ESCLUSIVO Talarico: "Juve Domo, una scelta sbagliata fin dall'estate"

Talarico, premiato da Gaudio e Ludi
Talarico, premiato da Gaudio e Ludi

La scusa per incontrare Antonio Talarico è il doppio premio, la Panchina d'oro 2017-18 e il riconoscimento per la vittoria del campionato di Promozione con il Città di Verbania, consegnato lo scorso lunedì al tecnico dall'Aiac Novara&Vco nella meravigliosa cornice del Castello di Novara a margine della presentazione della mostra "Alziamo la Coppa, onoriamo la maglia" che chiuderà i battenti proprio questa domenica.

Per Talarico una soddisfazione al quadrato arrivata in una stagione, quella attuale, che non ha certo riservato momenti di gioia per il tecnico che dopo sei giornate si è ritrovato senza squadra dopo il pessimo avvio di una Juventus Domo chiamata invece a competere per i massimi traguardi: "Mi fa molto piacere aver ricevuto lunedì questi premi, un piacere doppio perché sono stati chiamati a votare dei colleghi e quando sono gli allenatori stessi a votare non è mai semplice vincere un premio del genere e prende ancora più importanza. Sono felice non solo per me ma per tutti i professionisti che hanno lavorato con me nella scorsa stagione, a cominciare dallo staff che mi ha seguito nelle ultime stagioni. In più non posso non condividere questo premio con i ragazzi che hanno fatto parte di questa impresa importante".

Per chiudere il capitolo della scorsa stagione targata Città di Verbania, non possiamo non chiedere a mister Talarico quanto rammarico ci sia nel sapere di aver vinto un campionato in una situazione ambientale molto complicata e nel non aver potuto goderne i frutti portando la squadra a giocare in Eccellenza, traguardo guadagnato sul campo: "Di quella vicenda rimane tantissima amarezza per come è terminata, nonostante il risultato sportivo sia comunque arrivato. Il rammarico nasce dal fatto di non aver potuto proseguire con quel gruppo compatto che si era formato a Verbania, mi pesa molto aver dovuto assistere allo sfaldamento di un giocattolo che, credo, avrebbe potuto fare bene anche in Eccellenza".

La scorsa estate Talarico ha scelto di intraprendere una strada tutta nuova, quella che portava in Ossola alla guida della Juventus Domo. Si è cominciato con grandissime ambizioni perché a Domodossola, nel corso della settimane, dopo Talarico erano arrivati molti dei protagonisti della vittoria della Promozione al Città di Verbania, da Bini ad Asero, da Gualandi ad Alliata e così proseguendo. Le cose non sono però andate come in casa granata ci si aspettava anche per i tanti "malintesi" sorti all'alba della stagione: "Quella di Domodossola per me è stata una scommessa, ma una scommessa persa. Mi sono ritrovato ad operare in un'ambiente molto particolare e tutte le ambizioni che la società ha dimostrato nelle parole di facciata, in realtà non sono state sostenute dai fatti. Per un allenatore ambizioso come me lavorare in certe situazioni ha fatto sì che non si creasse feeling fin dall'inizio: il mercato non è stato quello che mi sarei aspettato quando ho firmato con la Juventus Domo, e da qui si sono verificate una serie di situazioni che hanno deteriorato il mio rapporto con la società fino alla sesta giornata, quando è poi arrivato l'esonero ufficiale. In tutto questo percorso però voglio spezzare una lancia a favore dei tifosi domesi: io sono arrivato quest'estate e tutti mi dicevano che avrei incontrato problemi con la gente di Domodossola, perché arrivavo da Verbania dove avevamo vinto e per questo non sarei stato visto di buon occhio; niente di più falso perché i tifosi sono stata l'unica parte positiva di quello che mi rimane di questa stagione, non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno come invece ha fatto la società che nel corso della mia permanenza in casa ossolana non si è mai vista".

Chiuso il capitolo sulla Juventus Domo, non si può non stuzzicare Talarico sul campionato di Promozione, vinto nella scorsa stagione e vissuto seppur in maniera parziale in quella in corso. Quali le forze in campo tra le squadre che si stanno giocando il campionato? Chi mantiene maggiori possibilità di provare a scrivere il proprio nome nell'albo d'oro dietro quello del Città di Verbania? "Il mercato molto spesso cambia i valori in campo per cui bisognerà vedere le prime prestazioni post trasferimenti per capire chi si è veramente rinforzato. Il Cossato che è in testa ha preso un'altra punta esterna di assoluto valore che arriva dall'Alicese (Jeffrey Imoh, n.d.r.) che in Promozione potrà essere un fattore importante mentre mi dicono che l'Omegna abbia un sacco di problemi interni che potrebbero non consentirgli di arrivare fino alla fine. Il Piedimulera l'ho affrontato, è una squadra quadrata che mi è piaciuto molto quando l'ho affrontata e potrà fare bene arrivando in zona playoff. Il campionato credo che potrebbe essere una questione biellese tra Città di Cossato e Fulgor Valdengo".

La chiusura con il tecnico guarda al futuro. Dopo due stagioni in cui, in un modo o nell'altro, Talarico è rimasto scottato c'è voglia di qualcosa di diverso per ripartire in futuro. "Ho bisogno di lavorare su un progetto importante per ripartire, con una società in cui sia possibile fare calcio. Ci vogliono strutture per fare bene ma soprattutto persone e uomini veri: in caso contrario farei nuovamente fatica come capitato quest'anno a Domodossola. Non ne faccio una questione di categoria, ovviamente mi piacerebbe cimentarmi in Eccellenza ma mi rimetterei in gioco anche in Promozione se trovassi una società con ambizioni importanti e una struttura interna di un certo livello: la società nel calcio è importante, dà quella tranquillità necessaria sia al tecnico che ai giocatori per esprimersi al meglio in campo".

Carmine Calabrese

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