E' trionfo Virtus Cusio, la Coppa Piemonte nella bacheca rossoverde - I AM CALCIO NOVARA

E' trionfo Virtus Cusio, la Coppa Piemonte nella bacheca rossoverde

Marco Briola, migliore in campo
Marco Briola, migliore in campo
NovaraPromozione

La stagione da sogno della Virtus Cusio, già promossa in Eccellenza vincendo il girone A di Promozione, si completa nel migliore dei modi, inserendo in bacheca anche la Coppa Piemonte di categoria dopo aver battuto, sul neutro di Santhià, il Settimo con uno squillante 3-0 che non ha lasciato spazio a recriminazioni di sorta. I torinesi, squadra dalle doti tecniche non eccelse, ma ben strutturata a livello fisico, erano avversari che avrebbero potuto mettere in difficoltà i novaresi puntando a tenere alto il ritmo della gara per sfiancare i più tecnici contendenti con l'aiuto di un terreno di gioco assolutamente non all'altezza di una finale regionale di questa importanza, ma il gol dopo poco meno di 10' siglato da Conchedda ha incanalato la gara su tutt'altri binari, facendo saltare i programma di Telesca che ha dovuto fin da subito modificare la disposizione dei propri uomini, non riuscendo comunque ad opporsi allo schieramento rossoverde, capace di giocare su tutt'altro livello rispetto agli avversari. Una vittoria dunque meritata quella conseguita dalla Virtus Cusio, ancor più se si tiene conto delle tante defezioni a cui ha dovuto far fronte Lucio Brando, presentatosi all'appuntamento con gli uomini contati.

Problemi di formazione Sono infatti quattro i giocatori a cui il tecnico rossoverde deve rinunciare fin da subito e le assenze spolpano in gran parte il reparto avanzato dove Bisesi e Giallonardo non sono a disposizione. Mancano anche Bigoni e Corvino, per cui Brando decide di gettare nella mischia fin da subito Conchedda, venendone ripagato dopo poco in moneta pesante; l'ex Arona viene posizionato dietro le punte, Marjanovic e Briola, finendo per essere la mossa che spariglia le carte. In difesa sono in campo con i cerotti Bonato, che non si allena dalla fine del campionato, e Agazzone (costretto ad un'infiltrazione per poter scendere in campo), mentre il reparto più in forma è sicuramente il centrocampo, dove la verve di Cherchi e l'ordine di Bordin e Frascoia segnano un solco con le ambizioni dei torinesi. Le violette non hanno problemi di formazione, ma Telesca decide incredibilmente di lasciare inizialmente in panchina D'Alessandro, miglior marcatore del Settimo nella stagione regolare per varare un 4-2-3-1 che lascia Padoan troppo solo in attacco, abbandonato nelle grinfie dell'attenta difesa cusiana.

Campo sconnesso Il primo tempo, come del resto tutta la gara, non è bellissimo per gli spettatori accorsi nelle cittadina vercellese per assistere alla gara. I giocatori ci mettono più di qualche minuto per adattarsi ai rimbalzi irregolari di un pallone che segue le gibbosità del campo e lo spettacolo che langue è la prima vittima di questa scelta cervellotica. I più veloci a prendere le misure sono Briola e Conchedda che dimostrano di avere affinato una buona intesa quando dopo 8' l'attaccante ex San Rocco, dopo uno scambio con il compagno, spara alle stelle. Le parti si invertono un minuto dopo, ma questa volta con ben altri risultati: Conchedda è velocissimo nel tagliare alle spalle della statica difesa torinese, Briola se ne accorge e lo serve con un passante che taglia in due la retroguardia in maglia viola, il fantasista rossoverde a tu per tu con Marcaccini resiste al ritorno di Zanellato e insacca spiazzando il portiere avversario. Il fulmineo gol convince Telesca a riportare il giovane Barbati (classe '96) al centro del campo distogliendolo dalla marcatura a uomo che aveva previsto per Cherchi, ma la mossa, ancorché corretta dal punto di vista interpretativo, non produce gli effetti sperati, perché l'attacco torinese è evanescente e Di Bianco non viene mai chiamato in causa per tutto il primo tempo. Al contrario, la Virtus Cusio è ancora pericolosa al 19', quando Marjanovic ruba palla sulla sinistra a Valenti e centra per Briola, sul quale è provvidenziale l'intervento di Chiumente a scongiurare un gol quasi fatto. Il gran caldo induce a più miti consigli le due squadre che rallentano il ritmo costruendo poco e niente. Al 39' nel Settimo è costretto ad alzare bandiera bianca capitan Viola, appena rientrato dopo un infortunio, e Telesca cambia ancora una volta tutto gettando nella mischia D'Alessandro con un tempo di ritardo.

