Autunno Ds del Bulé: "Un cambio dettato dall'ambizione di crescere" - I AM CALCIO NOVARA

Autunno Ds del Bulé: "Un cambio dettato dall'ambizione di crescere"

Autunno con il presidente Blasi
Autunno con il presidente Blasi
NovaraPromozione

Che sia determinata dalla volontà di ricercare nuovi orizzonti per mettersi alla prova in ambienti diversi o dalla necessità di vivere stimoli che tanti anni passati nella medesima società per forza di cose non potevano più dare, la scelta compiuta da Massimo Autunno di lasciare Briga per accettare l'offerta di diventare il nuovo Direttore Sportivo del Bulé Bellinzago sarà una delle tante novità che ci possiamo aspettare per la prossima stagione che, sotto innumerevoli aspetti, potrebbe quasi essere considerata una sorta di anno zero per il panorama del calcio dilettantistico regionale. Una scelta che il neo Ds gialloblù spiega con molta semplicità, non prima però di aver a suo modo salutato l'ambiente appena lasciato che per tanti anni ha rappresentato il suo "giardino di casa": "Non è stata una scelta semplice da prendere - confessa Autunno - perché per me Briga rappresenta moltissimo e non soltanto dal punto di vista calcistico. E' stata una situazione gestita in maniera meravigliosa dalle due società, con tanto rispetto l'uno dell'altro da parte dei due presidenti che si sono parlati prima che venisse presa la decisione definitiva: non posso che ringraziare il presidente Ottone che mi ha consentito di vivere quest'esperienza per me nuova che è nata fondamentalmente per tre motivi che hanno la stessa importanza. Il primo legato senza dubbio all'ambizione di provare a fare qualcosa di diverso fuori casa; il secondo legato alla presenza di mio figlio Luca all'interno della rosa del Briga, situazione che alla lunga sarebbe potuta diventare pesante soprattutto per lui e terzo per dare anche alla società la possibilità di crescere senza la mia presenza, che forse era diventata un po' troppo ingombrante per permettere a qualcun altro di fare quel passo in più per consentire alla società di svilupparsi ulteriormente".

Tirare le redini sportive di una società ambiziosa come dimostra di essere il Bulé Bellinzago sarà un banco di prova importante per Autunno, pur se le incognite all'orizzonte sono molte guardando alla ripresa dell'attività agonistica dopo quasi un anno e mezzo di attività a singhiozzo: "Saremo accomunati a tutte le altre società - commenta Autunno - dall'apprensione di non essere certi di cosa troveremo al momento di tornare in campo. Può succedere di tutto, anche di ritrovare dei ragazzi demotivati che hanno perso la voglia di giocare per cui bisognerà rimboccarsi le maniche e partire il prima possibile. La società ha l'ambizione di fare meglio di quanto di buono già è riuscita a fare nelle scorse stagione e io farò di tutto per portare le mie competenze e il mio know-how a Bellinzago". 

Una partenza che per la società novarese si è tramutata nella nomina del tecnico che guiderà la squadra nella prossima stagione prendendo il posto lasciato libero da Talarico, Emiliano Palazzi. Un nome nuovo per queste latitudini ma non un salto nel buio perché la scelta è stata attentamente valutata dalla società che cercava qualcosa di diverso per ripartire: "Non ero ancora presente in società quando si è concluso il rapporto con Talarico - esordisce il Ds - ma quando si è capito che non era possibile riprendere il discorso con Colombo nel rispetto di entrambe le parti, ho cominciato a portare nomi di allenatori della zona e della categoria per capire quale avrebbe potuto fare al caso nostro. Ho percepito però che la società da me avrebbe voluto qualcosa di diverso e credo che facendo cadere la scelta su mister Palazzi si sia fatto un passo sul cammino giusto. Palazzi è un allenatore che ha già vinto questa categoria, che ha esperienze anche in Eccellenza tra Castellanzese e Castanese, e Bellinzago non è così lontano dalla Lombardia per non provare a guardare un po' oltre i nostri confini. Credo che qui in zona ci siano tanti tecnici validi e meritevoli di guidare una squadra importante come il Bellinzago ma per ripartire si è voluto fare una scelta diversa e Palazzi probabilmente è il meglio che potevamo trovare".

L'arrivo di un tecnico come Palazzi, probabilmente a digiuno di Promozione piemontese anche se molti giocatori sono già in qualche modo entrati nel radar del nuovo allenatore, porta con sé la necessità di ragionare in maniera oculata anche sulla rosa da costruire in vista della prossima stagione. Una situazione su cui si sta già muovendo la società, con Autunno in testa: "Il mister avrà modo di valutare la rosa che abbiamo a disposizione in questo momento, anzi lo sta già facendo, per cui non credo che ci sarà bisogno di cambiare molto anche se qualcosa sicuramente andrà cambiato. La nostra priorità nelle prossime settimane, non appena si potrà, sarà quella di rimettere in campo i ragazzi per cominciare a farli allenare e dare modo anche al tecnico di toccare con mano la qualità che già c'è. Lavoreremo poi su ciò che manca per presentare al via una rosa quanto più competitiva possibile: da settimana prossima cominceremo a parlare con tutti i giocatori per capire anche la loro situazione e le loro necessità, da qui l'idea sarebbe quella di trovarsi almeno un paio di volte alla settimana per recuperare quella condizione fisica da mantenere poi in vista della preparazione tramite dei programmini stilati dal nostro preparatore atletico".

Le idee sono dunque chiare per Autunno che ha avuto un impatto importante con un ambiente come quello del Bulé Bellinzago che non è solo prima squadra ma che abbraccia un settore giovanile importante, con la nascente attività del calcio femminile che acquisisce sempre maggiore spazio in casa gialloblù: "Quando ho parlato con Blasi mi aveva anticipato quello che avrei trovato qui a Bellinzago ma solo vedendo ci si può rendere conto di come questa società sia qualcosa di diverso. C'è voglia di crescere, tanto per fare un esempio un mese fa è stata integrata nell'ASD anche l'atletica con una società storica di Bellinzago, ma non è solo questo: abbiamo 420 iscritti, delle strutture importanti con un campo appena rimesso a nuovi e ulteriori due campi in sintetico, uno a 9 e uno a 11, un ristorante con quaranta coperti, due campi da paddle che rendono questa realtà non solo focalizzata sul calcio ma sulla crescita sportiva di tutto il circondario. Una crescita che rende la Promozione una categoria finanche un po' stretta per una società che, per come si sta ponendo, meriterebbe qualche categoria in più per l'organizzazione che c'è".

Carmine Calabrese

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