Fanelli riparte da Arona: "L'obiettivo è quello di fare bene"

Umberto Fanelli, nuovo mister dell'Arona
Umberto Fanelli, nuovo mister dell'Arona

Si è assunto un compito tutt'altro che facile Umberto Fanelli, quello di risollevare l'ambiente dell'Arona che, dopo la brutta stagione chiusa con la retrocessione dall'Eccellenza decisa con largo anticipo, ha bisogno di ritornare a respirare il calcio dei piani alti per festeggiare degnamente il "centenario" che cadrà proprio nel 2020. Quella che si suol dire una "gatta da pelare" perché il prossimo campionato di Promozione si prospetta molto equilibrato, con tante squadre attrezzate per competere per il traguardo massimo, lo stesso a cui deve aspirare per forza di cosa anche la compagine lacuale.

Anche la stagione di Fanelli, alla guida del Dormelletto salvato passando attraverso i playout, non è stata tutta rose e fiori: subentrato in corsa per risollevare le sorti di una squadra che si stava lentamente inabissando, Fanelli non è riuscito a tirare subito fuori dalle secche la società anche se il risultato finale arriva a smorzare tutte le tensioni vissute durante l'anno. "Sicuramente non è stata una stagione facile - chiosa in apertura Fanelli - ma la salvezza è stata il giusto premio per i ragazzi, per quello che hanno fatto dall'inizio della mia gestione. Il risultato sportivo è quello che conta, dovevamo salvarci e sono contento di quello che siamo stati capaci di fare, inutile parlare d'altro. Si è chiusa una pagina e se ne apre ora un'altra".

E la pagina in questione è quella che porta Fanelli ad essere il nuovo allenatore dell'Arona. Uno step ulteriore per il tecnico perché ad Arona si lotterà per altri risultati, ci saranno ambizioni diverse seppur la categoria sarà sempre la Promozione e ci si attende molto dalla stagione entrante che dovrà essere quella del riscatto: "Arona è una piazza importante che merita palcoscenici diversi - assicura Fanelli - ma la cosa che mi ha fatto decidere di venire qui è stato l'approccio da parte della dirigenza nei miei confronti. Sul mio nome hanno sempre creduto, non sono stato una seconda scelta, per cui ho deciso di sposare la loro causa al cento per cento; con il direttore generale Notte c'è stato subito feeling fin dall'inizio, poi poter lavorare con un direttore sportivo come Lionello per me è stata una bellissima notizia. Stiamo mettendo già le basi per fare bella figura nella prossima stagione, sono sicuro che ci riusciremo".

Fare bella figura è però un poco vaga come dichiarazione d'intenti e soprattutto non può soddisfare una piazza che ha fame di risultati importanti e di tornare a festeggiare. Anche per questo Fanelli chiarisce meglio quali sono le sue intenzioni, correggendo il tiro: "Se dobbiamo immaginare una favola è chiaro che la promozione diretta sia nei pensieri di tutti ma non sempre i sogni si avverano, le squadre si costruiscono sulla carta ma poi è sempre il campo quello che parla. Ci sono realtà importanti in questo campionato, che si stanno attrezzando per fare bene: Omegna, Juventus Domo, Bellinzago sono piazze importanti come può essere quella di Arona, la corsa si preannuncia difficilissima anche perché sul mercato tutti stanno lavorando al meglio. La rosa dell'Arona sarà all'altezza, Notte e Lionello stanno allestendo una rosa competitiva e l'obiettivo è quello di fare bene, guardando solamente alla parte sinistra della classifica. Nomi? Quello che posso dire è che avremo un giocatore come Vergadoro che ad Arona ha già fatto molto bene e che avrò il piacere di allenare ancora alcuni giocatori che sono stati con me a Dormelletto come Coscia, Motta e Giani, che hanno voluto seguirmi in questa nuova avventura".

Per l'Arona sarà di per sé una stagione particolare in quanto cadrà il Centenario della società, un appuntamento molto sentito che diventa un motivo di più per programmare un'annata che possa essere quanto più possibile vincente: "La società in questo senso è stata chiara - ribadisce Fanelli - perché non mi è stata chiesta la luna, ossia di vincere per forza, ma di fare il meglio possibile. Sentiamo l'appuntamento del Centenario come una responsabilità ma dobbiamo con realismo anche dire che la squadra è stata totalmente rivoluzionata tanto che saranno solamente tre i giocatori confermati rispetto all'ultima stagione e sono tutti quanti giovani (Stissi, Usei e De Giorgi, n.d.r.): sarà una scommessa e la dirigenza la porterà avanti insieme a noi".

Carmine Calabrese

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