Novara Calcio, si ammaina la bandiera. Vergognatevi tutti! - I AM CALCIO NOVARA

Novara Calcio, si ammaina la bandiera. Vergognatevi tutti!

Tutti responsabili
Tutti responsabili
NovaraSerie C Girone A

Il destino del Novara Calcio è appeso al ricorso al Coni che avverrà tra il 23 e il 27 luglio, anche se l'esito pare piuttosto scontato: dopo l'esclusione arrivata in data odierna degli azzurri dal prossimo campionato di Serie C e per la prima volta dalla sua fondazione, la prima squadra per storia ed importanza del nostro territorio non disputerà un campionato professionistico.

Cambio di scenario, retrocessione a palla ferma  Eppure fino a poche settimane fa guardavamo a questa categoria come ad un castigo di Dio, manifestavamo il disagio di vedere altri club festeggiare ed andare in B "al posto nostro". Nel giro di poco ci ritroviamo a parlare di Serie D in sovrannumero, di Eccellenza come se niente fosse, tipo prendere una moment a causa di un mal di testa. Ma scherziamo? Ci siamo sentiti sotto un treno per un periodo in 12°/13° posizione di Serie C, come potrà l'opinione pubblica, il tifo novarese accettare questo? Ce l'avessero detto mesi fa o un anno fa, al solo sentire la parola D e perdita del professionismo saremmo fiondati in depressione direttamente. Il problema sono i costi? Personalmente non mi servirebbe vincere per essere felice, mi sta bene anche una squadra mediocre, povera. Che si arrabatta a fatica, sudando per fare un gol ogni tanto. Una squadra senza ambizioni, col solo obiettivo di mantenere la categoria. Tipo Pistoiese via, con due soldi in cassa e 15 prestiti di giocatori altrui. Mi sta bene, mi starebbe bene addirittura perdere la categoria sul campo. Mi darebbe sicuramente rabbia l'esito sportivo, da trasformare subito dopo in voglia di rivalsa nella stagione successiva. Così no, però. Così non esiste, non si può accettare. Non mi sta bene assolutamente invece perché non c'entra col campo perdere una, forse due categorie per beghe societarie, barbatrucchi, false promesse, artifizi contabili, inconfessabili accordi. Andate a quel paese! Ma come ci si permette di presentarsi e fare naufragare storie più che secolari, decisamente più grandi ed importanti delle loro patetiche figure note solo a sé stessi? Ma chi è, chi rappresenta questa gente per arrogarsi la libertà di compiere un delitto del genere? Non voglio perdere il nome, la continuità, la dignità. Vergognatevi tutti!

Tre proprietà, tutti colpevoli  Veniamo da due cambi di proprietà nel giro di poco tempo, in questi lunghi anni abbiamo avuto tre proprietà, anzi "quasi quattro": la prima esperienza - decisamente la più lunga e densa di successi strepitosi e brucianti delusioni -  con la famiglia De Salvo si è sviluppata nel nome del figlio e del padre, in epoche diverse. I passaggi alla famiglia Rullo e alla proprietà attuale rappresentata da Pavanati sono stati fumosi, ingarbugliati, con quote di società difficilmente leggibili all'esterno, e si parla di leggibilità di meccanismi, grado di potere interno, dubbi sul chi fa cosa e quanto pesa una componente rispetto all'altra. Il risultato però è sotto gli occhi di tutti ed è orribile: la sensazione è che scientemente si sia deciso, saldati i debiti, di appositamente ripartire dalla D, causando un vizio di forma nell'iscrizione. Perché pensiamo alla malafede? Perché la società di vecchia data sa benissimo ormai come funzionano certi meccanismi, mentre la nuova proprietà dopo settimane e settimane di due diligence non possiamo credere non sia stata in grado né di valutare la reale situazione economico-finanziaria del club né di gestire procedure e meccanismi con personale idoneo, dirigenti in grado di capire cosa e come svolgere certe mansioni.

Delitto dopo 113 anni, not in my name   Se questa è la situazione, "not in my name" sarà il mio motto. Una declassazione a club non professionistico non per demeriti sportivi la rigetto nella maniera più assoluta. Sono settimane che mi chiedo come faranno i tifosi a Gozzano a seguire una squadra che ha scelto di non salire, con che spirito si potrà andare a sostenerla e trepidare per la sua sorte. Non pensavo che nel giro di poche settimane avrei dovuto applicare questo concetto anche al Novara Calcio. Non riesco né per mancanza di informazioni né per la lucidità mancante in questi momenti a capire come e quanto siano coinvolte tutte e tre le proprietà della storia recente del Novara, ma chi ci porta alla rottamazione è gente CUI NON L'HA DETTO IL DOTTORE di comprarsi una squadra di calcio. Una volta che l'hai acquisita è comunque RESPONSABILITÀ TUA gestire oneri e onori, scadenze, regole, meccanismi. Se non adempi e non ottemperi perché (1) non vuoi, perché (2) non hai i soldi o perché (3) non sei in grado, sei ugualmente un improvvisato che doveva continuare a cercare di prendere squadre senza riuscirci. E che non doveva permettersi di accostare la sua inadeguatezza ad una Storia di 113 anni!!!

Iscrizione o cessione  Su una cosa assolutamente, bisogna essere categorici: non vi dovrà essere alcuna possibilità che chi ci porterà eventualmente al primo fallimento della nostra gloriosa storia possa poi essere proprietario/gestore del Novara Calcio in un'altra categoria. Ma scherziamo? Con la lama del coltello ancora grondante di sangue azzurro dovremmo tenerci l'assassino (o gli assassini) dopo una rapida pulita della stessa lama? Che facciano di tutto per salvarci, iscriverci, sistemare i casini che hanno fatto nei prossimi giorni. Se, come temiamo e come pare scontato, non lo faranno e dovremo ripartire dal basso.... VIA TUTTI E DI CORSA!

Stefano Calabrese

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