Novara-Pro Vercelli, analisi di un derby - I AM CALCIO NOVARA

Novara-Pro Vercelli, analisi di un derby

Derby, festeggia la Pro Vercelli
Derby, festeggia la Pro Vercelli
NovaraSerie C Girone A

Una Pro Vercelli cinica e fortunata fa sua la settantanovesima sfida tra il Novara e le bianche casacche. Quando si parla di derby si dice spesso la seguente frase: "queste partite non si giocano, si vincono"; e queste poche parole calzano a pennello per definire e sintetizzare l’interpretazione della sfida da parte dei vercellesi.

Alla vigilia della partita, Gilardino si era trovato in piena emergenza viste le numerose assenze ed ha dovuto optare per diverse soluzioni obbligate come lanciare dal primo minuto il difensore centrale classe 2002 Carosso, scelta azzardata ma azzeccata con il giovane difensore sugli scudi e tra i grandi protagonisti della resistenza della sua squadra. Banchieri ha proposto il classico 4-3-2-1, rilanciando dal primo minuto Buzzegoli in cabina di regia ed il tandem argentino Schiavi-Peralta.

Inizio shock Dieci secondi: è quanto è durata la parità iniziale tra le due squadre. Gli ospiti partono a razzo con una discesa di Schiavon, cross al bacio di Quagliata e taglio perfetto di Comi che di testa realizza la rete del vantaggio; la rapidità dell’azione ha colto di sprovvista i padroni di casa che, seppur schierati, non hanno avuto il tempo di organizzarsi in fase difensiva e sono stati colti impreparati. Dieci secondi che indirizzano subito il match e disegnano completamente un'altra partita rispetto a quella che si immaginava alla vigilia. Partenza ad handicap per il Novara che di fatto si è trovato sotto senza neanche toccare il pallone; per gli uomini di Banchieri la sfida è diventata subito una montagna dura da scalare e nel primo tempo gli azzurri hanno ancora una volta evidenziato qualche difficoltà nello sviluppare il gioco contro una squadra che si chiude nella propria metà campo.

Duelli a sinistra La prima azione, quella che di fatto ha determinato il match, ha anticipato quella che è stata la sfida che ha caratterizzato tutto il primo tempo, il confronto sulla catena laterale di sinistra dove la Pro Vercelli ha spesso avuto la meglio, indirizzando il gioco da quel lato e costruendo molte occasioni grazie alla costante spinta del terzino Quagliata oltre all’intraprendenza e alle giocate dell’esterno offensivo Rosso, lanciato a sorpresa dal primo minuto al posto del brasiliano Azzi. Il Novara in fase di non possesso ha sofferto molto su quel lato con Peralta che faceva fatica in fase difensiva e spesso lasciava il giovane Barbieri in inferiorità numerica; il classe 2002 nel complesso ha limitato i danni offrendo anche a tratti spunti positivi specie nei duelli individuali mentre quando affrontato in superiorità ha dovuto spesso alzare bandiera bianca. A mettere ancora di più in difficoltà su quel lato i padroni di casa sono stati i movimenti di Varas nelle ripartenze ospiti: il numero 33, schierato esterno sul lato opposto, quando prendeva palla convergeva molto centralmente andando poi a dialogare con Rosso e creando ulteriore superiorità sul centrosinistra; non è un caso che dopo l’uscita per infortunio di Varas la Pro Vercelli sia stata meno brillante nelle ripartenze e nel gioco di rimessa.

Gli ospiti sono riusciti a fare la partita che sognavano, segnare subito e chiudersi in difesa occupando al meglio tutti gli spazi per poi giocare in ripartenza e cercare continui break. Il Novara nel primo tempo ha dovuto cercare di superare il contraccolpo del gol preso a freddo ed è stato costretto a dover creare gioco; gli azzurri faticano a costruire dal basso con Buzzegoli, spesso pressato appena tocca palla, e così cercano la soluzione diretta in avanti ma l’impressione è che saltando una linea di passaggio per poter creare occasioni pulite e muovere le difese avversarie (chiuse e schierate in pochi metri) la squadra di Banchieri sia fortemente dipendente dalle giocate e dall’efficacia dei suoi giocatori offensivi e, quando questi vengono meno, la squadra ne risente. Il Novara nella prima frazione non è stato sempre brillante ma ha avuto occasioni importanti sfruttando gli inserimenti dei centrocampisti nel poco spazio concesso dagli ospiti anche se in quelle circostanze è mancata la freddezza e la lucidità in fase realizzativa.

