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Il Pagellone del girone A di Lega Pro (seconda parte)

I voti stagionali del gir. A di Lega Pro
I voti stagionali del gir. A di Lega Pro

TORRES 6,5

I sardi hanno ottenuto una salvezza piuttosto tranquilla, ma la stagione è stata movimentata, con ben tre allenatori che si sono avvicendati sulla panchina della Torres. Dopo Costantino è stata la volta dello sfortunato Cosco che ha potuto guidare Maiorino e compagni solo per cinque giornate, prima che un brutto male lo allontanasse prima dal mondo del calcio e, alla fine del mese di aprile, anche dai suoi cari. A inizio dell'anno solare è subentrato Christian Bucchi, il più giovane allenatore di Lega Pro con i suoi 36 anni che ha continuato il lavoro di Cosco, non andando mai sotto il 13° posto e, anche con tanti pareggi, raggiungendo con anticipo la matematica permanenza nella terza divisione nazionale con il successo decisivo colto a Bergamo con rete (tanto per cambiare) di Maiorino, miglior marcatore con 14 reti e spesso decisivo nelle sfide salvezza.

MANTOVA 6,5

Una squadra che ha raccolto meno rispetto a quanto seminato, guidata magistralmente da Juric che ha dato una precisa identità ai suoi e ha tenuto il gruppo compatto anche nei momenti difficili (vedi la penalizzazione di tre punti). Soprattutto nel ritorno le tre sconfitte consecutive contro Pordenone, Giana Erminio e Novara avevano innervosito l'ambiente che vedeva avvicinarsi pericolosamente la zona playout, ma le successive vittorie a Bolzano e in casa contro il Real Vicenza hanno messo le cose a posto per una compagine che meritava di stare almeno in compagnia di FeralpiSalò e dello stesso Real Vicenza. Ora si riparte senza Juric che ha già firmato con il Crotone e con una struttura societaria che (si spera) dia delle garanzie superiori a quelle degli anni scorsi.

UNIONE VENEZIA 6

Senza infamia e senza lode la stagione dei lagunari che si sono visti costretti a cambiare già alla nona giornata mister Dal Canto sul quale riponevano molte speranze. L'arrivo di Serena ha dato tranquillità all'ambiente e ha subito scongiurato il rischio di restare imbrigliati nella lotta playout. Infatti l'Unione Venezia ha sempre navigato a metà classifica vedendo sempre abbastanza distante sia il quarto posto che il quintultimo. Nota di merito il fatto che senza grossi obiettivi abbiano comunque onorato il campionato fino alla fine: il pareggio ad Alessandria dell'ultima giornata ha mandato ai playoff il Como e sappiamo tutti com'è andata a finire... Per quanto riguarda i singoli, da segnalare l'ottima annata del centrocampista Bellazzini (11 reti stagionali, 9 in campionato) che però non vestirà la maglia dei veneti nella prossima stagione visto che il 26 giugno è stato ceduto al Pavia.

GIANA ERMINIO 7,5

Parlando con più persone a inizio campionato, molti si dichiaravano concordi nel dire che se la matricola di Gorgonzola avesse fatto 20 punti sarebbe stato un successo. Evidentemente sottostimavano il cuore dei biancoblu e l'esperienza di Cesare Albé che ha conquistato una salvezza che entra nella storia della piccola società lombarda. Un obiettivo raggiunto tramite il gioco e l'organizzazione, veri punti forti di una squadra che se l'è giocata sempre a viso aperto su qualsiasi campo e contro qualsiasi avversaria. Tra l'altro la Giana Erminio ha giocato la maggior parte del campionato al "Brianteo" di Monza, visto che ha esordito al "Comunale" di Gorgonzola solo alla 31° giornata a causa dei continui ritardi che hanno costituito l'unica nota stonata di un anno indimenticabile. Ricordiamo che molti giocatori erano già presenti quando la Giana Erminio calcava i campi di Eccellenza e serie D, ma non hanno subito il passaggio di categoria: le difficoltà più grosse i ragazzi di Albé le hanno avute nel reparto avanzato e i soli 32 gol realizzati ne sono la dimostrazione.

RENATE 6,5

Altra matricola e altra salvezza meritata per i neroazzurri che, a differenza della Giana Erminio, non hanno mai potuto giocare sul campo di casa e sono stati costretti ad emigrare al "Comunale" di Meda; malgrado questo hanno mantenuto il passo necessario per restare in Lega Pro senza troppi patemi, nonostante la matematica sia arrivata solo all'ultima giornata con la vittoria di Sassari. Un calo negli ultimi due mesi ha fatto retrocedere di qualche posizione i ragazzi di Boldini, ma per una squadra giovane qualche alto e basso era prevedibile. Da sottolineare l'ottimo lavoro del tecnico al suo secondo anno al Renate e il fatto che la cessione di capitan Gavazzi a gennaio al Novara sia stata assorbita molto bene dal gruppo.

