Il Vogogna non molla, il Ds Francina: "Davanti abbiamo dieci finali"

Una dirigenza presente la si vede nei momenti di difficoltà ed è indubbio che questo, per il Vogogna, sia tale. Quattro sconfitte in questo primo scorcio di 2026, terz'ultimo posto in campionato, una settimana esiziale seguita alla sconfitta interna con l'Omegna che ha portato alle dimissioni del tecnico Cesare Rampi e alla promozione del suo "secondo", Claudio Pelfini. La sconfitta con il Carpignano è una tegola da digerire e in casa ossolana fanno quadrato, con il Direttore Sportivo Fabrizio Francina chiamato a metterci la faccia: "Questa era la partita più sbagliata da dover giocare dopo una settimana in cui ci è capitato di tutto, i ragazzi hanno provato a reagire ad una settimana che è stata complicata ma non per colpa loro pur con tante assenze importanti, tanto che abbiamo dovuto adattare dei giocatori ad occupare posizioni abitualmente non proprie, con il mister che si è trovato ad avere delle scelte obbligate. In tutto questo la squadra aveva tenuto bene il campo fino alla ripartenza che a metà secondo tempo ci ha costretti a subire il secondo gol, anzi forse nel primo tempo avremmo meritato noi qualcosa di più sbagliando due occasioni pulite ma sappiamo che il calcio è questo e non ci guardiamo indietro: davanti abbiamo dieci finali e fino a quando saremo in grado di farlo lotteremo per un risultato che crediamo di meritare per il calcio che abbiamo espresso. Speriamo di recuperare qualche giocatore anche se sarà difficile farlo nel breve ma nonostante tutto continueremo a lavorare sul campo con l'umiltà che abbiamo sempre avuto indipendentemente dalle scelte che sono state fatte da altre persone".
Il Vogogna ha pagato delle ingenuità nei gol che di fatto hanno chiuso la partita, quelli subiti nella ripresa; ingenuità che sono proprie di una squadra dalla carta d'identità molto verde com'è quella ossolana e che porta troppo spesso a commettere degli errori che possono poi pesare anche nelle gare successive, ad esempio il rosso quasi cercato da Garbagni a gara praticamente finita che priverà il Vogogna di un elemento importante nelle prossime sfide. "Sappiamo che ci sono state delle situazioni che avremmo potuto evitare - concorda Francina nella sua analisi - e il rosso di Garbagni è sicuramente una di queste, ma queste sono il frutto dell'età di questi ragazzi che come ci ha dato tante soddisfazioni in altre partite a volte presenta il conto mostrando il risvolto della medaglia. Prendiamo il buono e il cattivo di questo gruppo che si sta allenando assieme dall'11 agosto due volte a settimana con tutti sempre sul campo e non so quante altre squadre possono dire altrettanto: quello che è successo questa settimana è qualcosa di più grande di loro e che sicuramente non meritavano, faremo di tutto per fargli tornare quel sorriso che avevano fino a tre settimane fa".
Il campionato però non si ferma e giustamente Francina ha parlato di dieci finali, dieci partite in cui si deciderà il destino del Vogogna che rincorre una salvezza diventata molto più complicata dopo la sconfitta nello scontro diretto con il Carpignano. I playout possono però rappresentare un'ancora di salvataggio per una squadra che ha spesso dimostrato di non darsi mai per vinta: "I rimpianti maggiori li abbiamo ripensando al girone d'andata, quando a livello di punti abbiamo avuto meno di quanto ci sarebbe spettato e ci sentiamo un po' in credito con la sorte. Se invece ci fermiamo con la valutazione al girone di ritorno allora abbiamo ottenuto quel che abbiamo meritato, ossia poco; secondo me questa squadra è calata tantissimo a livello di condizione atletica, e questo è un controsenso quando si lavora con i più giovani se si pensa che la cosa più semplice sarebbe - passami la battuta - farli correre. Dobbiamo resettare tutto e cercare soprattutto dal punto di vista del morale di tirare su questi ragazzi che come tutti i giovani sono facili all'esaltazione ma anche alla delusione".
