Petrone riparte dal Bulé: "Una chiamata che ha sorpreso anche me" - I AM CALCIO NOVARA

Petrone riparte dal Bulé: "Una chiamata che ha sorpreso anche me"

Petrone torna a vestire il gialloblù
Petrone torna a vestire il gialloblù
NovaraPromozione Girone A

Quello di Valerio Petrone è un ritorno al Bulé Bellinzago, da dove era partito prima di approdare allo Sparta Novara proprio dopo aver vinto il campionato di Prima categoria e aver contribuito a riportare la franchigia gialloblù in Promozione. Un divorzio dovuto a ragioni economiche con le parti che non si erano lasciate senza polemiche ma che tuttavia non ha impedito di trovare una nuova intesa che desse a mister Lo Russo una pedina di esperienza e qualità da aggiungere al proprio scacchiere. "Sono stato il primo ad essere stato sorpreso dalla chiamata del Bulè" confessa il protagonista di questo movimento di mercato, "non tanto perché con la società ci fosse un clima di guerra ma perché quando rimane qualcosa di sospeso com'era successo a noi diventa difficile trovare di nuovo il modo per andare d'accordo. All'epoca ero rimasto male per il silenzio della società dopo aver festeggiato insieme la vittoria di un campionato, pensavo si potesse arrivare ad un accordo ed ero anche pronto a venire incontro alla società rispetto alle mie richieste ma da un giorno all'altro mi ritrovai senza squadra e con l'esigenza di ricominciare altrove, una cosa tutt'altro che simpatico anche perché era luglio e, con le squadre già quasi praticamente fatte, non è stato semplice rientrare in un altro progetto".

Tre anni fa si aprì la porta dello Sparta Novara e per Petrone le cose hanno ripreso a girare per il verso giusto fino a questa stagione, con la compagine bianconera in difficoltà in classifica tanto da passare da Ramazzotti a Talarico e un epilogo per il centrocampista non molto diverso da quanto successo ai tempi di Bellinzago. "Ci sono delle analogie in effetti perché sono rimasto male per l'atteggiamento avuto dalla società spartana nei miei confronti. Non c'è mai stata una chiamata da parte della dirigenza per discutere di questa stagione che non sta andando sicuramente come l'avevamo preventivata ma solo poche parole con cui mi è stata comunicata la decisione di svincolarmi: quando ti viene messo un muro così davanti diventa difficile discutere di qualsiasi cosa ed io non sono certo il giocatore che si mette ad elemosinare un posto per la voglia di restare anche se nè io che Martella avremmo preso di nostra volontà la decisione di andare via. Alla Sparta c'era un bellissimo gruppo e tutti i ragazzi mi hanno chiamato dispiaciuti per questa decisione, penso che avrei meritato quanto meno di avere questa stessa comunicazione di persona e non con una scarna telefonata ma il calcio è così, non si guarda tanto il rapporto personale che si riesce a creare ma il proprio budget e tante piccole cose non vengono neanche valutate".

Chiusa la casella Sparta Novara per Petrone si apre una seconda parte di stagione in cui tanto ci sarà da fare perché se ai bianconeri mancava certamente qualcosa rispetto le attese della vigilia, lo stesso discorso non può non valere per i "Tigrotti" passati da Palazzi a Lo Russo, la cui valutazione ha certo pesato nel ritorno di Petrone in gialloblù: "La squadra dev'essere brava a reagire - l'impressione di Petrone - perché non basta cambiare l'allenatore come successo anche a Bellinzago se i giocatori non ci mettono qualcosa in più a livello di mentalità, per evitare di entrare in un loop di nervosismo e negatività che poi non ti fa lavorare bene neanche sul campo. E' ovvio che la presenza di Lo Russo, che mi conosce bene perché abbiamo giocato insieme da giovani e per l'ottimo avvio di campionato della scorsa stagione quando sulla panchina della Sparta Novara era arrivato lui, ha agevolato il mio ritorno al Bulè: avevo avuto altri contatti ma per tanti motivi, anche dovuti alla sfera personale, Bellinzago era la scelta giusta in questo momento. Siamo attardati in classifica, è vero, ma con un intero girone di ritorno da giocare e anche grazie alla classifica che è ancora molto corta ci sono le possibilità per essere protagonisti in questa stagione: la rosa è stata costruita per fare bene anche se non credo che l'obiettivo iniziale fosse quello di vincere il campionato; credo che, tolto il Cossato che lo vedo una spanna sulle altre, il Bellinzago possa giocarsela con tutti e ci sono almeno cinque o sei squadre che possono ambire a conquistare i playoff. La differenza la faranno continuità e mentalità".

Carmine Calabrese