Tutti piegati al "Dio" risultato (atto II) - I AM CALCIO NOVARA

Tutti piegati al "Dio" risultato (atto II)

Niente drammi, il Novara è squadra viva
Niente drammi, il Novara è squadra viva
NovaraSerie B

Stesso titolo del post Crotone-Novara del girone d'andata per il "Dho di Petto" settimanale, perché i miei pensieri sono similari a quelli di qualche mese fa, quando tornammo dalla Calabria a mani vuote dopo un'ottima partita al netto delle imprecisioni sottoporta. Sabato al "Piola" abbiamo ospitato la squadra ad oggi più forte del campionato, una formazione che sette giorni fa ha battuto piuttosto nettamente il Cagliari e che è venuta da noi con il rispetto dovuto ad una formazione forte (come è considerato il Novara in questo momento) e che sabato meritava a stento un punticino invece dei tre conquistati.

Non mi piace troppo soffermarmi sugli episodi. Infatti dopo Latina-Novara avevo tagliato corto, perché ero complessivamente non troppo soddisfatto della prova degli azzurri. Stavolta il discorso è totalmente diverso, perché a parer mio i ragazzi hanno disputato una buona partita, hanno costruito tante occasioni rischiando poco e niente; sono mancate un po' di cattiveria e di fortuna per portare a casa tre punti (non uno) che ci farebbero vedere il bicchiere mezzo pieno invece di star qui a parlare di tre sconfitte consecutive, di quattro senza segnare e del disperato bisogno di ricorrere al mercato per rinforzare una rosa che, ricordo ai disattenti, è in piena zona playoff. Cordaz è stato superlativo come ha ammesso il suo tecnico Juric, purtroppo non è il primo estremo avversario che si esalta contro di noi nell'ultimo periodo: mi vengono in mente i due portiere del Cesena e del Modena, dove avevamo giocato male e meritato la sconfitta, ma nella prima frazione non c'erano molti dubbi su chi fosse il migliore in campo.

Due parole le merita il Crotone: in America li chiamano "Team of destiny" che si potrebbe tradurre "nell'anno di grazia", quando tutto sembra girare dalla parte giusta. Non credo siano la squadra più forte, ma stanno vivendo un sogno come mi ha detto il collega calabrese che era al mio fianco e un pizzico di invidia non nego di averla provata: se vincono quando giocano male, figuriamoci quando offrono buone prestazioni e soprattutto quando possono contare sul fattore "Scida", da sempre uno stadio difficile da espugnare. Juric si è ripreso con gli interessi le due vittorie ai danni del suo Mantova della scorsa stagione: al "Piola" era stata una partita scorbutica, da pareggio, da loro avevamo sofferto le pene dell'inferno e portato a casa i tre punti con un arbitraggio una volta tanto a noi favorevole e chi non lo ammette o ha poca memoria o è oscurato da un tifo troppo acceso che gli impedisce di mantenere un minimo di obiettività.

Ho detto che il mio stato d'animo è simile a quello di allora, ma per nostra fortuna la classifica è ben differente e dobbiamo cercare di ripartire da Chiavari senza pensare troppo ai tre stop di fila o ad altro: prima interrompiamo questa striscia negativa, prima ammireremo il Novara di ottobre-novembre. Dopo il prossimo weekend, con il mercato di riparazione finito, avremo sicuramente un quadro più chiaro su quello che ci aspetta nei prossimi mesi, ricordando che l'anno scorso in questo periodo avevamo rimontato un match interno contro l'Alessandria che se fosse finito in maniera diversa avrebbe compromesso il nostro ritorno in B. Quindi chi vuole criticare squadra, società e tutto il resto conti fino a dieci e tiri un bel sospiro: il Novara è vivo e giocando come sabato ne perderà poche, di questo ne sono più che sicuro.

Avanti Novara!!!

Marco Dho