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Rmantin, saluta il tecnico Grigatti: "Valuto altre opportunità"

Cristian Grigatti
Cristian Grigatti

Sta vivendo un periodo di profondo rinnovamento il Rmantin dopo una stagione sicuramente al di sotto delle aspettative. L'annuncio del divorzio consensuale con mister Cristian Grigatti segue di poco la partenza di un elemento simbolo della rosa come Luca Fittipaldi, che ogni probabilità vicino ad accasarsi alla Pernatese, e questo porta per forza di cose alla necessità di inserire novità in una società che ha tutte le intenzioni di lasciarsi alle spalle un'annata sfortunata sotto ogni punto di vista.

La stessa cosa vuole farla anche il tecnico, giunto alla fine di un percorso che avrebbe avuto bisogno di nuova linfa, sotto forma di modifiche sostanziali della rosa, per poter continuare. Modifiche che non sono state messe in programma e che hanno indotto Grigatti a scegliere una strada alternativa.

- Mister, chiudi quest'anno un'esperienza pluriennale alla guida del Rmantin: era giunto il momento di cambiare?

"Sì, personalmente penso che per un allenatore possa aver senso cambiare squadra ogni due, massimo tre stagioni. Ritengo che dopo un primo anno in cui il mister cerca di trasmettere ai giocatori i suoi principi di gioco ed un secondo in cui il gruppo li fa propri, vi siano solo due possibilità: o modificare la rosa di partenza inserendo 3-4 giocatori di qualità e cercare di alzare ulteriormente l’asticella, oppure ricominciare da un’altra parte. Questo anche perché un gruppo che continua a lavorare sui medesimi concetti raggiunge un livello di “saturazione” oltre cui non si può andare". 

- Ci tracci un resoconto della tua esperienza in maglia arancioverde, compresa l'ultima stagione in cui magari aspiravate a qualcosa di più?

"A livello umano è stata un’esperienza molto positiva: mi ha permesso di conoscere persone, dirigenti e tifosi, tra loro molto diversi ma accumunati da un grandissimo amore per il Rmantin. A livello sportivo, non tutto è andato come avrei sperato ma lo sport è anche questo. Posso però dire, con soddisfazione, di aver contributo in questi due anni alla crescita di molti giovani che, sono sicuro, potranno dire la loro non solo in Seconda, ma anche in categorie superiori. Nell’ultima stagione, dopo un ottimo avvio che ci ha visto nelle primissime posizioni per buona parte del girone d’andata soprattutto grazie ad un reparto difensivo di altissimo livello, abbiamo sofferto per evidenti carenze numeriche nel reparto d’attacco che, su mia indicazione, abbiamo cercato di rinforzare nel mercato estivo, ma senza successo. L’esplosione di Alessandro Bonomi non è stata sufficiente a garantire quel potenziale offensivo necessario per restare nelle prime posizioni in un anno in cui Luca Fittipaldi, operato a febbraio al crociato anteriore, ha avuto, come era logico aspettarsi, qualche problema fisico di troppo e Tommy Paglino è stato fuori dai campi, per infortunio, da ottobre a marzo. Più di 200 goal il tribuna per molte partite è troppo per poter sperare di arrivare nelle prime posizioni". 

- Cosa ti riserva il prossimo futuro? Le panchine in ambito novarese si stanno muovendo molto, hai già valutato qualche richiesta?

"Sì, ho sentito che molte squadre di Seconda hanno deciso di cambiare mister. Sinceramente nelle ultime due settimane (la fine del rapporto con la Rmantin risale a metà maggio, n.d.r.) ho dedicato il mio tempo libero più a seguire mia figlia Alice nelle sue gare di pattinaggio artistico che a cercare squadra. Valuterò ogni eventuale proposta con calma ma senza l’assillo di dover trovare subito una panchina. Non ti nascondo che, dopo cinque anni tra Seconda e Terza in cui la preoccupazione settimanale è stata più rivolta a gestire allenamenti in condizioni di criticità a causa di defezioni last minute o impegni lavorativi dei giocatori, non mi dispiacerebbe allenare, magari anche solo come secondo, in categorie superiori".

Carmine Calabrese