Olio 31

L’attenzione è ormai rivolta in casa Novara FC alla classifica e all’avvicinarsi dell’aroma di soffritto di play-off, appetibile tanto quanto quello di cipolla all'ora di pranzo. Chiuso anche l'argomento calciomercato, almeno fin quando le temperature non permetteranno di pensarci con i piedi a mollo in qualche limpida pozza d'acqua, ci rimane aggiornarci su una questione non meno importante dei contenuti sopracitati: il “Silvio Piola".
Dopo il triste incidente in cui ha perso la vita Raffaele Carlomagno, tifoso della Pro Patria, non sono state in silenzio le diverse fazioni politiche a punzecchiare i dirimpettai di sistema ipotizzando una cattiva sicurezza dello stadio, quasi a caccia del colpevole “amministrativo” dell’accaduto. La dinamica dell’incidente è chiara e dovrebbe restare umanamente lontana da qualsiasi politicizzazione del caso, trattare l’argomento con empatia e solidarietà sarebbe stata - ed è - l’unica cosa da fare, da parte di tutti, governati e non.
Il politically correct non dimentica che, a volte, l’unico responsabile sia il nostro libero arbitrio sul quale però si dovrebbe mantenere il diritto di un sacrosanto silenzio. “È una disgrazia che si poteva evitare ma non è colpa di nessuno. Tutte le normative sono state rispettate, dalle balaustre alle certificazioni", queste le parole del vicesindaco di Novara Ivan De Grandis. Il confronto in Parlamento con il ministro dello sport Andrea Aboldi rende chiaro che uno degli obiettivi è intervenire per rimodernizzare lo stadio, costruito in periodi ormai storici ma non è stato l’incidente avvenuto a smuovere gli addetti ai lavori per ridefinire la sicurezza perché questo è un impegno già definito da più tempo.
Riqualificare lo stadio era già in progetto e secondo le stime di Lo Monaco è una spesa che ammonta, nel complesso, a circa 400 mila euro compresi di tutti gli interventi. Nel frattempo si sta lavorando affinché il Novara possa lasciare le porte aperte del proprio stadio. Perché? Perché come dichiarato dall'architetto Elisabetta Rossi nel verbale del 26 agosto 2024 "Lo stato manutentivo degli impianti non rispecchia più le vigenti normative ed esistono criticità anche dovute ad adeguamenti alle nuove norme di sicurezza". Aggiornare gli steward e aumentarli di numero, il rifacimento del pavimento sotto la tribuna nord che cede in alcuni punti, l’impianto di riscaldamento a terra da collaudare ed interrompere alcune infiltrazioni d'acqua sono tra i lavori presi in carico che se non eseguiti potrebbero portare ad una non idoneità del luogo e la possibile conseguente chiusura al pubblico. Scongiuriamo quasi serenamente questa ipotesi con la considerazione che la prima trance di lavori è prevista prima del 23 marzo 2025, giorno in cui si disputerà la partita contro il Padova, per poi convocare pochi giorni a seguire, il 28 marzo, una nuova commissione tecnica per l’aggiornamento.
Argomento a me caro, anche i servizi igienici che riversano in “condizioni disastrate”, parole che potrebbero essere le mie e invece sono della consigliera Emanuela Allegra, occhio di donna non smentisce. In virtù di questo, replica Rossi che "in prefettura sono emerse criticità che per le attuali esigenze fanno passare interventi di quel tipo in secondo piano". Ma si farà anche quello, garantiscono.
Nel frattempo conviene munirci di diffusore con Olio 31. Previene gli infortuni e distende il tono muscolare, si sa.
