Spostati, mi stai coprendo il sole - I AM CALCIO NOVARA

Spostati, mi stai coprendo il sole

Gli azzurri
Gli azzurri
NovaraSerie C Girone A

Il concetto di mister Dossena è molto semplice. La vera vittoria non è distruggere il nemico in una battaglia sanguinosa ma piegarne la resistenza senza nemmeno combattere. Bisogna preparare “la macchina a lavorare fuori dal mood della comfort-zone che deve sempre esserci in partita, durante la settimana non lo si deve essere mai” come lo stesso tecnico ha dichiarato nel post partita che ha portato a vincere il Novara FC per la seconda volta consecutiva. Bisogna essere come l’acqua: se incontri un ostacolo, non devi irrigidirti e nemmeno cozzarci contro. Il mood Dossena è solo uno rispetto all’avversario: adattati, aggiralo, trova la fessura e dove puoi, scorri.  E soprattutto, con non meno importanza, arrivaci con un fisico che ti permetta di bere tanta benzina quanta ne consumi.

Ma cosa succede quando il ring si sposta dove meno te lo aspetti? Vale lo stesso pensiero. Diogene di Sinope, filosofo della scuola cinica, viveva in modo estremamente semplice, rifiutando ricchezza, potere e convenzioni sociali. La corrente filosofica del cinismo si fonda su una vita radicale mirata al raggiungimento della felicità (eudaimonia) tramite l’indipendenza, soprattutto mentale. Tipica la loro quasi sfacciata parresia, la libertà di parola. Si racconta che Alessandro Magno, re di Macedonia, uno dei più grandi conquistatori e strateghi della storia, andò da lui con queste parole: Chiedimi qualunque cosa e te la darò”. Diogene rispose “Spostati, mi stai coprendo il sole”. Il filosofo usava la provocazione per scuotere le coscienze. La sua libertà consisteva nel vivere seconda natura e non secondo convenzioni (dal greco νόμος, nomos, “pascolare”) che hanno spesso imprigionato le crescite.

Dossena, diciamocelo, non ha trovato l’Eureka del calcio come un luminare sportivo, non ha ideato chissà quale soluzione per raddrizzare le curve ma ha semplicemente guardato con occhi attenti e, soprattutto, enfatizzato ciò che sembrava essere sfuggito: la vita di tutti i giorni. Banditi i cognomi, le promesse, i consigli ed il monte ingaggi. I calciatori in campo sono il risultato della maglia consumata ogni giorno, i cambi non sono ghigliottine quanto valore di squadra: per avere un motore sempre acceso che sgasa più degli avversari. Dossena ha il pregio che tutto questo te lo fa sentire: la squadra è squadra anche in panchina, un propulsore cui obiettivo é quello di non spegnersi mai. Non c’è uno senza l’altro, una catena sempre accesa in cui ognuno pone al servizio le proprie capacità per gli altri. È proprio nell’osservazione quotidiana, nella dedizione giornaliera, nella consueta e ordinaria preparazione che si mostrano i lati che finora sembrano siano stati oscurati: quelli della normalità. Il lunedì, il venerdì, la mattina ed il pomeriggio.

Un semplice mantra il cui senso sta nel “Noi siamo ciò che facciamo ripetutamente”, dove la pregevolezza non è un lampo ma un'abitudine, dove l’eccellenza si mostra in settimana, a braccetto con perseveranza, fatica, umiltà. Non un’icona plastificata della domenica, non un modello rassicurante, non un numero - magari altisonante - sulla maglia. Una tensione viva, motrice e dispositivo acceso. Una contraddizione fertile, un dubbio, a volte un enigma imperfetto. Una squadra che rifiuta le lusinghe dell’infallibilità ma - finalmente - autentica. Che si può permettere di entrare in partita in comfort-zone. E giocarla.

Con un nuovo e prorompente pensiero dagli spalti: Spostati, mi stai coprendo il sole”.

Alice Previtali

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