Fame - I AM CALCIO NOVARA

Fame

Una piccola tifosa al Piola
Una piccola tifosa al Piola
NovaraSerie C Girone A

È pazzesco di quanta eternità ci sia dentro una stagione. È pazzesco di quanto si è vissuto in una manciata di mesi, di come le cose siano cambiate e di come quelle confuse siano diventate chiarissime. Parlo ovviamente del Novara FC che ha firmato la sua salvezza in Lega Pro domenica scorsa con la vittoria contro il Fiorenzuola. Voglio venire con te mamma perché so che sarà bellissimo” così ha detto Linda, mia figlia qualche giorno prima del match pur vivendo e respirando il calcio - del Novara soprattutto - assieme a me, ha deciso che doveva esserci perché l’emozione sarebbe stata tanta. E azzurra. E così è stato, soprattutto per quello che poi, si è portata a casa come insegnamento, ricordo e felicità al di là dell’essere stata a poca distanza da Donadio, seduto in tribuna e di aver potuto vivere la stampa” come la vivo io, incrementando la nostra già importante complicità di mamma e figlia.

Lo sport, il calcio, una stagione, una partita possono insegnare molto ai bambini, non solo praticandolo. Ad esempio che solo la fame può portarti dove vuoi arrivare ma che renderti affamato è spesso il compito di un genitore, di un maestro o di un allenatore. Proprio come disse Daniele De Rossi alla vigilia di Roma-Genoa dichiarando l’importanza di avere in campo “gente che abbia fame, giocatori con motivazioni giuste che vadano forte non solo di gambe e di frequenza ma anche di intenzioni e stimoli” ma che “renderli affamati, farli andare bene, dipende da me”. Proprio come ha fatto mister Giacomo Gattuso con il Novara a trasmettere quella fame di vita e di calcio che gli ha permesso di imbastire una squadra vorace cui nutrimenti sono stati il desiderio e la bramosia e che grazie alla disponibilità d’animo di ognuno ha portato non solo all’essere salvi ma ad avere ottenuto questo risultato superando l’impossibile, l’inarrivabile, l’impensabile. La felicità di questi playout vinti ci fa sentire ancora più duri di qualsiasi ostacolo, quasi a sentirci protetti dalle nostre stesse forze messe insieme.

E ancora si impara che alcuni fari non riescono a fare luce e che si può vivere anche senza avere per forza successo. Che possiamo star male ma che la sofferenza ci spinge sempre in avanti ma poi passa. Che anche se si parte maluccio si può arrivare alla grande. Che niente dura e, certe volte, è davvero un peccato. Che puoi fare quello che vuoi ma non per forza e non a tutti i costi. Che puoi insistere finché ci credi, ma hai anche il diritto di smettere di farlo. Che non ti devi risparmiare per quello in cui credi, per quello che hai deciso di vivere. Che puoi andare lontano ma lasciarti anche la possibilità di tornare. Che tutti diranno di aspettarti ma solo pochi -pochissimi - ci saranno sul serio. Che nessun capolavoro è stato mai creato da un artista pigro.

Che a quell’ora, appoggiata alla ringhiera del “Silvio Piola”, la vita è davvero meravigliosa.

Alice Previtali

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