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Il Pagellone del girone A di Lega Pro (prima parte)

I voti stagionali del gir. A di Lega Pro
I voti stagionali del gir. A di Lega Pro

Finita la stagione regolare e i playoff, è il momento di un bilancio finale per quanto riguarda il girone A di Lega Pro, prima di tuffarci nella nuova stagione. Da molti considerato il più facile, a conti fatti è stato l'unico raggruppamento a portare due squadre in serie B e la finale tra Bassano e Como è la testimonianza che era probabilmente il girone con il livello più alto e anche il più equilibrato, visto che la maggior parte dei verdetti sono arrivati all'ultima giornata. Vediamo il dettaglio delle prime dieci squadre con voti e giudizi.

NOVARA 9

Un ritorno in serie B di carattere e con la forza del gruppo, due caratteristiche che erano completamente mancate lo scorso anno. Il Novara era la squadra più forte e ha vinto, ma non era per nulla scontato dopo le vicissitudini dell'estate, quando gli azzurri erano praticamente sicuri di essere ripescati in serie B; infatti l'inizio del campionato non è stato dei migliori: sconfitta a Monza e una vittoria nelle prime cinque partite. Il successo di Venezia (lontano dal "Piola" mancava da 309 giorni) è stata la svolta per un autunno che, nonostante le assenze, ha visto la squadra piemontese rimontare fino a portarsi in testa prima di Natale. L'inizio del 2015 non è stato brillante con soli due punti nelle prime tre partite, poi la squadra ha iniziato a marciare, ma tutte le volte che sembrava poter fare il passo decisivo per andare in fuga succedeva qualcosa (vedi il rocambolesco 3-3 di Pavia e il deferimento prima della gara di Como, poi persa). Sembrava fondamentale la vittoria di Mantova con il +3 sul Bassano che poteva essere solo pareggiato dalla penalità, ma il -8 a sorpresa è stato un colpo che tutto l'ambiente azzurro ha assorbito solo grazie all'enorme lavoro di Toscano e a una tifoseria che è sempre stata vicina a Gonzalez e compagni che hanno continuato a macinare punti e che, quando hanno avuto l'opportunità di agguantare il Bassano, non se la sono fatta sfuggire.

Come detto il gruppo è stato fondamentale, ma anche un attacco atomico con i tre tenori in doppia cifra: Gonzalez, Corazza ed Evacuo (per lui decima volta nelle ultime undici stagioni). Adesso si riparte, non da Toscano che non sempre ha fatto giocare bene la squadra, ma ha meriti infiniti per aver cambiato completamente il clima di Novarello che nel luglio scorso era tutt'altro che buono. Il nuovo mister sarà Baroni e la speranza dei tifosi azzurri è che sia un campionato più tranquillo rispetto agli ultimi anni, con l'obiettivo di una salvezza da raggiungere il prima possibile.

COMO 8

Nel calcio chi vince ha sempre ragione, un po' di fortuna serve sempre e i lariani non hanno fatto eccezione, con una serie di episodi favorevoli negli ultimi due mesi davvero notevoli. Una stagione piena di alti e bassi costata a Colella la panchina alla fine del girone di andata, nonostante a un certo punto la sua squadra fosse addirittura in testa al campionato. Con Sabatini le cose non sono migliorate più di tanto, almeno fino a tre giornate dal termine, quando le tre vittorie contro Alessandria (dopo che i grigi fallirono un rigore sullo 0-0), Pavia e Mantova hanno portato il Como ai playoff, ma solo grazie all'harakiri della stesso Alessandria che nell'ultimo turno di campionato ha pareggiato al "Moccagatta" contro un'Unione Venezia che non aveva più niente da chiedere al campionato. I momenti difficili non sono mancati ai playoff: sotto di un gol a Benevento a mezzora dalla fine e qualificati grazie a una rete di Ganz al 90' e la vittoria ai rigori contro il Matera in semifinale proprio sul filo di lana. Paradossalmente, la finale è stato il passo più facile per Cassetti e compagni che hanno regolato il Bassano già nel match di andata.

