Autunno in gol dopo l'infortunio, simbolo di un calcio che rinasce - I AM CALCIO NOVARA

Autunno in gol dopo l'infortunio, simbolo di un calcio che rinasce

Luca Autunno, attaccante del Briga
Luca Autunno, attaccante del Briga
NovaraPromozione Girone A

E' una bella storia da raccontare quella che coinvolge Luca Autunno, giovane attaccante del Briga da poco ritornato in campo dopo i postumi di un lungo infortunio che l'ha tenuto lontano dal calcio giocato per oltre un anno e mezzo. Una bella storia per il lieto fine che porta con sé ma anche perché paradigmaticata di un periodo, quello della pandemia mondiale da Covid-19, che ha tenuto al palo il calcio dilettantistico per due stagioni intere, diventate un buco negli annuari proprio come l'infortunio lo è stato per la giovane carriera di Autunno.

L'infortunio Il calvario per l'attaccante novarese classe '02 è cominciato proprio poche settimane prima che scoppiasse l'affaire Coronavirus, nel febbraio del 2020. Un periodo che è stato difficile non solo per giocare a calcio ma anche per il più semplice e scontato dei gesti, quello di sottoporsi a delle cure mediche con gli ospedali impegnati in ben altre questioni: "Purtroppo è stato il momento peggiore per farsi male - il ricordo di Autunno con la mente che torna a quelle complicate settimane - perché per ovvie ragioni è stato improponibile fare delle visite specialistiche approfondite o programmare un'operazione che è stata ritardata di molto, così come la riabilitazione necessaria per chi, come me, si è rotto il legamento crociato anteriore (del ginocchio sinistro, n.d.r.). Dopo aver completato il mio percorso di cure ho ricominciato ad allenarmi ma quasi immediatamente ho subito una ricaduta che mi ha costretto alla fine a rimanere fermo per 20 mesi, un tempo quasi infinito". Diciotto anni sono un'età in cui un infortunio del genere, con annessa infida ricaduta, può portare a fare altre scelte soprattutto in un periodo in cui diventa quasi impossibile parlare di calcio giocato: "E' stato molto difficile assorbire la botta, lo ammetto - confessa il giovane attaccante - anche perché alla mia età ci sono molte altre distrazioni oltre al calcio e un ragazzo potrebbe decidere di dire basta con il calcio anche senza subire un infortunio come il mio. Tante persone attorno a me, soprattutto quelle che poco c'entrano con il mondo del calcio, si sono sempre chieste chi me lo facesse fare di non mollare dopo due infortuni del genere ma ho avuto la fortuna di essere sempre stato aiutato e supportato dalla mia famiglia, dagli amici e dal mio fisioterapista che mi ha seguito in tutto questo percorso e sono felice di essere riuscito a riprendere pur avendo dovuto lavorare il doppio di tutti gli altri. Lasciar perdere? No, non ci ho mai avuto dubbi in questo senso, anzi ho spinto per farmi operare il prima possibile per tornare a coltivare quella che è e resta la mia passione".

Il gol come simbolo di rinascita E tutto questo percorso non poteva avere come felice epilogo che il ritorno al gol, fondamentale per chi gioca a calcio e tanto più per chi di professione prova a fare l'attaccante. Un gol arrivato nella prima uscita con la juniores del Briga di Daniele Martelli, con cui Autunno ha ricominciato il suo cammino nel calcio giocato; un gol che è stato traguardo e liberazione, oltre che promessa di un futuro più roseo. "Ero già contento solamente perché ritornavo in campo - dice quasi in un solo fiato Autunno -, i dieci minuti che mi ha concesso il mister mi sembravano un sogno. Poi è arrivato il gol, che ha avuto un gusto particolare perché in tribuna c'era tutta la mia famiglia e tanti amici, la fine di un incubo. Ho passato tanti momenti difficili, tornare a segnare mi ha permesso di tirare un sospiro di sollievo e mi ha fatto capire che forse ce l'avevo fatta a chiudere questo capitolo per andare avanti".

Il futuro Andare avanti significa molto, perché Autunno che pure continuerà nelle prossime settimane a lavorare con la juniores e inserito anche nei ranghi della prima squadra di mister Licaj con cui ha già esordito nelle scorse stagioni, prima dell'infortunio. "In questo momento mi sto concentrando su questo ciclo che sto facendo con la juniores che durerà ancora qualche settimana e che mi permetterà di rientrare in condizione. Poi il prossimo step sarà quello di ritornare ad allenarmi con la prima squadra che per me è un obiettivo: la squadra quest'anno è molto forte, il reparto di attacco è uno dei migliori della categoria e non sarà facile ritagliarmi anche qualche piccolo spazio in partita; ma questo mi importa poco ora perché anche solo allenandomi con giocatori che hanno fatto tanto in questa categoria posso imparare e provare a recuperare quel terreno perso in questi lunghi mesi".

Carmine Calabrese