Briola ruba la scena L'avvio di ripresa sembra far presagire un secondo tempo dalle maggiori emozioni, tanto che non sono ancora passati 30'' che Briola va vicino al raddoppio, impegnando Marcaccini alla non semplice parata sul primo palo. Un minuto dopo lo stesso Briola rifinisce, tanto per cambiare, sul movimento di Conchedda, il cui tiro si infrange contro l'esterno della rete del Settimo. I torinesi non stanno però a guardare e, forti di uno schieramento più incisivo, provano a mettere pressione alla Virtus Cusio: al 3' D'Alessandro va a contrasto con Di Bianco che tarda a rinviare portandogli via la sfera, ma l'attaccante del Settimo si allarga troppo non riuscendo a concludere verso la porta novarese; al 9' è Padoan ad andar via in maniera regolare sulla linea di fondo ad un Bonato non al 100%, il suggerimento arretrato per D'Alessandro sembrerebbe perfetto per permettere alla punta di battere a rete di prima intenzione, ma il terreno tradisce il giocatore in maglia viola che colpisce male da pochi passi mandando la palla oltre la traversa. E' il canto del cigno per il Settimo che va via via uscendo dalla gara, lasciando la scena interamente alla Virtus Cusio. Ad essere baciato dalla dea del pallone è Briola che nel giro di un battito di ciglia mette il punto esclamativo sulla stagione dei rossoverdi: al 21' il cross di Cherchi dalla trequarti, di una precisione millimetrica, va a cercare proprio la testa dell'attaccante che, lasciato solo in piena area di rigore, gira la palla sul secondo palo dove Marcaccini non può far nulla per intervenire. Ma non è finita qui, perché al 28' lo stesso Briola piomba come un falco sull'impacciato Borrello che perde palla nella propria trequarti aprendo un'autostrada davanti all'attaccante novarese che, con grandissimo altruismo, sforna il migliore degli assist per Cherchi, arrivato di gran carriera dalle retrovie: diagonale chirurgico del centrocampista e partita in ghiaccio, con la Coppa Piemonte che prende ancora una volta la strada delle terre novaresi.

I protagonisti virtussini Nel dopogara, rubato per un attimo alla festa con tutto il gruppo di giocatori e dirigenti rossoverdi, il tecnico Lucio Brando non ha mezzi termini nel definire la stagione dei suoi ragazzi, presi in corsa e portati a vincere campionato e Coppa Piemonte: "Credo che abbiamo fatto tutti insieme qualcosa di storico, arrivare a questo punto esprimendo il calcio che abbiamo espresso non era né scontato né semplice. Anche la gara di oggi, dominata su tutti i punti di vista, racconta di una squadra in grado di interpretare bene ogni fase di gioco, mantenendo il pallino per tutti i 90', pur con le difficoltà non indifferenti che ci hanno condotto a questa gara. Ci tengo a dire assieme a tutti i ragazzi che questa vittoria la vogliamo dedicare ad Alessandro Giallonardo, standogli vicino per tutto quello che gli sta succedendo in questi giorni: è un ragazzo fantastico che non più tardi di ieri mattina ha subito un'operazione al cuore ed ora è già qua con tutti i suoi compagni per festeggiare questa vittoria. Un altro giocatore da applaudire non può che essere Bonato, che è un giocatore di calcio nel vero senso che questa parola può esprimere: ha cercato a tutti i costi di giocare questa partita pur non allenandosi da circa venti giorni, ha stretto i denti e c'è stato sempre, come ha fatto per tutta la stagione". Anche Giallonardo ci tiene a dire la sua, per ringraziare la squadra che si è prodigata nel vincere questa Coppa soprattutto per dedicargliela: "Vorrei ringraziare tutti, questi sono compagni stupendi. Mi sarebbe piaciuto essere in campo, ma quello che mi è successo probabilmente mi costringerà a smettere con il calcio giocato. Tutto è nato da due svenimenti che ho subito in allenamento, uno a gennaio e l'altro la settimana scorsa: in seguito al secondo evento abbiamo deciso di far esami cardiaci più approfonditi ed è venuta fuori una grave aritmia che mi ha costretto a portare un defibrillatore che però non è compatibile con l'attività sportiva, per lo meno sul territorio italiano. E' stata una mazzata pesantissima, perché non avrei voluto smettere o almeno avrei voluto farlo nel momento in cui non mi fossi sentito più a posto fisicamente. Ma guardo il lato positivo di questa storia, perché i dottori mi hanno detto che le conseguenze avrebbero potuto essere ben peggiori in quanto, durante i due svenimenti, ho subito anche degli arresti cardiaci a cui il mio corpo è però riuscito a rimediare. Farò di tutto per rimanere nel mondo del calcio, perché questo è il mio ambiente: se non potrò farlo da giocare troverò un'altra strada, ma non voglio interrompere il mio percorso dopo quello che mi è successo".

SETTIMO-VIRTUS CUSIO 0-3

Reti: 9' Conchedda, 21'st Briola, 28'st Cherchi.

Settimo (4-2-3-1): Marcaccini; Schiavone, Chiumente, Zanellato, Picollo; Barbati, Viola (39' D'Alessandro); Valenti (2'st Di Bella), Bava, Fassari (26'st Borrello); Padoan. A disposizione: Giancotti, Patrone, Rubino, Padroni. All.: Telesca.