Ora si riparte da Sabatini e da una squadra che dovrà essere pesantemente rinforzata per poter fare bene in serie B; oltretutto il Como giocherà almeno fino a fine settembre lontano dal proprio stadio per lavori di ristrutturazione. Un inizio decisamente in salita...

BASSANO 8

Una stagione indimenticabile con il grosso rammarico di non aver fatto il salto di categoria sfumato per un soffio sia nella stagione regolare che nei playoff. Con gli scandali delle ultime settimane, i veneti meriterebbero di essere presi in forte considerazione per un eventuale ripescaggio sperando di non essere beffati come successo sul campo prima per mano del Novara, poi dal Como.

Un'annata sempre tra i protagonisti, con un paio di filotti impressionanti che hanno portato alla conquista del titolo d'inverno (a pari merito con l'Alessandria) e a giocarsi fino alla fine il primo posto; è stato fatale il pareggio di Monza nella settimana in cui al Novara erano stati ridati cinque degli otto punti di penalizzazione e in quella circostanza gli uomini di Asta devono recitare il mea culpa per un paio di errori sottoporta che gridano ancora vendetta. Nei playoff hanno passato i quarti di finale ai rigori contro la Juve Stabia e la semifinale che li vedeva opposti alla Reggiana, ma sono arrivati con le pile scariche alla finale contro una squadra che avevano battuto due volte su due, ma che in finale ha concesso poco e niente ai giallorossi veneti.

PAVIA 6,5

Tanti rimpianti per la squadra di proprietà cinese che riguardano più la stagione regolare che i playoff, dove peraltro sono usciti a Matera per un gol al 119' dopo essere stati in vantaggio nei tempi regolamentari. Dove i lombardi hanno perso il campionato? Dopo un calo alla fine dell'andata è arrivato il primato in classifica prima delle sfide interne contro Alessandria e Novara: da quei due match il Pavia è uscito con un solo punto all'attivo rimediato rocambolescamente contro gli azzurri e la sensazione di aver sprecato un'occasione, visto anche l'ottimo rendimento interno avuto durante tutto l'arco della stagione. Il finale è stato pessimo: solo due vittorie nelle ultime otto gare e una sterilità a domicilio che ha pregiudicato la corsa alla serie B; in questo ha influito l'assenza di Ferretti proprio nel momento cruciale della stagione e questo dimostra come forse la rosa pavese fosse un po' corta. Il cambio in panchina prima dell'ultima giornata (Vavassori per Maspero) non ha cambiato le carte in tavola e ha lasciato l'amaro in bocca ai tifosi che credevano fortemente al salto di categoria.

ALESSANDRIA 6

Sufficienza stiracchiata per i grigi: la tentazione di dargli un votaccio è stata forte, visto il tracollo dell'ultimo quarto di campionato con una sola vittoria nelle ultime dieci partite e i playoff sfumati in casa contro un'Unione Venezia che pareva la classica vittima sacrificale. Difficile capire cosa sia successo a una squadra che a un certo punto del campionato sembrava la favorita e che, dopo aver vinto il titolo d'inverno, si era ulteriormente rafforzata a gennaio. Dopo essere stati in testa a pari merito con Pavia e Novara alla 29° giornata, l'Alessandria è balzata al comando, ma il sabato successivo subì al 93' un clamoroso stop casalingo contro l'Albinoleffe quando aveva già in tasca i tre punti. Da lì in avanti non è stato più la stessa Alessandria che con tre punti nelle ultime cinque partite è riuscita nell'impresa di perdere il treno playoff. Un peccato per come si erano messe le cose a un certo punto della stagione e una delusione cocente per una tifoseria calda e appassionata come quella che riempie il "Moccagatta".

FERALPISALO' 7

Una delle formazioni più costanti del girone A, sempre sul pezzo e il cui obiettivo di inizio anno (una salvezza tranquilla) non è mai stato in discussione. Un plauso al lavoro di Scienza che ha valorizzato i giovani e ha dato nuovi linfa ai veterani, anche se l'apporto di Abbruscato e Juan Antonio, anche per colpa degli infortuni, non è stato così rilevante. Al contrario si è ammirato (specialmente nel girone di andata) un sontuoso Alex Pinardi. Un leggero calo nel ritorno, dove i tanti pareggi hanno rallentato la marcia del FeralpiSalò che comunque non poteva tenere il ritmo delle prime della classe, troppo superiori per profondità e qualità di organico. Il futuro sarà complicato: i giocatori migliori hanno offerte e Scienza è già diventato il nuovo mister dell'Alessandria.

