Il Bomber del Mese Beretta: "Abbiamo valori importanti e cresceremo" - I AM CALCIO NOVARA

Il Bomber del Mese Beretta: "Abbiamo valori importanti e cresceremo"

Il bomber e lo sponsor
Il bomber e lo sponsor
NovaraFocus

Giovanni Beretta è un giocatore esperto (classe 1986) che nella sua già lunga carriera ha sempre calcato i campi di Serie D ed Eccellenza, mettendo a segno un numero di reti che va approssimativamente tra le 150 e le 200 considerando i soli campionati. Uomo letale in area di rigore, fatichi a collegare il ragazzo schivo e timido dell'intervista al rapace che colpisce a sorpresa il portiere avversario tanto da essersi guadagnato il soprannome di "Cobra", col quale tutti gli addetti e gli appassionati lo identificano. Ecco l'intervista a Giovanni, primo degli otto "Bomber del Mese La Mia Hosteria" stagionali.

- Giovanni, partiamo dall'inizio di campionato dell'Accademia che non è stato brillante, o perlomeno, noi di IamCalcio ci attendevamo qualcosa di più in casa rossoblu.

"Sì anche noi speravamo di partire meglio ma siamo una squadra nuova ed è normale avere qualche problemino. Ci stiamo conoscendo e secondo me siamo sulla strada giusta per poterci esprimere al meglio, secondo quello che è il valore della nostra rosa e dei risultati che può ottenere".

- Con lo Stresa hai fatto molto bene, poi però le strade a fine anno si sono divise. Con i borromaici è stato un divorzio consensuale?

"Sì sì, ci siamo lasciati di comune accordo. Comunque la Serie D sarebbe stato un impegno importante che in questo momento non mi sentivo di reggere anche per impegni lavorativi che ho, ma ci siamo lasciati bene".

- Visto che giochi in Eccellenza e Serie D da più di dieci anni, hai notato anche tu quell'impoverimento delle due categorie del quale spesso si parla? Aggiungo, trovi differenza tra i campionati lombardi e quelli di Novara e Vco?

"Guarda ho fatto tre gironi, quello A della Lombardia, il B bergamasco e questo piemontese, dipende molto dalle annate. Si diceva e si dice che questo sia il girone più duro a livello di cattiveria e agonismo, mentre magari di là c'era un girone più tecnico. Ultimamente ho la sensazione che si siano invertiti i ruoli ma come ti ho detto prima dipende molto dalle annate. Dipende poi anche dal numero di giovani che si devono utilizzare nei vari campionati. A volte ci sono stati 3 giovani qua e 4 là, e viceversa. Bene o male comunque il livello è quello. Per quanto riguarda il livello nel corso degli anni, sì, c'è abbastanza differenza. L'Eccellenza che facevo dieci anni fa era sicuramente un filo superiore".

- Nella nostra zona hai giocato solamente in piazze importanti. Borgomanero oggi, Stresa ieri e hai giocato in passato a Verbania. Quali sono le differenze fra le piazze? Si dice ad esempio che a Verbania i giocatori sentano l'affetto dei tifosi ma che questo da un altro lato comporta sempre tensione in giocatori chiamati a dare risposte sul campo...Tu hai vissuto l'anno sulla sponda della Virtus, cosa puoi raccontarci?

"A Verbania è stato per noi giocatori un anno particolare. Ma di quell'anno a Verbania conservo un ricordo bellissimo, si è creato nelle difficoltà un gruppo che ha superato tantissimi ostacoli. La vittoria ottenuta me la porterò dentro tutta la vita, abbiamo compiuto un'impresa senza prendere un soldo, un gruppo di uomini veri è andato oltre a tutto. Gruppo incredibile che ho ritrovato anche nell'esperienza a Stresa, e credimi non è un caso che certe vittorie arrivino a fine anno: conta la qualità dei giocatori ma conta moltissimo la persona, il gruppo e sono convinto che nella vita vinca chi ha davvero voglia di vincere".

- Hai vinto a Verbania, hai vinto a Stresa, ora Borgomanero... Il progetto è quello di vincere anche qui o una piazza come Borgo la scegli anche per altri motivi?

"Sono stato convinto dalle persone che mi hanno contattato, proponendomi di giocare per questa piazza importante. Tutti mi hanno parlato bene di questo ambiente e visto il mercato che stavano facendo e la rosa rossoblù ho deciso di sposare questo progetto. Non ci è mai stato chiesto di vincere il campionato, assolutamente, ma gioco a calcio da parecchi anni e conosco i valori che abbiamo. Per me possiamo arrivare in alto, di sicuro i play-off sono il nostro obiettivo".

- Come giocatore ti conosciamo abbastanza bene, sei uno di quei giocatori che predilige giocare negli ultimi metri per sfruttare la propria vena realizzativa. Per un attaccante del tuo tipo, qual è il giocatore ideale da avere al proprio fianco: una seconda punta in grado di innescarti con tocchi invitanti o due ali in grado di rifornire l'area piccola di cross? In carriera quali sono stati i tuoi partner preferiti?

"Partiamo da quest'anno dove con compagni come Secci, Poi e Leto non mi posso proprio lamentare! In carriera ho avuto un feeling incredibile con Marco Gasparri al Verbano, mi ha fatto fare tanti gol. Alessandro Anzano sempre al Verbano, Fumarolo al Brugherio, Marsich, Magnoni, Neven Adzaip a Solbiate, Fiumicelli a Vergiate, Campisi a Legnano. Sono stato sempre molto fortunato".

- Come va con mister Alessandro Ferrero? Come ti trovi nel suo scacchiere tattico, in allenamento e nel lavoro settimanale?

"Il mister mi ha convinto già dall'anno scorso quando mi ha chiamato. Un'ottima persona, preparata, mi piace come fa giocare la squadra ed il suo non voler mai buttare via la palla, cercando di creare in continuazione e per un attaccante avere compagni che ti cercano spesso è importante. Possiamo fare tanto quest'anno e con il mister possiamo ottenere risultati importanti".

- Come leggi questo torneo di Eccellenza? Avete già giocato con il Pontdonnaz che ha iniziato fortissimo ed è a punteggio pieno. Come vedi le altre avversarie?

"Il Pontdonnaz è una squadra molto solida, Sono belli compatti, cattivi e portar via punti sul loro campo non sarà sicuramente facile. Se penso ad altre squadre che possono dare fastidio, mi viene in mente La Biellese. Poi in un campionato molto equilibrato come quello di quest'anno può esserci la sorpresa di turno, un po' come lo Stresa dell'anno scorso. Penso che se noi sistemiamo qualcosa col passare delle settimane possiamo toglierci delle belle soddisfazioni".

- Ed un pensierino alla classifica marcatori?

"I gol se arrivano e sono tanti bene, ma quello che conta è l'obiettivo da raggiungere con la squadra. Mi fa piacere fare gol, vivo di gol come gli uomini d'area, se non segno sto male come per tutti i goleador ma non baratterei un successo personale con uno di squadra. Ho vinto diversi campionati ma una classifica marcatori non l'ho mai vinta. Un anno a Vergiate ne ho fatti 22, ma mi ha comunque battuto un rivale. Vincere il campionato con la classifica marcatori? Sarebbe una bella ciliegina su una grande torta!".

Stefano Calabrese

Leggi altre notizie:ACCADEMIA BORGOMANERO Focus