Ritorna l'Occhio del Mister

Torna dopo alcuni mesi la nostra rubrica "L'Occhio del Mister", dedicata alla lettura tattica e tecnica delle squadre della nostra provincia. Dopo la felice parentesi che ha visto Marco Zanetti (che negli ultimi mesi si è tolto molte soddisfazioni alla guida del Dormelletto) nelle vesti di protagonista, ora tocca ad Antonio Talarico, tecnico oleggese da poco esonerato dalla Castellettese. Talarico, classe '74, ha iniziato nelle giovanili del Novara prima e del San Rocco poi, proseguendo alla guida di due prime squadre in Seconda Categoria tra il 2008 e il 2010 (Veveri e Team). Da qui l'approdo a Gozzano, dove per tre stagioni ha diretto la Juniores cusiana, dapprima nel torneo regionale, poi in quello nazionale. Nella scorsa stagione ha allenato il San Rocco, portando i novaresi ad un onorevole sesto posto nel girone A di Prima Categoria e ora, per quest'ultimo scorcio di campionato, ci accompagnerà in questa nuova avventura.
SUNO-SINERGY GRAVELLONA 0-2
Suno: Savoini, Filiberti, Bertocco, Crini, Forzani, Rovea, Imbrò, Soro, Carginale, Valsesia, Asero. All.: Paladin.
Sinergy Gravellona: Bozzetti, Hiti, Pingitore, Ceccon, Mora, Trissino, Tondelli, Fradelizio, Calloni, Santini, Schirru. All.: Sena.
La gara sotto osservazione è stata il match clou del girone A di Prima Categoria, quella che poneva di fronte i bianconeri del Suno, stanziati al terzo posto della graduatoria, con i loro primi inseguitori, la Sinergy Gravellona di Matteo Sena. Abbiamo posto maggiore attenzione proprio alla disposizione tattica dei padroni di casa che sono usciti sconfitti dalla gara del "Marucco". La partita ha detto che il Suno di Paladin non sta attraversando un ottimo periodo di forma psico-fisica e l'aver ormai raggiunto i dieci punti di distacco dal Fomarco secondo in classifica ne sono la riprova.
La squadra di casa si è presentata in campo con un "Beniteziano" 4-2-3-1, inedito per la stagione in corso. Mister Paladin, forse costretto dagli infortuni a schierare con questo modulo i suoi uomini, ha incontrato le maggiori difficoltà in fase difensiva, poiché i quattro giocatori di maggior talento (Valsesia, Imbrò, Asero e Carginale) sono poco avvezzi al sacrificio nello stare sotto la linea della palla e di conseguenza in fase di possesso la sola presenza dei due mediani interditori non ha permesso di sviluppare triangolazioni veloci per le ripartenze e ne ha risentito la costruzione del gioco, risultando priva di intensità e velocità di esecuzione.
La linea di difesa a quattro della squadra di casa composta da Filiberti terzino destro, Crini e Rovea centrali e Bertocco a sinistra, ha provato ad arginare le azioni offensive ospiti, utilizzando un buon elastico difensivo che ha garantito un'ottima copertura preventiva, unitamente ai due centrali di centrocampo Forzani e Soro, ma ha sofferto per l'assenza quasi totale dei raddoppi di marcatura che hanno creato enormi difficoltà agli esterni bassi. Lo si è notato sia nell'occasione del primo gol della Sinergy Gravellona (nato da un un 1 vs 1 dell'esperto Calloni che ha superato con poche difficoltà il giovanissimo Filiberti sulla fascia sinistra fornendo l'assist per la rete di Santini), sia nell'episodio del rigore scaturito dal contatto tra Crini e Calloni, conseguente ad un'altra identica situazione dell'attaccante tocense con Bertocco.
In fase di possesso la squadra ha avuto sì l'attitudine a giocare la palla partendo dalle retrovie, ma ha dimostrato poi limiti tecnici di costruzione da parte dei due centrocampisti centrali, con poche giocate in profondità tra le linee al trequartista e coinvolgendo pochissimo nella manovra in ampiezza i due terzini Filiberti e Bertocco. Con questo modulo la squadra, per non scaturire nel concetto "too defensive and boring" (difensivo e noioso), avrebbe dovuto avere centrali di centrocampo capaci in entrambe le fasi di gioco, sfruttando appieno il concetto di lato forte e lato debole e il sacrificio da parte dei quattro "tenori" davanti, soprattutto nel recupero palla e nelle pressioni feroci, velocizzando le transizioni positive e negative, arroccando magari i tre sottopunta per sfruttare così la capacità di Asero o Imbrò di giocare a piede invertito.
L’undici di Paladin ha mostrato di contro un'ottima attenzione e cura nei particolari sulle palle inattive difensive, dove sulle punizioni esterne vi era una copertura a zona con sei uomini in linea alla ricerca della palla, mentre sugli angoli difensivi vi era la copertura del primo palo con l'ottimo colpitore di testa Carginale e tutti gli altri nella marcatura a uomo in area di rigore, dimostrando solidità e concentrazione tali da non impensierire mai il proprio portiere Savoini.
Il mister dei "lupi" ha modificato l'assetto solo a 15' dal termine,con l'inserimento del promettente Rogora per Imbrò, proponendo un 4-2-4 con due punte centrali, non riuscendo tuttavia a penetrare l'arcigna difesa tocense.
Di contro la Sinergy Gravellona, in campo col classico 4-4-2, ha dimostrato incisività durante tutto l'arco della partita ottimizzando le occasioni da rete. Ha giocato meglio degli avversari, forte di certezze consolidate durante tutta la stagione, mostrando una buona circolazione di palla facilitata dalla poca pressione degli avanti sunesi. Seppur priva in partenza di un uomo importante come Franzetti, ha trovato nuove soluzioni che le danno maggiore imprevedibilità, esibendo allo stesso tempo solidità difensiva anche in inferiorità numerica senza soffrire più del dovuto.
IL GIOVANE: Filiberti (1996)
Filiberti, classe '96, è giocatore di sicuro avvenire, dotato di buona tecnica, capace nella ricezione e trasmissione della palla, forte fisicamente e reattivo. Bravo nel gioco aereo e provvisto di ottime capacità aerobiche, deve migliorare nella lettura dei movimenti degli avversari, lasciati troppo spesso liberi di crossare dal fondo. Ma siamo solo all'esordio e avrà modo di crescere anche sotto questo punto di vista.