REAL VICENZA 7

Buon campionato anche per la seconda squadra di Vicenza che è stata fino a Natale in lotta per il primo posto. L'apice è stato raggiunto a metà novembre, quando forse la netta vittoria in casa contro il Novara aveva illuso l'ambiente di potersela giocare fino alla fine per almeno un posto playoff.

Alla 22° giornata è arrivato l'esonero inaspettato di Marcolini a favore di Favaretto, ma il regno di quest'ultimo è durato poco meno di un mese con il ritorno del vecchio tecnico a furor di popolo. I veneti sono la squadra che ha fatto il maggior numero di pareggi che, si sa, da quando esiste la regola dei tre punti sono una mezza sconfitta. Da segnalare il campionato di Salvatore Bruno, autore di 16 reti e capocannoniere a pari merito con Fischnaller e Ferretti.

CREMONESE 6

A differenza degli anni scorsi, le aspettative non erano moltissime per i grigiorossi e il piazzamento finale è in linea con i pronostici, anche se ottenuto con qualche difficoltà di troppo. Basti pensare che alla 31° giornata la Cremonese era sestultima con solo un punto sulla zona playout. Poi sono arrivate tre vittorie di fila che hanno messo in cassaforte la salvezza. Montorfano è durato 12 giornate, poi si è passati al più esperto Giampaolo che a fine stagione ha ricevuto la chiamata (per molti inaspettata) dell'Empoli per sostituire Sarri. I lombardi hanno pagato l'assenza di due mesi del bomber Brighenti che, nonostante l'infortunio, ha chiuso a quota 15 reti e che spesso ha tolto le castagne dal fuoco per i suoi. La vittoria dell'ultima giornata ha tra l'altro garantito un posto nella prossima Coppa Italia Tim, anche se i tifosi sperano in una stagione migliore il prossimo anno, almeno nella parte sinistra della classifica con continuità.

AREZZO 7

Guidata dal vulcanico tecnico Eziolino Capuano, i toscani hanno condotto un campionato gagliardo e al di sopra delle proprie possibilità, navigando sempre a centro classifica e raggiungendo prima del previsto l'obiettivo salvezza, impresa notevole per chi ad agosto stava preparando la serie D.

Il nono posto finale poteva anche essere migliore se non fosse arrivato un calo fisiologico nelle ultime giornate: l'Arezzo ha vinto solo una partita nelle ultime otto, ma anche quando ha dovuto alzare bandiera bianca lo ha fatto sempre mettendo tutto quello che aveva in campo, come nel penultimo turno quando il Novara ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio sui toscani, scesi al "Piola" decisi a vendere cara la pelle. A dimostrazione del gioco maschio spesso praticato dai ragazzi di Capuano, il più cattivo della categoria è Antonio Bonvissuto che ha rimediato 15 ammonizione: fa specie il fatto che di ruolo faccia l'attaccante...

SUDTIROL 6

Al contrario dell'Arezzo, una stagione piuttosto altalenante per la squadra trentina che ha alternato filotti di vittorie e sconfitte in serie. Dopo l'inizio opaco è stato esonerato Rastelli e sembrava la chiave di volta del campionato con Sormani che inanellò subito quattro vittorie in fila facendo sperare nei playoff. Ma fu solo un fuoco di paglia: il Sudtirol dopo la pausa natalizia rallentò e lo scarso rendimento non permise a Sormani di finire la stagione che portò a termine Stroppa, cavallo di ritorno, nelle ultime tre giornate. Inquietante l'ultimo terzo di stagione di Fischnaller (capocannoniere con Bruno e Ferretti) e compagni: 11 partite senza vincere con i tre punti che sono arrivati solo all'ultima giornata ad Arezzo. Era difficile ripetere la stagione scorsa, quando il Sudtirol sfiorò la serie B perdendo in finale contro la Pro Vercelli, tuttavia si pensava a qualcosa di meglio.

Marco Dho