MONZA 5

E' un voto generale alla stagione per una squadra partita per vincere il campionato, non certo per un gruppo che a gennaio è ripartito da zero e ha centrato una salvezza insperata con sei punti di penalità sulle spalle e una situazione societaria difficile da sopportare per area tecnica e giocatori. Un anno iniziato con due vittorie, con la costante permanenza in zona playoff e poi trasformatosi in calvario con praticamente tutti i giocatori che hanno rescisso e si sono sistemati altrove. Pea si è ritrovato a dover rifare la preparazione a inizio febbraio e, con il passare delle settimane, è riuscito a ridare un'identità a un gruppo che ha ottenuto sei risultati utili nelle ultime otto partite e ha superato agevolmente il Pordenone nel doppio confronto playoff dopo essere stati quasi quattro mesi senza ottenere una vittoria.

LUMEZZANE 6

Sufficienza stiracchiata per i bresciani, raggiunta grazie alla salvezza nella sfida playout contro la Pro Patria. Un campionato difficile che ha visto iniziare Nicolato sulla panchina del Lume, prima di essere sostituito da Braghin a cavallo tra la 11° e 28° giornata e poi tornare per il finale di campionato e gli spareggi. A parte un paio di exploit tra cui la vittoria di Novara (unica sconfitta dei piemontesi tra le mura amiche, n.d.r.) a fine girone d'andata, non c'è mai stata continuità di risultati e anche il gioco espresso ha lasciato spesso a desiderare, tanto che solo l'Albinoleffe con sette successi ha vinto di meno e il Lumezzane a fine anno ha fatto registrare il terzo peggior attacco e la quarta peggior difesa, tanto che alla sfida con la Pro Patria sono arrivati da sfavoriti, ma sono stati bravi a ribaltare il pronostico e a relegare i tigrotti in serie D, restando tra i professionisti.

PORDENONE 5,5

Obiettivamente, i friulani meritavano qualcosa in più e la retrocessione contro una squadra praticamente fallita lascia un forte amaro in bocca tra le file dei "ramarri". La differenza l'ha fatta il girone d’andata: prima Zauli e poi Foschi sono durati poco sulla panchina del Pordenone che alla 17° giornata era praticamente in serie D dopo la decima sconfitta consecutiva. L'avvento di Rossitto ha rivitalizzato l'ambiente e i 23 punti del ritorno, in piena media di metà classifica, ne sono la testimonianza. Probabilmente le ultime energie sono state usate per vincere lo scontro diretto dell'ultima giornata al "Bottecchia" contro l'Albinoleffe che ha relegato i bergamaschi in serie D in una sfida dove i padroni di casa avevano solo un risultato a disposizione, ovvero la vittoria. Le due sfide playout, a parte una breve parentesi all'inizio della gara di ritorno, non hanno avuto storia, ma c'è ancora una speranza di vedere il Pordenone tra i professionisti, viste le tante società in difficoltà e gli scandali degli ultimi giorni.

PRO PATRIA 5

Stagione complicata doveva essere e stagione complicata è stata con un risveglio nell'ultimo mese: 13 punti su 15 e quattro vittorie nelle ultime cinque che sono bastate ad agganciare i playout e ad avere il fattore campo, ma non ad evitare la retrocessione nel doppio confronto contro il Lumezzane. Anche a Busto Arsizio si è assistito a un vero e proprio valzer in panchina: ha iniziato Lulu Oliveira fino all'11° giornata, poi è stata la volta di Aldo Monza per quattro partite e Marco Tosi per cinque. I risultati migliori li ha ottenuti Marcello Montanari in carica dal 23° turno, conquistato ben 24 punti, ma fallendo le due partite più importanti, quelle contro il Lumezzane. Ligabue in una sua canzone diceva che "il meglio deve ancora venire", a Busto Arsizio molti pensano il contrario ovvero che non si sia ancora toccato il fondo per una società storica del calcio Italiano.

ALBINOLEFFE 4,5

Dopo tanti anni finisce l'era tra i professionisti della piccola società lombarda che negli anni migliori è anche andata vicino alla serie A. Un'annata da dimenticare, iniziata male con le prime cinque partite senza l'ombra di una marcatura e con 13 gare con un solo uomo andato a segno, quel Momenté che ha chiuso a 15 reti e che è uno dei pochi a essersi salvato dal marasma generale. Tre gli allenatori che hanno fallito nell'impresa di ottenere la salvezza, prima Pala poi Bonazzi e infine Mangone. Curiosamente, nel girone di ritorno i bergamaschi hanno fermato le due squadre a fine anno promosse in B, pareggiando in casa contro il Novara e andando addirittura a vincere a Como, sintomo che forse il valore assoluto dell'Albinoleffe non era così basso e mettersi cinque squadre alle spalle era quindi nelle corde di questa formazione.

Marco Dho