Novara padrone, resistenza Pro Il secondo tempo si apre con un cambio tattico per il Novara, con l'ingresso di Gonzalez per Schiavi e il passaggio ad un 4-4-2 che in fase di possesso diventa in certi momenti uno spregiudicato 4-2-4; il nuovo modulo fa sì che il Novara diventi padrone assoluto del campo, la mossa di Banchieri migliora la performance della squadra costringendo i terzini ospiti a stare bassi con la conseguenza di non accompagnare più le ripartenze mentre la scelta delle due punte è un chiaro segnale nel voler mettere in difficoltà i centrali difensivi avversari costringendoli a duelli individuali. Nella seconda frazione è un Novara più intraprendente e determinato, gli azzurri hanno un altro passo e non si cerca più la soluzione diretta ma si sviluppa molto su catene laterali, con i terzini pronti ad accompagnare gli esterni e a creare in sovrapposizione la superiorità numerica; con il passare dei minuti il forcing azzurro diventa continuo, il Novara attacca a testa bassa ma un po’ di sfortuna come in occasione del palo di Bianchi e la mancanza di lucidità in fase realizzativa non permettono di arrivare al meritato pari.

Il secondo tempo dei vercellesi è stato di sofferenza, con le bianche casacche che nella prima parte della ripresa hanno avuto qualche difficoltà a rallentare la risalita del Novara con Gilardino costretto ad adottare un approccio ancora più prudente, andando a compattare sempre più le linee a ridosso dell’area di rigore e lasciando di fatto le corsie esterne ai padroni di casa ma chiudendo tutti gli spazi centralmente. La Pro Vercelli lotta, resiste al miglior momento azzurro e nell’ultimo quarto d’ora acquisisce coraggio per ritornare a giocare di rimessa, prendendo campo; gli ospiti dopo aver riconquistato palla all’interno dell’area di rigore cercano i centrocampisti che si trovano di fatto in superiorità in mediana ed una volta che riusciti a districarsi dal pressing cercano di innescare le ripartenze in situazione di campo aperto. Questa soluzione ha costretto il Novara ha perdere qualche metro dovendosi occupare di nuovo della fase difensiva facendo perdere agli azzurri ritmo ed intensità nella parte conclusiva del match.

Cosa ci lascia questo derby Il Novara per la prima volta esce battuto tra le mura amiche, una sconfitta che brucia perché maturata di fatto a causa di un'ingenuità iniziale pagata forse in maniera troppo cara; gli azzurri devono comunque guardare il bicchiere mezzo pieno perché la formazione di Banchieri non esce per nulla ridimensionata da questo derby: sia i titolari che i subentrati hanno fatto di tutto per cambiare le sorti del match e di fatto le parate di Moschin e due pali a portiere battuto hanno fermato gli azzurri dal raggiungere un meritato pareggio. La Pro Vercelli ottiene la prima vittoria in trasferta della stagione e lo fa nella partita più difficile, vincendo un sentito derby lontana dalle mura amiche; Gilardino è stato bravo a non aggrapparsi alle assenze preparando al meglio la gara, il gol in avvio ha permesso agli ospiti di portare la partita sui binari tattici desiderati, i giocatori hanno fatto una gara di lotta e sacrificio, dimostrando di saper soffrire per poi far risaltare i propri punti di forza in ripartenza. Il campo ha mostrato che se la Pro Vercelli scende sul terreno di gioco con la giusta intensità può giocarsela contro chiunque, vincere questo derby è stato un risultato importante che dà nuovo slancio alle ambizioni delle bianche casacche.

Mirco Vecchi