Il Bulè farà a meno del Ds Ganci: "Riassetto societario" - I AM CALCIO NOVARA

Il Bulè farà a meno del Ds Ganci: "Riassetto societario"

Il presidente del Bulè, Luigi Blasi
Il presidente del Bulè, Luigi Blasi
NovaraEccellenza Girone A

Ha destato sensazione la decisione presa dal Bulè Bellinzago in settimana, non tanto per la legittima scelta di operare un cambiamento all'interno dei propri quadri societari, quanto per la modalità e le tempistiche con cui questa scelta è avvenuta. Victor Ganci non sarà più il Direttore Sportivo della società novarese e non sarà sostituito fino al termine della stagione. Un fulmine a ciel sereno per la compagine "tigrotta", ancora in corsa per ottenere un posto nei prossimi playoff se non addirittura per puntare al bersaglio massimo, con otto gare ancora da giocare con una squadra che porta fortemente impressa l'impronta del proprio Ds che ha plasmato la rosa con tanti giocatori avuti nelle precedenti esperienze altrove e con un allenatore - Giuseppe Molinaro - che l'ha accompagnato anche nella precedente avventura all'Accademia Borgomanero.

Un comunicato stampa, pubblicato sulle pagine social della società novarese, rivela che il rapporto con Ganci si è interrotto per ragioni da ricondurre unicamente ad una riorganizzazione societaria interna "con lo scopo di affrontare in modo ambizioso e sostenibile le stimolanti sfide che attendono il Club" ma è il Presidente del sodalizio gialloblu - Luigi Blasi - a chiarire meglio il quadro in cui si è reso necessario il divorzio da Ganci. "Il calcio sta cambiando ed impone delle regole nuove a cui la nostra società vuole arrivare preparata. Per far questo sarà necessario cambiare la figura giuridica della società, che a breve non sarà più una ASD ma diventerà una SRL, ma per farlo ci siamo trovati nell'obbligo di sistemare tutte quelle posizioni che in questo momento non hanno un vero e proprio inquadramento come - e questo è il nostro caso - la figura del Direttore Sportivo. Il prossimo luglio sarà un crocevia importante per tutte le società dilettantistiche e il Bulé Bellinzago si sta preparando per quello che succederà".

Una spiegazione che spazza le nubi da ogni discorso di campo perché, come ci tiene a sostenere lo stesso Blasi, "è una decisione che andava presa ma che esula dal lavoro fatto sul campo da Victor con il quale ho parlato in maniera serena delle motivazioni che ci hanno spinto verso questa scelta che ci è anche dispiaciuto dover prendere. Quello di Ganci è stato un movimento eclatante perché coinvolge il Direttore Sportivo della prima squadra e non poteva essere altrimenti, ma non sarà l'unico perché tutto il nostro movimento subirà delle variazioni in rapporto ai paletti imposti dalla nuova riforma che entrerà in vigore nei mesi prossimi. Cambierà anche il rapporto con i giocatori stessi, dovremo fare i conti con un mondo che cambierà radicalmente e che obbligherà le società a ricavare al proprio interno quelle figure che prima erano ricoperte da persone esterne alle società stesse".

Un intervento di largo respiro, quello che sta mettendo in atto il Bulè Bellinzago, che lascia presupporre come la società si stia strutturando anche in vista di un possibile approdo, nella prossime stagioni, nella massima categoria dilettantistica, la Serie D. Un pensiero che c'è sempre stato all'interno della struttura societaria novarese, anche se al momento non rappresenta il fulcro del discorso impostato da Blasi: "Se ci dovesse capitare di andare in Serie D, e lo deciderà il campo perché noi non abbiamo mai comprato un titolo, ci prepareremo per disputarla ovviamente in base alle forze che saranno a nostra disposizione. Non abbiamo certo la potenza economica di cui possono disporre altre società del nostro territorio e allora dovremmo essere molto virtuosi per sostenere un salto del genere all'interno di un calcio che verrà completamente stravolto dalla prossima riforma, che punta a regolamentare dal punto di vista lavorativo e contrattuale tutte le figure che gravitano all'interno delle società dilettantistiche, dal giocatore al dirigente, senza dare però delle risposte certe dal punto di vista normativo che rendono tutto estremamente complicato. Una cosa però è certa, tutto quello che facciamo lo facciamo per il bene della società: a prescindere dalla categoria l'intento per le prossime stagioni sarà quello di far crescere il nostro movimento, di portare a giocare in prima squadra i nostri giovani, con tre o quattro "vecchi" giusti ai quali affidare il compito di portare esperienza. Un progetto forse utopistico ma che resta l'unica strada da seguire per una realtà come la nostra".

Carmine Calabrese