Il bomber del Mese Mirgen Progni: "Più maturo, ora voglio di più"

Mirgen Progni con sponsor e redazione
Mirgen Progni con sponsor e redazione

Mirgen Progni ne ha viste tante. 23 anni ancora da compiere, ma un bagaglio di esperienze da raccontare da calciatore navigato. Categorie su e in giù come su un ottovolante, campionati vinti e cocenti retrocessioni subite. L'abbiamo intervistato in concomitanza con la consegna del premio, il suo primo (e primo per il Piedimulera) "Bomber del Mese" presso "La Mia Hosteria", che anche quest'anno è partner del nostro contest per bomber di razza.

- Mirgen, il tuo "Bomber" è il primo personale ed il primo in assoluto per la tua società, il Piedimulera. A chi desideri dedicare il premio?

"Innanzitutto è un onore vincere questo premio ed è bello anche essere il primo del Piedimulera. Lo dedico alla società che mi ha sempre fatto trovare a mio agio, al mister che ho conosciuto quest'anno e col quale mi sono trovato bene. Ha creduto in me dall'inizio. Lo dedico anche ai miei compagni perché senza una squadra dietro non avrei potuto vincere".

- Avete una serie aperta di 14 risultati utili consecutivi, iniziata proprio dopo la sconfitta di Oleggio di un girone fa. Con quale spirito vi preparate a sfidare la capolista orange?

"La striscia è molto importante ma mi lascia anche dell'amaro in bocca perché abbiamo raccolto troppi pareggi. Abbiamo comunque sempre fatto punti e questo comunque è positivo. All'andata con l'Oleggio è stata una bella partita decisa dagli episodi. Abbiamo preso gol su rigore e su un autogol, purtroppo capita. Ci prepariamo alla sfida di ritorno senza spirito di rivalsa ma non dimentichiamo che loro sono la capolista e che noi giochiamo per guadagnarci i play-off quindi cercheremo di fare la nostra partita, vedremo come andrà".

- E' la tua seconda esperienza con la maglia dei gialloblù ossolani, segno che in questa società Mirgen Progni si sente bene. Come si sta al Piedimulera e come stai lavorando con un tecnico esperto come Marco Poma?

"Già nell'esperienza di due anni fa in questa squadra mi ero trovato bene, segnando fra l'altro 16 gol. Ho sempre sentito vicinanza e sostegno a partire dal presidente e dal direttore sportivo, non potrei dire niente di negativo al loro riguardo. Il mister ho imparato a conoscerlo quest'anno. Ci ha fatto giocare fin dall'inizio palla a terra, sempre in avanti. Sono sicuro che valga categorie superiori e infatti i risultati parlano a suo favore. Non ho bisogno di fare il lecchino, non ne ho bisogno. Sono convinto sia preparatissimo".

- Qual è il tuo record di reti in un campionato? Al momento sei a quota 8, punti deciso verso la doppia cifra?

"Il mio record è proprio quello di due anni fa al Piedimulera con 16 reti in Promozione, mentre in Eccellenza sono arrivato a 9. Mi mangio le mani perché avrei potuto essere in doppia cifra da tempo, solo nell'andata ho sbagliato due rigori che non ho ancora digerito però ovviamente è possibile sbagliare. Sì, punto comunque ad arrivare a 10, ma se non dovessi riuscirci ci sono comunque arrivato nel computo stagionale viste le due reti siglate in coppa".

- Hai già giocato da giovanissimo in Serie D con la maglia del Verbania. Conti di poter tornare un giorno a quei livelli o è difficile secondo te riuscire a risalire la corrente?

"Difficile lo è. Un mio allenatore una volta disse "Facile scendere, difficile risalire" però io spero di poterlo fare e credo di potercela fare. Negli ultimi due anni credo di essere migliorato tanto e mi sento cambiato. Non gioco più da prima punta, parto più indietro o da attaccante esterno. Punto a tornare a qui livelli, è un mio obiettivo".

- Sei un verbanese doc, cresciuto con la maglia biancocerchiata, hai giocato tanto col Verbania in vari momenti. Ti piacerebbe ora che la squadra sembra poter fare il salto in D tornare e poter un giorno giocare in Serie D con la maglia di quella che è casa tua?

"Eh, certo. Io spero possano salire, una città come Verbania merita categorie importanti. L'anno scorso non mi è andata molto bene. Giocavo -poco- a Verbania in Eccellenza, una di quelle stagioni che "non partono" e poi a metà stagione sono andato al Città di Verbania dove abbiamo vinto il campionato per poi finire come sapete. Io pagherei per tornare in Serie D col Verbania. Quando ci ho giocato avevo 17 anni, ho fatto qualche presenza ma posso dire che la Serie D è tutto un altro livello. Ho sfidato giocatori che adesso sono fra i professionisti. La D è tanta roba".

- Fra l'altro a Verbania per te gioie e dolori perché nella stagione successiva in quella Eccellenza in cui eravate tanti giovani. Stagione che, sentiti al riguardo parecchi tuoi ex compagni, nessuno parla troppo volentieri. Una stagione di grande sofferenza, tu che ricordi hai di quel campionato?

