Cerebrale

Karl Popper, filosofo della scienza, ritiene che la conoscenza non cresce accumulando certezze ma eliminando errori. Il fallimento è il motore della scoperta ed i nostri errori sono le nostre finestre sulle verità.
Quando cambia l’allenatore in una squadra, dopo una scelta dettata da necessaria sopravvivenza, eloquenti sono non solo i cambiamenti tattici, come diverso modulo o posizionamento dei giocatori, e nemmeno le assunzioni di responsabilità maggiore a fronte di un obbligo morale, di un obbligo di salvezza. Il cambio di allenatore è un vero e proprio effetto shock che può rompere il ciclo negativo della squadra, fornendo l’Abc per cambiare rotta.
L’arrivo di Andrea Dossena al Novara FC ha portato non solo un rinnovo delle motivazioni individuali - come spesso accade al cambio di tecnico - ma ad un vero e proprio reset psicologico. I giocatori azzurri sono ripartiti da zero e sentito la necessità di dimostrare il proprio valore, motivati anche i calciatori messi da parte e che si sono automaticamente sabotati, dato lo screditamento subito.
L’allenatore nuovo ha fornito loro il credito opportuno per considerarsi parte integrante di squadra e vivere la partita come un defaticamento più che una prova all’interno di un percorso determinato dal lavoro e dall’allenamento settimanale, non solo dal momento finale. I ragazzi vengono costantemente definiti e ridefiniti durante il quotidiano, non solo durante l’unica performance, per impegno, capacità e pazienza anche di stare al proprio posto. In questa prospettiva il grado di tensione della domenica diventa non più qualcosa di sconosciuto ma di consapevole e domabile, in grado di rendere lucide le visioni di partita e spontaneamente attivi i muscoli spremuti fino al giorno prima.
La nuova filosofia di gioco ha portato un aumento di intensità che se inizialmente ha spalancato crepe già esistenti - fisiche o mentali - successivamente le ha ricucite saldandole in maniera netta. Una maggior potenza ed una migliore preparazione fisica e mentale evidenziano un carisma massimo ed una gestione del gruppo che non si vedeva da mesi. L’attenzione sulla relazione ha incrementato una migliore coesione del gruppo, creando un clima di maggiore entusiasmo e collaborazione nello spogliatoio cui effetti sono evidenti in campo.
Una chicca di Dossena è poi il turnover. Per il mister azzurro i titolari sono coloro che nell’allenamento si sono mostrati più in forma e che meritano di iniziare il match ma questo non significa una bocciatura della panchina, anzi. I suoi cambi repentini sfruttano l’incipit adrenalinico del non sapere mai a chi tocca, che mentalmente tiene infiammato il cervello ed i muscoli in ogni singolo componente della squadra, senza contare il meritato sfiatare di chi ha appena combattuto la battaglia e che può non oltrepassare il proprio limite fisico, preservandosi anche da infortuni prevedibili.
Il Novara FC ha riacquistato il suo potere, come capacità di produrre effetti non solo avendo la semplice ragione - come spesso si pretende nel mondo del calcio- ma usando forza ed astuzia per farla valere. La squadra di Dossena si è finalmente posta agli occhi del pubblico come una squadra libera, sovrana, scultrice di se stessa che si plasma in una forma fiduciosa che a tutti noi mancava.
Andare aldilà di ciò che gli occhi vedono al primo impatto e di ciò che le orecchie odono ai primi sibili, può essere il vero passo per concedersi l’opportunità di scorgere una nuova visione oltre un orizzonte comune e tangibile fino ad oggi dato per certo.