Virtus Cusio (4-3-1-2): Di Bianco; Rocca, Agazzone, Bonato, Fornara; Bordin, Frascoia (44'st Gallo), Cherchi; Conchedda (40'st Prina Cerai); Marjanovic (33'st Pregnolato), Briola. A disposizione: Moretto, Stranges, Gualini, Comero. All.: Brando.

Arbitro: Franco di Cuneo.

Note: ammoniti Schiavone, Bava, Picollo e Di Bella per il Settimo, Bordin per la Virtus Cusio.

SETTIMO

Marcaccini 6: Non ha grosse colpe; intervenire sui gol subiti era tutt'altro che semplice.

Schiavone 6: Parte da terzino, ma ci mette poco ad avanzare il raggio d'azione per prendere in consegna Cherchi che stava facendo il bello e il cattivo tempo.

Picollo 5,5: Poco propositivo nell'affiancare l'azione di rimessa della squadra, non è a tenuta stagna neanche in fase di copertura.

Chiumente 6: Decisivo nel contenere la giornata di grazia di Briola, ritardando l'alzata della bandiera bianca del Settimo; cala vistosamente nella ripresa.

Viola 5: Non ha il passo per contrastare il moto perpetuo del centrocampo avversario, anche perché gettato nella mischia non in buone condizioni.

- 39' D'Alessandro 6: Dimostra, pur senza fare mirabilie, che la sua iniziale esclusione dall'undici della gara è stato un errore da matita blu.

Zanellato 5,5: Poco attento nei movimenti di reparto, si fa più volte sorprendere dai tagli degli attaccanti novaresi che gli sbucano sistematicamente alle spalle.

Valenti 5: Non incide a centrocampo, non fa meglio quando viene spostato sulla linea dei difensori.

- 2'st Di Bella 5,5: Inserito per dare maggiore compattezza alla formazione torinese, non è esente da qualche ruvidezza di troppo.

Bava 5,5: Gira a vuoto nel tentativo di raccapezzarsi nel cuore dello schieramento viola, cercando di fare gioco senza risultati soddisfacenti.

Padoan 5,5: Abbandonato al suo destino in balia dei difensori virtussini, non riesce ad uscire dal guscio per pungere verso Di Bianco.

Fassari 5: Gara anonima e senza picchi di merito. Ci si accorge della sua presenza quando Telesca decide di sostituirlo.

- 26'st Borrello 5: Svagato, perde il pallone che permette alla Virtus Cusio di chiuedere definitivamente la gara.

Barbati 5,5: Sacrificato in un lavoro di marcatura che non gli si addice, migliore quando è libero di giocare il pallone, ma non trova compagni con cui dialogare.

VIRTUS CUSIO

Di Bianco 6: Un solo brivido, quando si fa beffare da D'Alessandro che però non trova lo spazio per calciare. Poi ordinaria amministrazione e una Coppa Piemonte vinta da protagonista.

Rocca 6: Arriva all'appuntamento con la spia della riserva accesa che non gli permette di essere lucido e reattivo come suo solito.

Fornara 6,5: Eroe della gara di semifinale, inanella un'altra prestazione tutta grinta che lo pone tra i migliori esterni in circolazione.

Frascoia 6,5: Uomo in più posizionato davanti alla difesa, fa filtro riducendo al minimo il lavoro per il pacchetto difensivo.

- 44'st Gallo s.v.

Bonato 7: E' il simbolo di una Virtus Cusio che non molla mai, come dice anche Brando: gioca in condizioni limitate, tanto che sembra alzare bandiera bianca a fine primo tempo. Rientra nella ripresa e resta in campo fino al 90' senza sbagliare quasi niente.

Agazzone 6,5: E' un altro dei protagonisti messi insieme alla bell'è meglio; in campo perché non ci sono alternative, non si fa mai superare, sbrogliando anche qualche situazione complicata.

Bordin 6,5: Combatte su ogni pallone all'arma bianca, non disdegnando il contrasto anche duro per sradicare palloni dai piedi degli avversari.

Cherchi 7,5: Sostenere che è l'equilibratore dello schieramento rossoverde è ormai un virtuosismo: corre per tutti i 90' togliendosi lo sfizio, come fa spesso, di inserire il proprio nome nel tabellino dei marcatori.

Marjanovic 6,5: Terreno di gioco e condizioni atmosferiche non sono l'ideale per vederlo al meglio, ma si spende nell'agevolare i compagni andando spesso sul fondo per cercare il cross.

- 33'st Pregnolato s.v.

Conchedda 7,5: Mossa vincente che Brando tira fuori dal cilindro, segna la prima rete risultando nel resto della gara imprendibile per i difensori torinesi che non riescono a leggere i suoi movimenti tra le linee.

- 40'st Prina Cerai s.v.

Briola 8: Un gol e due assist per il protagonista dell'attacco cusiano meno atteso alla vigilia. Stagione da incorniciare, trampolino di lancio per futuri successi.

Carmine Calabrese