L'amarezza di Bigi: "Deluso per il trattamento ricevuto dal Maggiora"

Filippo Bigi
Filippo Bigi

L'altra faccia della medaglia del burrascoso allontanamento di Sebastiano Ferri dal Maggiora è quella rappresentata da Filippo Bigi, direttore sportivo uscente della società novarese che ha seguito la stessa sorte del proprio tecnico, che ha continuato a difendere a spada tratta fino all'epilogo della scorsa settimana. Delusione è il sentimento che meglio descrive in questo momento lo stato d'animo di Bigi, profondamente amareggiato dall'essere stato costretto a lasciare a metà un percorso intrapreso non più tardi di una decina di mesi or sono: "Non ci sono giustificazioni per quello che è successo - commenta Bigi - sono molto deluso dal comportamento della società e l'ho detto anche a loro perché credo che quello che è stato fatto a Maggiora in questa mesi è stato qualcosa di grande. Vincere un campionato con giocatori di altissimo livello come a Maggiora non se ne sono mai visti non è stato facile, siamo stati bravi nelle difficoltà portando a termine il compito che ci era stato dato ad inizio campionato e per il quale avevamo scelto di metterci in gioco con questa squadra e con questa società. Avevamo in mano un progetto che sarebbe potuto andare avanti per anni e anni ma che alle prime incomprensioni si è disfatto: questo mi dà molto fastidio, sono rientrato nel calcio in questa stagione credendo nel lavoro che avevamo impostato e ritrovando quell'entusiasmo che adesso sinceramente ho perso nuovamente. Non meritavamo questo trattamento, credo che l'importanza di quanto fatto prenderà ancora più valore nelle prossime stagioni. Incomprensioni? Si può parlare di tutto alla fine di una stagione, delle cose che sono andate bene e di quelle meno, e porre rimedio laddove serve. Le soluzioni drastiche non pagano mai, fanno solo pensare che da parte di chi le prende certe decisioni forse c'è qualcosa di più che non si vuole dire".

Bigi ha vissuto questa situazione come un fulmine a ciel sereno anche perché aveva già cominciato a lavorare per il Maggiora della prossima stagione: c'erano già state parole importanti con l'Accademia Borgomanero per arrivare a giocatori come Magliarella e Moraca, nella scorsa stagione in Prima con l'Agrano, o a Pizzi di rientro dall'esperienza con il Valduggia. Si era già arrivati all'accordo per Pastore rientrato alla base dopo l'annata tra le fila del Romagnano e c'era già l'intesa di massima con Valloggia per una squadra che sarebbe già stata completata per oltre tre quarti. "Non mi aspettavo questa decisione della società anche perché sarebbe stato meglio che me l'avessero comunicato prima - continua Bigi - visto che io mi ero già mosso per definire gli accordi per la prossima stagione. Ci mancava qualche tassello per essere competitivi al cento per cento come ci chiedeva la società, credevo di essere già riuscito a sistemare tutto ma quello che è successo dopo mi ha tagliato le gambe. Ho speso delle parole per conto del Maggiora, mettendo in gioco la mia stessa faccia: essere delusi dalla situazione credo che sia il minimo".

Si è parlato molto di una spaccatura tra la dirigenza societaria e chi sul campo ci stava fisicamente come appunto Bigi e Ferri, un'eventualità  allontanata con forza da Bigi: "Io e il mister siamo uomini di calcio e sapevamo come gestire determinate situazioni nel momento in cui ci siamo trovati in difficoltà. I ragazzi della dirigenza invece sono tutti giovani e a digiuno di calcio, sono inesperti e non hanno capito che quando bisogna raggiungere un obiettivo è normale che ci sia grande unità di intenti tra allenatore e il proprio direttore sportivo, che si devono parlare tutti i giorni per risolvere le problematiche. Sono cose che si vivono all'interno dello spogliatoio dove non entra certo il presidente o la dirigenza. Sarebbe bastato parlarne perché, una volta vinto il campionato, la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di parlare con la dirigenza del Maggiora per impostare la prossima stagione: non è l'intervento della dirigenza a stagione in corso che ti permette di raggiungere gli obiettivi".

Un legame forte quello venutosi a creare tra Bigi e Ferri, che si sono coperti vicendevolmente nelle difficoltà. Un'unità di intenti che Bigi spiega con parole accorate: "Ho cercato il mister all'inizio della stagione e quando lui ha accettato Maggiora ero l'uomo più felice del mondo perché ero convinto fosse la persona giusta per portare questa squadra alla vittoria. Lo conosco dai tempi in cui abbiamo giocato assieme, c'è sempre stato un rapporto particolare anche se non siamo mai stati nella stessa società come mister e direttore sportivo; è nata subito quella sintonia fin dai primi minuti di questa avventura che ci ha legato ancora di più. Devo dire solo grazie a mister Seba per questa stagione, ha fatto qualcosa di immenso e mi dispiace veramente tanto che sia andata a finire così: spero che nel prossimo futuro possa avere quelle chance che si merita e, se tornassi indietro, non lo riporterei a Maggiora per farlo vivere in ambiente che ha poco a che fare con il calcio normale. Con lui volevo rivolgere un grande ringraziamento a Gianni Zat, una persona che per tutta la stagione è stata presente a Maggiora facendo ogni cosa fosse necessaria per il bene della squadra e che per tutto questo non è mai stato neanche ringraziato dalla società: voglio farlo io a nome del Maggiora, anche se di fatto non faccio più parte della società".

La parabola sportiva di Bigi, ripartita da Maggiora dopo un lungo stop, non si esaurirà nonostante la grande delusione patita al termine di questa stagione: al direttore sportivo è tornata la voglia di stare nel calcio ed è già alla ricerca della prossima meta dove fornire il proprio contributo. "Non so dove sarò domani, quello che è certo è che quest'anno mi sono riappassionato tantissimo al mondo del calcio e mi pongo come prerogativa quella di rimanerci ancora per molto tempo. Certo, dopo questa stagione mi piacerebbe continuare fianco a fianco con il mister e se ci sarà la possibilità non starò nemmeno a pensarci perché con Ferri si lavora bene".

Carmine Calabrese

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