente ogni attimo che trascorreremo insieme. Mia moglie sarà contenta di avermi fuori casa dopo troppo tempo passato fra le quattro mura (scherza, n.d.r.), magari fra una manciata di giorni potremo anche cominciare a visitare Novara e apprezzarne le bellezze"

Parola anche al direttore Domenico Teti, sollecitato sul cambio di tecnico e sulla stagione azzurra: "Da quando sono a Novara, la tendenza è quella di una società che protegge i propri tesserati. Con Di Carlo abbiamo parlato per ore, credo. Abbiamo tutte le caratteristiche di una squadra che deve salvarsi, il percorso non sarà facile ma possiamo fare molto. Non pensiamo più a quello che è stato, quanto è successo è dovuto all'altalena dei risultati. Abbiamo fiducia professionale in Di Carlo come lui ne ha in noi, ci sono i presupposti per un lavoro duraturo insieme. Stiamo parlando di una situazione al momento complicata, dobbiamo farci valere sul campo mettendo in gioco con più continuità certe caratteristiche. Abbiamo operato un cambiamento molto forte, una scelta alla quale non siamo abituati ma volevamo dare un grosso segnale".

Stefano Calabrese