La rivincita di Ponzio: "Una rimonta insperata"

Il percorso di questa stagione del Dormelletto-Comignago, cominciato con la fusione annunciata tra le due società e l'iscrizione alla Seconda categoria, è stato un susseguirsi di emozioni e prestazioni di qualità che ha portato la squadra - che male aveva cominciato con tre sconfitte nelle prime cinque partite - a guadagnarsi il podio al giro di boa di fine andata, scalzando poi all'ultima giornata la Castellettese guadagnandosi il secondo posto finale dietro la corazzata Esio Verbania. La squadra di Massimiliano Ponzio, alla prima stagione sulle rive del lago Maggiore dopo l'esperienza su quelle del Cusio alla Riviera d'Orta, si è imposta proprio contro la Castellettese nella finale della prima fase, volando in Prima categoria grazie alle marcature di Ferrario e Ghiotti, due uomini su cui l'allenatore ha puntato molto in questa grande cavalcata. L'analisi di mister Ponzio parte proprio dall'impresa compiuta dalla squadra, culminata con il passaggio in Prima categoria: "Mi sono approcciato a questa avventura consapevole del valore del gruppo, anche se non ne conoscevo tutti i componenti. Le qualità si sono viste sin dall'inizio, ma siamo comunque partiti maluccio nonostante ricordassi sempre ai ragazzi che credevo molto in quello che sapevano e sanno fare. Però da lì a compiere una rimonta come quella che abbiamo fatto, sinceramente non me l'aspettavo. Eravamo molto indietro - a sette punti dal secondo posto con solo quattro gare da giocare, nda - e pensavamo tutti che saremmo arrivati ai playoff, ma arrivare alla fine secondi e poterci giocare qui in casa questa grande partita saltando direttamente la semifinale è stato qualcosa di inaspettato. La sconfitta della Castellettese all'ultima partita con la nostra contemporanea vittoria di Maggiora non l'avrei mai pronosticata".
Il Dormelletto-Comignago di Ponzio è una delle squadre che meglio ha giocato a calcio nel girone A di Seconda categoria, proponendo spesso la ripartenza ragionata dal basso, con un gioco prevalentemente palla a terra volto a sfruttare gli inserimenti e la qualità di un reparto offensivo ben amalgamato, con l'esperienza e i gol di un bomber di razza come Minniti affiancato a giocatori più giovani con tanta voglia di dimostrare e giocarsi le proprie carte, come Ghiotti e Rossi. Anche in questa finale i giocatori in campo non hanno tradito questa filosofia, macinando e creando gioco per tutti i novanta minuti, sapendo soffrire quando è stato necessario farlo senza mai forzare le giocate arrivando ai gol di Ferrario e Ghiotti che racchiudono l'essenza e la soddisfazione di Ponzio: "Su Ghiotti non ho mai avuto alcun dubbio; lo conosco molto bene avendolo avuto ad Arona in Eccellenza, quando ricoprivo il ruolo di mister in seconda. Aveva 16 anni, era giovanissimo, ma si vedevano già le sue qualità quando veniva ad allenarsi con la prima squadra, il suo problema è sempre stato solamente il fisico un po' gracile. Ferrario e la stagione che ha disputato sono la mia più grande soddisfazione di quest'anno. Ho deciso di schierarlo in un ruolo che non stava facendo, giocava da mezz'ala o addirittura da esterno spesso, e per come voglio giocare io è un giocatore che ci ha dato tanto. Proprio per questi motivi sono contentissimo e molto soddisfatto. Sfrutto questo argomento per dire che sia questo gruppo che i ragazzi che ho allenato nelle scorse stagioni sono stati per me importantissimi, perché mi sono sentito davvero apprezzato e ho sempre visto che credevano in ciò che gli chiedevo di fare. Per un allenatore è una questione fondamentale e l'aver tirato tutti dalla stessa parte ci ha portato a raggiungere questi traguardi. Quest'anno abbiamo sempre provato a giocare a pallone e sono fortunato perché ho una squadra che davvero mi soddisfa per come gioca, riescono a fare quello che gli chiedo che non è scontato e riescono ad interpretare sempre le partite, quando bisogna andare in profondità lo fanno, quando devono star corti stanno corti. Insomma, quando si vince è sempre facile dire queste parole, ma onestamente io sono contento di tutta l'annata".
È una promozione che per Ponzio arriva dopo la delusione della scorsa stagione sulla panchina della Riviera d'Orta con i cusiani che hanno prima perso la finale della prima fase contro il Romagnano e poi, dopo un grande percorsa nella fase regionale, contro la Spinettese ai rigori sul campo della San Giacomo a Novara, nell'ultimo appuntamento novarese dell'annata 2023/24. Il livello del lavoro del mister non è mai stato messo in discussione in questi anni, ma arrivare a giocarsi queste partite non è mai scontato e lo stesso Ponzio ci tiene a ricordare che tutte le esperienze, anche quelle che si chiudono in modo non del tutto positivo, sono importanti per la crescita propria e del gruppo: "Quest'anno volevo vincere e quindi avevo già pensato a chi poter dedicare questa promozione. Le prime parole vanno chiaramente alla mia famiglia, perché per potermi permettere di essere qua fanno tanti sacrifici. Non voglio dedicarla ai miei ragazzi di quest'anno perché a loro va più un ringraziamento per quello che hanno fatto, piuttosto che una dedica. La dedica calcistica vera e propria va a tutti i ragazzi che ho allenato e ho avuto prima di quest'anno e il motivo sta nel fatto che, se all'inizio di questa stagione quando le cose non andavano bene io ero comunque tranquillo e fiducioso in ciò che stavo costruendo, è stato grazie a loro che negli anni mi hanno fatto essere più consapevole e convinto delle mie idee; quella fiducia l'hanno creata loro e tutti i messaggi che mi hanno mandato in questi giorni, la vicinanza che mi hanno dimostrato e i loro pensieri nei miei confronti valgono davvero tanto".