"Come hai detto tu gioie e dolori. Retrocessi dalla D, abbiamo fatto l'anno di Eccellenza partendo benissimo. Puntavamo a salvarci, con squadra nuova, mister nuovo. Abbiamo avuto i soliti problemi societari, sono andati via tutti e abbiamo fatto partite con tre titolari 18enni e ragazzi della juniores quando non degli allievi. Andavamo in giro a prendere scoppole purtroppo, anche se ci provavamo. Retrocessi e ripartiti in Promozione, dopo un mese fatto benissimo soliti casini... ne abbiamo viste di tutti i colori. Eravamo un gruppetto di 3-4 ragazzi verbanesi che giocavano assieme da tanti anni.C'era Di Leva, Valci, Zani, Agosti. Ne abbiamo passate tante, era anche divertente da un certo punto di vista perché ogni settimana ce n'era una nuova. Tutto questo comunque ci è servito, ci ha fatto crescere tanto e ci ha fatto scendere in campo molto in giovane età".

- Quest'anno sei un uomo da big match: hai segnato all'andata all'Oleggio e nel ritorno hai steso la Fulgor con una doppietta. Domenica c'è un altro big match...

"Sì, per queste gare non c'è bisogno di alcuna preparazione mentale. Gli stimoli sono tanti, in settimana pensi solo alla partita. Sinceramente non vedi l'ora di giocare. Ci saranno tante persone, giochiamo contro un'ottima squadra. Stiamo bene entrambe ed entrambe abbiamo bisogno di punti quindi sarà una bella sfida".

- Un vostro eventuale scherzetto potrebbe cambiare anche la vetta, sempre considerando che la Fulgor sfida l'Omegna, un cliente duro.

"Due belle sfide, da "tripla". Noi paghiamo i troppi pareggi ed un mese fatto male in trasferta all'andata. Inutile comunque piangersi addosso per quel che è stato, abbiamo un obiettivo da conquistare. La lotta play-off è un rebus, non si capisce bene tra squadre che perdono punti e altre che risalgono tipo la Juve Domo come possa andare a finire. Noi cercheremo di fare il massimo e di non farci tagliare fuori".

- L'esperienza di Domo come la valuti?

"Esperienza molto difficile, arrivavo da mesi in Promozione travagliati. Arrivavo in Eccellenza in un attacco stellare per la categoria con giocatori come Hado, Elca, Poi, Fernandez, una squadra davvero ottima. Sembrava andare tutto storto, sia per la squadra che sul piano personale. Alla fine siamo arrivati sesti, è stata un'annata disastrosa per me. Per fortuna è arrivato il Piedimulera e la stagione successiva è andata molto meglio. L'inizio carriera è stato davvero difficile! Ci penso spesso comunque ai primi anni. Credo che le vittorie passino anche dalle sconfitte. Quest'anno a Domo è cambiato tutto e mi sono trovato a giocare contro tanti dei ragazzi del Città di Verbania e sia all'andata che al ritorno l'ho decisa io. Pensando a quello che avevo passato pochi anni prima sono stati gol dal sapore particolare, e non solo perché comunque era un derby. Volevo far vedere che il Progni che hanno visto loro non è il vero Progni".

- Devo dire che è raro trovare a 23 anni scarsi un giocatore che parla in questo modo, che ha già vissuto una serie di eventi che l'hanno cambiato e che se li porta nel bagaglio di calciatore. Tanti giocatori vivono questi passaggi intorno ai 28-29 anni, il fatto di essere già a questo punto ti potrebbe aprire nuovi scenari con i migliori anni di carriera davanti a te?

"Lo spero. Il lavoro mentale è più duro di quello fisico. Allenarti e stare bene fisicamente conta, ma se stai bene di testa è tutta un'altra cosa. Fra andata e ritorno ho fatto due campionati diversi. Ho chiuso il girone d'andata a quota 2, passando le vacanze di Natale a rosicare per le occasioni gettate al vento. A Dormelletto ho segnato una delle reti più importanti per me: in dieci, allenatore espulso, in 5 minuti abbiamo fatto due gol e io ho segnato nel recupero su punizione. Quel gol mi ha sbloccato, ma quella gara in generale è stata importante dal punto di vista della mia prestazione. Mi sento diverso rispetto all'andata, anche grazie al mister che capiva che per me il gol era importante e mi ha dato una mano. Una prestazione così mi serviva, la settimana successiva al Valdengo ne ho fatti due".

- Chi osserva e a volte critica ti addita come un giocatore con qualità, che gioca bene ma che non è completo perché si potrebbero fare più gol, si potrebbe essere più utili in alcune fasi della gara. Vedono in te del potenziale inespresso. A te questa cosa pesa?

"Fino ad un certo punto perché so ce c'è del vero e che devo lavorare sul mio potenziale. Preferisco esser criticato anche quando va bene, in modo da poter dare di più. Non mi sento ancora al mio 100%, so di avere margini di miglioramento e cercherò di fare passi avanti ogni anno"

Stefano Calabrese

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