Il Fedelissimo - Il giusto peso ai risultati e alla classifica

Parto con questo Fedelissimo gettando subito la maschera: io sono dalla parte dei delusi per il punto conquistato nelle due partite casalinghe e non con quelli che dicono che comunque siamo a due punti dalla prima in classifica. Cerchiamo di essere oggettivi: il Lumezzane, che sembrava il Bayern Monaco il giorno dell'Epifania, è stato subito ridimensionato a Pordenone, il Monza aveva raccolto due punti nelle ultime tre partite, pareggiato in casa con la Pro Patria martedì scorso e perso altri giocatori durante la settimana che precedeva la sfida con gli azzurri. Quindi, al di là del fatto che mi aspettassi sei punti in questi due match, mi preoccupa che, quando le cose non vanno bene, gli alibi siano sempre in agguato. Nel calcio certe partite nascono storte (non scopro certo l'acqua calda con questa affermazione), puoi subire un gol beffardo e faticare a rimontarlo, oppure ci può essere la classica giornata nera dei tuoi attaccanti o un portiere avversario che si esalta, cosa successa spesso al "Piola" nell’ultimo quarto di secolo. Le partite con Lumezzane e Monza non fanno parte di questa categoria: con i bresciani dopo 20' eravamo in superiorità numerica, con i brianzoli, dopo un brutto inizio di partita, eravamo riusciti a raddrizzarla e una volta in vantaggio avremmo dovuto avere la freddezza di congelare il 2-1 fino alla fine.
C'è rammarico per il fatto che il 2-2 di Grandi fosse in fuorigioco, anche piuttosto netto e facile da vedere per l'assistente, ma la sostanza non cambia: i ragazzi hanno fatto un deciso passo indietro sul piano del gioco e soprattutto della personalità; le cause possono essere svariate. La speranza è che nella breve sosta natalizia i carichi di lavoro siano stati ingenti, ma l'atteggiamento, il centrocampo troppo basso e la perdita di fiducia sono campanelli d'allarme che non possono essere ignorati; la conferma arriva dal presidente De Salvo che ha già operato per i primi due arrivi e sicuramente il mercato di riparazione del Novara non si fermerà qui, perché qualcosa da mettere a posto c'è e per capirlo basta guardare le partite senza i paraocchi. Siamo a due punti dalla prima? Sì, ma è altrettanto vero che giocando così a fine mese saremo a sei-sette punti dalla vetta, quindi urge un repentino cambio, se necessario anche di uomini, perché nella zona nevralgica del campo stiamo facendo troppa fatica con Miglietta (il cui rendimento è insufficiente) e Buzzegoli, il quale non sembra ancora quello della primavera 2013 che tanto servirebbe agli azzurri.
Ovviamente in questa situazione anche i giovani fanno fatica: i vari Dickmann, Bianchi e Schiavi sono calati rispetto ad un mesetto fa ed è lapalissiano che senza l'apporto dei veterani non possiamo chiedere a loro di cantare e portare la croce. Ora ci attendono tre sfide chiave: le trasferte di Salò e Cremona intervallate dal big match con l'Alessandria. Il 2 febbraio avremo le idee certamente più chiare sulla nostra stagione, dopo questi nove punti in palio e con il mercato chiuso.
Forza Novara Sempre!!!
