Rimola nel momento della festa: "Gruppo forte a livello mentale"

Rimola nel giorno del successo
Rimola nel giorno del successo

Ci ha messo un po' il Borgolavezzaro a conquistare una Prima categoria che inseguiva da diverse stagioni, passando anche da qualche delusione cocente che avevano trasformato questa promozione nel cosiddetto Godot che sembra sempre essere sul punto di arrivare ma che si rischia di attendere in eterno. Anche quello che si sta chiudendo per il Borgolavezzaro è stato un campionato difficile da interpretare, che ad un certo punto sembrava ormai essere sfuggito, e che anche per questo ha regalato all'ambiente novarese una soddisfazione doppia, forse tripla, come riconosce il tecnico Angelo Rimola"Vincere in questo ambiente in cui mi trovo benissimo in effetti è una grossa soddisfazione. I ragazzi meritavano questo successo, credo che sia il coronamento di un percorso durato tre anni in cui a spanne abbiamo fatto quasi 170 punti, e la promozione arriva come giusto epilogo per il lavoro svolto. Sono orgoglioso di quello che siamo riusciti a creare insieme alla società e vedere questo gruppo festeggiare mi rende felice".

Se un merito va ascritto quest'anno al Borgolavezzaro è sicuramente che nel momento decisivo della stagione, quando le avversarie dirette nel finale sono andate in calando, la formazione di Rimola ha invece accelerato piazzando la zampata che ha scavato il solco che non è stato più riempito: "Abbiamo avuto anche noi un periodo difficile - ammette Rimola - ma questo gruppo ha dimostrato prima di tutto di essere forte dal punto di vista mentale. Siamo riusciti a ribaltare tante partite che ci hanno visti andare sotto per primi e nel momento più complicato, quando il Comignago ci ha passato e ci ha eliminato nella semifinale di Coppa, i ragazzi si sono guardati negli spogliatoi e si sono cementati tra di loro. Io conservo un momento di questa stagione, quando ho capito che c'era la possibilità di farcela: è stato paradossalmente in uno dei nostri momenti più bassi, quando abbiamo pareggiato con La Trecatese; quel giorno il pareggio all'ultimo minuto del Veruno con il Comignago mi ha permesso di dire ai ragazzi negli spogliatoi che se in quel momento qualcuno non ci aveva ucciso, un motivo sicuramente c'era. E il motivo l'abbia visto qui a San Rocco. Quando fai tanti punti e cominci a vincere prendi consapevolezza e quest'anno tutti l'abbiamo presa in maniera definitiva, portandoci alla consacrazione".

La Prima categoria sarà un ulteriore step per questa squadra che dovrà crescere ancora se vorrà affrontare il campionato al piano superiore con l'ambizione di consolidarsi nella nuova realtà. Rimola non ha dubbi sui passi che dovranno essere fatti in estate e sul fatto che la nuova stagione lo vedrà ancora a Borgolavezzaro: "Parlerò con la società nelle prossime settimane ma abbiamo sempre avuto delle linee che condividiamo e penso che non ci sarà problema alcuno a continuare insieme. Per quanto riguarda la squadra, ovviamente la Prima categoria è diversa dalla Seconda e ci sarà bisogno di qualche innesto di esperienza oltre a qualche giovane di prospettiva, che garantisca nuova linfa a tutto il gruppo. Non penso però che ci sarà bisogno di stravolgere alcunché perché la rosa è amalgamata, all'interno di ogni reparto ci sarà bisogno di qualche ritocco e poi potremo affrontare la nuova avventura con l'entusiasmo e la voglia che hanno sempre dimostrato questi ragazzi".

Rimola non può però chiudere senza fare i propri ringraziamenti: "Permettimi di rivolgere in questo momento un pensiero, oltre che ai ragazzi, alla società nella persona del nostro presidente, che merita questo successo per l'attaccamento che ha sempre dimostrato a questa squadra. E sullo stesso piano metto il direttore sportivo Andrea Magni: in lui ho trovato una persona preparata, arriva da una scuola che gli ha insegnato a conoscere tutti il calcio dilettantistico, e penso che nel prossimo futuro si sentirà parlare di lui. Entrambi ci hanno dato molto in questa avventura, la società è sempre stata al nostro fianco facendoci lavorare in maniera perfetta".

Carmine Calabrese

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