Licaj si presenta: "Questo Briga deve cambiare atteggiamento" - I AM CALCIO NOVARA

Licaj si presenta: "Questo Briga deve cambiare atteggiamento"

Licaj con il presidente Ottone
Licaj con il presidente Ottone
NovaraPromozione Girone A

Prendere una squadra in corsa dopo un avvio complicato, con una rosa costruita per altri e la necessità di rimettere a posto le cose non soltanto dal punto di vista della classifica ma soprattutto sotto l'aspetto dell'autostima non è mai un compito semplice per un allenatore che si trova catapultato in una realtà che, da tecnico, non ha ancora conosciuto. Ma a Briga si punta molto sulla voglia di crescere e sperimentare che porta in dote Edwin Licaj, che ha accettato di mettersi in gioco in un ambito che presenta tante sfaccettature positive ma anche discreti rischi. E lo fa con il piglio di chi non aspettava altro per ritornare finalmente nel giro: "Speravo in una chiamata dalla Promozione - ammette candido il neo tecnico del Briga - e tra tutte le squadre ho sempre guardato al Briga come una delle squadre che mi sarebbe piaciuto allenare. Ovviamente mi dispiace per come siano andate le cose per mister Ramazzotti, subentrare al posto di un collega in difficoltà non è mai bello, ma credo che allenare in una realtà come questa sia la cosa giusta per me in questo momento. Quando il direttore Autunno mi ha chiamato sono rimasto sorpreso perché è stata una decisione da prendere in fretta e sono ancora un po' frastornato dalla velocità con cui mi sono trovato catapultato su questa panchina ma il primo approccio è stato molto positivo e sono veramente felice dell'opportunità che mi è stata concessa dalla società".

Licaj si troverà ad avere a che fare con una rosa da conoscere a fondo, seppur qualche gara degli agognini l'abbia già vista, e sulla quale si potrebbe intervenire, se non in quest'ultimo scampolo di mercato "estivo", almeno durante la sessione invernale che risulta non così lontana. "Diventa difficile parlare di sistemi di gioco in questi primi giorni della mia presenza a Briga, anche perché solamente parlando con i giocatori capisci qual è il modo giusto di giocare per una squadra e questa è una reminiscenza che mi porto dietro da quando ero anch'io un giocatore. Ovviamente ho delle idee che spaziano però più sulla mentalità da dare ai giocatori che sul sistema di gioco vero e proprio e anche la tesi che ho portato recentemente a Coverciano parlava proprio di questo perché nel calcio dilettantistico di oggi si è verso un po' persa quella voglia e quella fame che viene partendo dal basso com'è capitato a me, accettando l'esperienza che ho fatto all'Olimpia Sant'Agabio e di cui ancora oggi sono felicissimo. Qui a Briga spero di riuscire a far vedere cosa intendo io quando parlo di calcio ma sempre ricordando che senza il giusto atteggiamento nessun modulo ha in fondo un senso. La rosa? Credo che sia una rosa costruita bene e con molto equilibrio, dove la qualità è molto alta; la società si è messa subito a mia disposizione per eventualmente intervenire nuovamente sul mercato ma ad oggi non posso dire se e dove potrebbe mancare qualcosa. Sono contento del gruppo di giocatori che mi trovo in questo momento a disposizione poi magari da qua a dicembre si capiranno meglio determinati meccanismi, magari con qualche giocatore non scatterà il feeling giusto e allora penseremo di intervenire, in questo momento è molto prematuro".

Va probabilmente dato un po' di tempo a Licaj per entrare a fondo all'interno di un gruppo che, da molti anni, ha vissuto della gestione di un tecnico altamente caratterizzante come Ramazzotti. Tempo che forse questo Briga non si può concedere perché la classifica chiede punti freschi e i prossimi appuntamenti non sono certo dei più morbidi: "Bisognerà fare in fretta ma nelle prossime tre partite, con Bulè Bellinzago, Città di Cossato e Omegna, dobbiamo mettere in conto che potrebbero arrivare davvero pochi punti visto che credo siano le tre compagini che alla fine assieme al Vigliano si giocheranno il campionato. E' prematuro parlare anche di obiettivi e di punti, nella situazione in cui ci troviamo, dobbiamo solo comprendere che bisogna cambiare l'atteggiamento mostrato nelle ultime gare e che hanno portato a questo cambio in panchina. Ho parlato con i giocatori, soprattutto con i vecchi che ho voluto incontrare, e ho notato una perdita di fiducia in loro stessi: non sono certo diventati scarsi, bisogna ritrovare il giusto equilibrio per poi vedere quale potrà essere il nostro percorso in questo campionato".

Carmine Calabrese

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