Il Cureggio riparte da Andrea Andreini

Dopo la disfatta di domenica, che ha portato alle dimissioni del tecnico Lino Mastromonaco subito accettate dalla società, il Cureggio era nella necessità di scegliere un nuovo trainer che potesse traghettare la squadra fuori dalle acque pericolose della bassa classifica, nelle quali i giallorossi novaresi sono al momento invischiati. La scelta è stata netta ed è ricaduta sull'ex Maggiora Andrea Andreini che già in estate, quando erano forti le voci di una imminente fusione tra le due società (poi avvenuta, nei fatti, solo a livello giovanile), era in pole position per la guida della squadra cureggese. "E' stato quasi naturale rivolgerci a lui in questo momento di difficoltà - dice il presidente Teresio Spagnolo -, perché conosce già l'ambiente e le dinamiche della squadra avendola vista giocare sul campo. Siamo sicuri che ci darà una mano a risalire in classifica e a risistemare alcune cose che in questo avvio di campionato non sono girate per il verso giusto. Da parte nostra, la società appoggerà in pieno le decisioni del tecnico, dandogli carta bianca sia nella gestione degli uomini che nella scelta di come far esprimere al meglio il Cureggio sul campo". Un appoggio incondizionato che ha già avuto le prime conseguenze sulla squadra perché tre giocatori, Marcello Mantoan (che ha chiesto la liberatoria per allenarsi con l'Arona), Cristian Bertozzi e Nicola Spizzirri, hanno deciso di non proseguire la loro avventura a Cureggio, lasciando la rosa della formazione giallorossa. "E' stata una loro decisione - dice ancora il presidente -, perché prima dell'ingresso dell'allenatore negli spogliatoi ho voluto parlare alla squadra e dire loro che chi non se la sentiva di appoggiare in pieno il programma del nuovo tecnico avrebbe dovuto fare un passo indietro e questi tre giocatori sono venuti da me a consegnare la borsa dicendomi che non se la sentivano di continuare. Sono perdite importanti, ma andremo avanti ugualmente, la squadra resta comunque competitiva".
Il neo tecnico cureggese ha le idee chiare su quello che bisogna fare per risollevare una classifica che al momento piange, con la squadra che langue tristemente nei bassifondi della classifica (penultima posto con il solo Fara alle spalle), con il secondo peggior attacco con sole 7 reti segnate e la peggior difesa con 15 reti subite: "Ho avuto modo di vedere alcune partite del Cureggio in questo avvio di campionato - dice Andreini - come la prima con il Romagnano e ho visto alcune cose che secondo me andrebbero modificate nell'assetto tattico. Sicuramente la squadra può fare meglio di quanto espresso finora, non è tutto da buttare e, leggendo i nomi presenti nella rosa, c'è ampio margine per lavorare. Bisogna però cominciare dalla testa, perché mi sono accorto che questi ragazzi giocano contratti, con la paura di sbagliare, e così gli errori arrivano puntualmente. Devono ritrovare nuovamente il piacere di giocare e cercheremo di attuare questo cambiamento lavorando anche su una nuova idea di modulo. Certo, le defezioni che abbiamo avuto sono di un certo rilievo, un giocatore come Mantoan ad esempio avrebbe sicuramente fatto comodo, ma andiamo avanti con quello che c'è, certi di poter tirare fuori qualcosa di buono da questo gruppo". Un gruppo che, come hanno dimostrato anche le dimissioni presentate dal precedente tecnico, risulta spaccato al proprio interno, altro fattore che crea non pochi problemi nel Cureggio corrente: "Al momento di entrare negli spogliatoi sono stato chiaro - dice ancora Andreini - c'è bisogno dell'impegno incondizionato di tutti i ragazzi per tirarsi fuori da questa situazione difficile e per questo ho accettato, seppur a malincuore, la decisione di chi ha scelto di seguire un'altra strada. Bisognerà dare delle regole nuove a questo spogliatoio, a partire dagli allenamenti e dal rapporto reciproco, valutando fino alla prossima finestra di mercato chi potrà essere utile alla causa del Cureggio e chi invece dovrà essere lasciato libero di cercarsi un'altra sistemazione". E' inutile però girare intorno alle cose, perché, secondo i "dissidenti", Andreini paga il peccato originale di essere stato voluto dalla "frangia del Maggiora", presente all'interno dello spogliatoio cureggese; un'ipotesi che Andreini allontana in maniera decisa: "Ho sentito parlare di questa questione anche dai ragazzi che sono voluti andare via, ma io, a mia volta, ho risposto loro che, anche ammesso ci fosse stato qualcuno che ha remato contro, i ragazzi provenienti da Maggiora in squadra sono solamente due e quindi, per quello che penso io, mi pare improbabile che due soli giocatori possano affossare in questo modo una squadra, anche perché entrambi non sono sempre stati in campo. Credo che ci siano problemi più profondi e sensati che vadano risolti e lo faremo lavorando sul campo".
