Novara-Brescia 2-1, Di Carlo: "Rimontare e poi vincere, la testa c'è!"

Di Carlo torna a vincere con gli azzurri
Di Carlo torna a vincere con gli azzurri

Sicuramente confortato dalla reazione degli azzurri il Domenico Di Carlo che si presenta ai taccuini dei giornalisti che l'attendono in sala stampa: "Cosa ho detto ai ragazzi nell'intervallo? Diciamo che abbiamo impostato la partita per fare degli uno contro uno ma non siamo stati corti e compatti, ma lunghi e larghi, abbiamo lasciato dei buchi che il Brescia ha sfruttato. Nonostante questo però si vedeva che la squadra aveva voglia di puntare l'uomo, di saltarlo, ogni volta che puntavamo sugli esterni potevamo creare delle difficoltà. Nel secondo tempo abbiamo reagito alla grande dopo tre sconfitte e con la quarta che poteva arrivare, sotto di un gol dopo la prima frazione. Complimenti alla squadra che non ha mollato e un grazie ai tifosi coi quali ci siamo rimessi sulla stessa onda dopo una vittoria interna molto importante. La testa sicuramente c'è quando una squadra recupera e rimonta. Qui dobbiamo dare battaglia a tutti. Abbiamo provato la squadra messa a 4 tutta la settimana, non giocheremo sempre così ma è un'opzione importante. Sansone? Per l'attaccante il gol è importante, si crea un clima intorno a sé positivo, arriva feeling anche tra i reparti per cercarsi di più, con più convinzione. Si dà una palla in più, si fa un movimento per ricevere in più. 

Chiediamo al tecnico quanto può dare l'aver battuto una rivale diretta, ecco la risposta del tecnico maremmano: "Un'avversaria diretta battuta? Era ora, abbiamo ribaltato quanto successo ad Avellino e col Foggia, questa volta ci siamo cercati noi gli episodi giusti per vincerla. Non ci basta giocare di tecnica per vincere le gare, bisogna anche sporcarsi la maglia, sporcare le partite come oggi e vincere in ogni modo possibile. Sciaudone? Quando tocchi uno dei giocatori tocchi la squadra, qui dobbiamo salvarci insieme quindi nessuno tocchi nessuno, abbiamo bisogno di tutti. Che partita mi aspetto col Palermo? Una sola parola, battaglia. Il Palermo è una squadra forte, e non solo forte: è anche molto fisica. Rispetto per loro, ma nessuna paura. Sono lunatici? Per fortuna, ma dipende anche da quel che riusciremo a fare noi. Vincere in casa ci riavvicina tutti, sarà importante per il futuro".

Stefano Calabrese

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