Borgo Ticino, mano pesante del Giudice Sportivo - I AM CALCIO NOVARA

Borgo Ticino, mano pesante del Giudice Sportivo

Davide Talarico tecnico del Borgo Ticino
Davide Talarico tecnico del Borgo Ticino
NovaraTerza Categoria VCO

La sconfitta della scorsa domenica nel match giocato sul campo della Pro Vigezzo presenta un conto salatissimo per il Borgo Ticino, e non soltanto per quanto successo sul terreno di gioco a livello sportivo, con la compagine novarese che si ritrova ora attardata in classifica rispetto ad alcune big che hanno già preso vantaggio, tra cui proprio i rossoblu di Mocellini.

La mannaia vera e propria è scattata in settimana, quando sono uscite le decisioni del Giudice Sportivo in merito alla gara, decisioni che si sono rivelate pesantissime per la compagine biancoblu: quasi un anno di squalifica per Davide Talarico, presidente e tecnico del sodalizio ticinese espulso durante il match; quattro giornate a Stefano Bacchetta, a cui è stato mostrato il rosso in contemporanea al vigezzino Luca Tadina (anche per lui quattro giornate) per reciproche scorrettezze, altre tre per Franco Barbale, ammonito ed espulso nel giro di pochi secondi dopo non più di un quarto d'ora di gioco per proteste nei confronti del direttore di gara, il Sig. Domenico Demichelis, accusato di mancata imparzialità.

Un verdetto, quello della giustizia sportiva, alla quale la società si opporrà con forza come preannuncia lo stesso Talarico: "Presenteremo sicuramente ricorso - sono le prime parole del tecnico e presidente borgoticinese -, lo dobbiamo fare per tutelare l'immagine della società che è stata irrimediabilmente lesa da argomentazioni che non rispondono a verità. Quella di domenica è stata una gara dura, anche tesa, ma sapevamo che sarebbe stato così perché le gare del campionato di Terza del Vco hanno spesso questi connotati, soprattutto quando si gioca fuori casa. Eravamo preparati e per questo ho chiesto ai ragazzi di affrontare la partita mantenendo la calma, tuttavia qualcuno di loro ha sbagliato ed è giusto che sia stato punito; non vogliamo discutere le espulsioni oppure rigiocare la gara perché non è il risultato sportivo quello che ci preme, siamo solamente alla seconda giornata e tempo per recuperare ce n'è tanto. Non è giusto però essere dipinti come delle persone che non siamo e parlo soprattutto in prima persona perché le accuse che mi sono state rivolte sono infamanti: non sono certo il tipo di persona che urla di andare in giro ad ammazzare la gente com'è stato riportato dall'arbitro, ho una reputazione da difendere, delle attività da portare avanti al di fuori del calcio e chi mi conosce lo sa che non potrei mai aver fatto nulla di tutto quello che c'è scritto nel comunicato; non è giusto tenersi questo tipo di accuse senza poter dire niente e sicuramente cercherò di far venire a galla la verità per riabilitare il mio nome infangato".

Difficile capire ora cosa succederà anche perché il campionato di Terza categoria sarà sospeso fino a metà novembre per le vicende Covid-19 che hanno indotto il Comitato Regionale, in seguito all'ultimo Dpcm del governo, a prendere la drastica decisione di fermare l'ultimo stadio del calcio dilettantistico ma sicuramente la società novarese non si fermerà a questo primo grado di giudizio: "Prima di questa partita non conoscevo il direttore di gara - confessa Talarico - ma ero stato messo in guardia da come le partite da lui arbitrate prendano a volte delle pieghe pericolose ma non mi aspettavo certo quello che è poi successo. Accetto l'espulsione del campo anche se non sono stato maleducato nei suoi confronti ma sono stato cacciato solamente per aver chiesto conto del recupero, dopo di ché me ne sono andato salutando la panchina avversaria senza tutto quello che invece è stato riportato. Quello che è successo dopo invece è intollerabile e totalmente inventato, è stato anzi il direttore di gara a tenere un atteggiamento provocatorio verso di noi e anche verso le persone che ci hanno accompagnato in trasferta e questo non è corretto soprattutto perché l'arbitro dovrebbe essere la figura che tutela il corretto svolgimento della gara e non quella che contribuisce affinché si creino tensioni laddove non ce ne sono, una figura che merita rispetto ma dalla quale è anche giusto pretenderlo".

Carmine Calabrese

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