Gargallo si rimette in gioco, si iscriverà alla Terza categoria

Luca Bonetti, tecnico del Gargallo
Luca Bonetti, tecnico del Gargallo

Sono passati otto anni da quando il Gargallo uscì dalla geografia del calcio dilettantistico novarese, otto anni in cui una società storica delle nostre latitudini si è limitata a fare attività giovanile allontanandosi per motivazioni gestionali ed economiche dal calcio delle prime squadre.

Allora il Gargallo era in Seconda categoria, Franco Puligheddu era il presidente e Luca Bonetti l'allenatore: poco è cambiato da allora perché se è vero che la compagine borgomanerese ripartirà dalla Terza categoria 2019-20, presidente ed allenatore saranno gli stessi di quella squadra che chiuse la stagione con la salvezza nel 2011. Un segno distintivo di continuità quasi unico nel suo genere: "E' vero, fondamentalmente non è cambiato molto in questi anni - confessa Bonetti presentando il nuovo progetto di Gargallo - anche se alcune vedute si sono gioco forza modificate. Ricordo che all'epoca c'era qualche disponibilità economica in più rispetto ad ora, ma queste sono state un boomerang perché ci fecero pensare troppo in là, costruendo una squadra valida a cui veniva chiesto però di fare un passo troppo lungo rispetto a quello che si sarebbe dovuto fare. Ci sono state colpe anche mie, ero alla prima esperienza da allenatore in prima squadra e quindi forse non pronto a gestire un gruppo di giocatori fatti e finiti come, solo per citarne uno di quella squadra, era Cestari: forse sarebbe stato meglio partire per gradi, anche perché il campo a Gargallo era in rifacimento e ci siamo trovati a giocare sempre in trasferta a Fara Novarese, per cui non è stato facile gestire il tutto. Poi a fine anno i soliti problemi economici, qualche sponsor venuto a mancare e diventava difficile mantenere quel livello".

Da allora le strade di Bonetti e del Gargallo si sono divise anche per qualche incomprensione legata al campo di gioco, fino ad un paio di anni fa quando il tecnico è ritornato ad allenare nel settore giovanile della società del proprio paese prendendo in mano gli Allievi: "Volevo tornare a dare una mano al Gargallo e ringrazio la società per avermi dato la possibilità di farlo. Era già un paio d'anni che si voleva riprovare a fare una prima squadra sfruttando i ragazzi cresciuti da noi, quest'anno ci siamo riusciti sfruttando un gruppo di juniores di buona levatura a cui andremo ad aggiungere qualche pedina di esperienza. Sono contento di aver accettato e spero di far bene anche se voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno cercato nelle ultime settimane anche con proposte importanti in altre società: Gargallo però ha un posto speciale, non potevo dire di no".

Il nocciolo del nuovo gruppo del Gargallo è formato da ragazzi, classe 2000 e 2001, che saliranno direttamente dalla juniores: "Quest'anno si sono ben comportati in campionato, allenati splendidamente da Andrea Mora che ha fatto un bellissimo lavoro, arrivando terzi in campionato dietro compagini con alle spalle società di spessore; sarebbe toccato a lui accompagnarli in questa nuova avventura ma quando ha declinato il presidente mi ha chiesto la mia disponibilità e io ho accettato di buon grado. Ambizioni? Nessuno parte mai per fare male quindi mi piacerebbe fare qualcosa di positivo nella prossima stagione, magari provando a stare là davanti con l'idea di andare su ogni campo a giocarci le nostre chance; ogni anno i valori in Terza categoria però cambiano, basta guardare il Maggiora di quest'anno che nella stagione precedente era arrivato nelle retrovie. Noi di fatto dobbiamo ancora costruire la squadra, il mio pensiero è quello di integrare il gruppo dei ragazzi con almeno un giocatore di esperienza per reparto per creare l'ossatura della squadra: servirà certamente una punta che è forse l'unica lacuna mostrata dalla squadra in questa stagione di juniores e un portiere perché i due ragazzi che ci sono adesso potrebbero avere delle difficoltà lavorative e di studio. Qualche chiacchierata è già stata fatta e qualcosa in mente già c'è, vedremo cosa riusciremo ad ottenere in sede di mercato".

Il Gargallo giocherà a Gargallo (sembra ovvio ma non lo è, visti i precedenti) e dividerà la struttura con i tanti ragazzi della società affiliata al Gozzano che già si allenano sulla struttura borgomanerese. "Già in questa stagione - conclude Bonetti - di fatto era così per cui credo che non ci saranno problemi di sorta a continuare la convivenza. Avremo una juniores alle spalle in cui convergeranno i ragazzi da me allenati tra gli Allievi in questa stagione per cui non avremo bisogno di avere una rosa immensa perché potremo pescare nel nostro settore giovanile. Il girone? Il Gargallo storicamente ha sempre giocato nel girone del Vco e spero di continuare in questa maniera anche perché sono le squadre che anche io, personalmente, conosco meglio. Vero, forse il girone del Vco è più competitivo e difficile ma ci permetterebbe di non avere trasferte lunghe come successo in questa stagione nel Novarese con alessandrine, biellesi e vercellesi e dunque preferirei questa soluzione".

Carmine Calabrese