Andreini viene da un percorso, fatto con il Maggiora, che ha regalato alla società e al tecnico grandi soddisfazioni nelle ultime due annate: la prima con la vittoria di tutto ciò che poteva essere vinto in Terza Categoria (campionato, scudetto e Coppa di categoria a livello regionale) e la seconda con la salvezza in Seconda con una squadra poco variata rispetto a quella che già aveva fatto bene in Terza. " A Maggiora ho imparato - ricorda Andreini - che la differenza la fa sempre il gruppo, al di là delle qualità tecniche. E il gruppo era la qualità principale che aveva il mio Maggiora che forse non era più forte delle altre squadre, ma che aveva un'unità all'interno delle proprie quattro mura che ha marcato il solco con tutti gli altri. Ecco, questo è quello che mi piacerebbe replicare qui a Cureggio: è chiaro che bisognerà cercare di impostare qualcosa avendo delle idee ben precise, anche perché subentrare a campionato in corso non è mai facile". Una stagione che Andreini aveva cominciato da spettatore anche perché l'accordo già chiuso dall'allenatore con la Cristinese è poi saltato in maniera imprevista e clamorosa: "Si è parlato molto di quanto successo in estate e voglio fare un po' di chiarezza: sono stato contattato dalla Cristinese e avevo scelto di buon grado di sedermi sulla loro panchina anche perché purtroppo a Maggiora non c'è stato modo di proseguire. Arrivato a Santa Cristina ho contattato tantissimi giocatori e tutti, in un modo o nell'altro, hanno rifiutato l'invito a vestire la maglia della Cristinese. Alcuni ex giocatori del Maggiora mi avrebbero anche seguito ma, per evitar loro di rimanere poi alla fine senza squadra, li ho liberati dando loro la possibilità di accasarsi altrove. Io ho rimesso così il mio mandato nelle mani della società che, stante i problemi a mettere insieme la squadra in Seconda, hanno ripiegato di provare a scendere in Terza senza però riuscirci. Ecco che mi sono trovato senza panchina, ma con una gran voglia di tornare a lavorare sul campo; e quando il presidente Spagnolo mi ha prospettato la possibilità di prendere in corsa il Cureggio ci sono voluti solo un paio di giorni per accordarci e seguire insieme questo percorso".
Uno sguardo sul girone in cui è implicato il Cureggio è d'obbligo, una Seconda Categoria che sta mettendo sul piatto diverse sorprese, a partire dall'ottimo cammino fin qui intrapreso dal Caltignaga, mentre sono tante le squadre che in questo avvio di campionato stanno deludendo le aspettative: "Partiamo da un presupposto - sentenzia il neo tecnico cureggese -: io credo che il girone novarese sia un pochino più semplice rispetto a quello del Vco non tanto per le caratteristiche tecniche delle squadre, ma per la grinta che le avversarie riversano sul terreno di gioco. Io ho avuto modo di cimentarmi nella scorsa stagione con quello del Vco alla guida del Maggiora e ho toccato con mano questa differenza palpabile. Per quanto riguarda le altre squadre, devo ammettere che non le conosco tutte in modo perfetto, ma quello che ho avuto modo di vedere fino mi fa pensare che c'è spazio per tirarsi fuori da questa posizione difficile giocando a pallone, anche se è complicato dire ora dove possiamo arrivare. Ci sono squadre che sicuramente risaliranno, come la Maranese che ha giocatori che questa categoria la possono fare ad occhi chiusi, così come il Romagnano che ha sempre lo stesso gruppo e un ambiente che conosco bene, ma che ha grandi potenzialità e un allenatore che è navigato in queste situazioni. Vedremo in definitiva dove il Cureggio potrà piazzarsi, ma, se non pensassi che c'è modo di ottenere un buon risultato, non avrei neanche fatto la scelta di sedermi sulla panchina dei giallorossi".
