Il Fedelissimo - Dal 1908 a De Salvo

Sono passati tre giorni, ma la ferita del pessimo sabato pomeriggio fatica a chiudersi. Mi aspettavo, probabilmente non solo io, un altro Novara e una partita molto diversa: volevo vedere un atteggiamento aggressivo fin dai primi minuti, poi nel calcio può succedere di tutto, ma osservare gli azzurri presi a schiaffi per oltre mezzora mi ha fatto male. Le cose da mettere a posto sono più di quanto mi aspettassi e i continui errori dei singoli mi lasciano piuttosto inquieto, perché sui meccanismi di squadra, sugli schemi si può lavorare, ma sul valore dei giocatori c’è poco da fare e alcuni elementi della rosa si stanno dimostrando inadeguati. Il tema centrale di questo Fedelissimo non è comunque l’aspetto tecnico, come dimostra anche il titolo. Massimo De Salvo è stato protagonista nel dopo partita di un alterco con alcuni tifosi subito rientrato, comprensibile per l'andamento del match e per le aspettative mancate dagli undici in maglia azzurra. L'Amministratore Delegato si è poi soffermato in conferenza stampa su questo episodio, dimostrando ancora una volta di non gradire troppo le critiche che quando si è un personaggio pubblico è inevitabile possano arrivare, anche quando hai dato tanto come ha fatto De Salvo da quando è nell'entourage azzurro. Certo definire il pubblico da serie D (a livello numerico) non mi ha fatto certo piacere, quando solo fino a qualche settimana fa elogiava l'ambiente che si respirava al Piola. Pensavo si potesse archiviare il tutto e non volevo neanche soffermarmi troppo, quando domenica mi sono imbattuto in un articolo che parlava in termini dispregiativi della mia squadra. Giudicate voi se posso leggere queste affermazioni senza replicare: "Mi sono reso conto che Novara, prima di De Salvo, non faceva Champions League e finali di Mondiali per club... Ma senza De Salvo, a Novara, sanno che la dimensione sarebbe quella della Biellese e della Pro Vercelli, finita in C1 dopo mezzo anno in serie B... Se, però, poi perde la pazienza Massimo De Salvo potrà continuare a fare calcio (se vorrà) altrove, il Novara si ritroverebbe il Piola per il mercato rionale del sabato mattina".
Andiamo con ordine, sabato è stata onorata la memoria di Silvio Piola e controllando gli almanacchi, mi sembra non ci fosse De Salvo quando gli azzurri giocavano campionati nella massima serie condotti dallo storico centravanti. Non si limita certo all'incredibile Silvio la storia del Novara che già prima della seconda guerra mondiale si alternava tra serie A e B e solo negli anni '80 ha vissuto una crisi che ci ha confinato in C2 per tanto, troppo tempo. Quindi, magari, il mercato rionale lo fanno ad Avellino il sabato mattina visto che negli ultimi anni hanno giocato la domenica in campionati inferiori al Novara e, con il massimo rispetto, non ho visto neanche gli irpini sfidare Barcellona o Real Madrid, ma sicuramente non li giudichiamo per questo o per un periodo negativo. Il campionato è ancora molto lungo, chi adesso ride potrebbe non farlo per troppo tempo e chi al momento è in difficoltà potrebbe trovare presto la soluzione dei propri problemi, l'esempio lampante è il campionato scorso. Mi tengo stretto De Salvo, fa parte della storia degli azzurri, ma non è il Novara Calcio che c’è stato e ci sarà prima e dopo di lui.
Diceva un vecchio scrittore francese che "noi non abbiamo forse valore, se non per le nostre sofferenze. C'è tanta gente la cui gioia è così immonda, il cui ideale è così meschino, che noi dobbiamo benedire la nostra disgrazia se ci fa più degni".
Niente da aggiungere, se non il solito Forza Novara Sempre!!!
