Il Cameri all'ultima chiamata, Talarico: "Ora punti su ogni campo"

Antonio Talarico, tecnico del Cameri

Una sconfitta che pesa, quella del Cameri al "Galli" di Baveno nello scontro diretto per la salvezza con il Feriolo. A dirlo sono soprattutto le facce dei giocatori e dello staff nerazzurro, a cominciare da quella di Antonio Talarico che ben comprende le difficoltà che attendono ora la sua squadra in quella corsa senza ritorno rappresentata dalle ultime sette giornate di campionato in cui i novaresi non potranno più sbagliare. "Sappiamo quanto sia complicato ora il nostro cammino dopo questa sconfitta, la classifica dice che siamo messi male a livello di numeri e di punti. Il Feriolo ha giustamente fatto di tutto per giocare questa partita perché questo era il loro campo, le condizioni ne favorivano anche il modo di giocare, mentre noi non abbiamo potuto esprimerci secondo le nostre caratteristiche, quelle di una squadra che predilige giocare a calcio. Ci è mancata anche la giusta intensità che avremmo dovuto mettere per sopperire alle difficoltà ma il terreno di gioco ci ha sicuramente penalizzati: tanti miei giocatori sono stati sotto tono in questa gara, ma anche in considerazione del campo che per almeno un'ora non ci ha permesso di sfruttare le nostre caratteristiche. Questa non è stata una partita di calcio, soprattutto nella prima mezz'ora quando risultava praticamente ingiocabile, c'era solo il colpo sotto per cercare la punta e null'altro, una tipologia di gioco non adatta per una squadra che ha le caratteristiche del mio Cameri".

Il Cameri, soprattutto dopo la rete subita, ha però abbozzato una reazione cercando con insistenza un pareggio che non è arrivato ma che almeno lascia intendere che i nerazzurri non si siano ancora abbandonati ad un destino che potrebbe riportarli in Prima categoria dopo una sola stagione. Una luce, flebile, dalla quale ripartire per affrontare la scalata dell'Everest che si preannuncia davanti ai cameresi nelle ultime sette giornate di campionato: "In realtà era dall'inizio della ripresa - fa notare Talarico - che la squadra ha cominciato ad esprimersi meglio anche perché, con il sintetico che andava asciugandosi, si poteva ricominciare a ripassarsi la palla e abbiamo potuto anche provare a modificare il nostro assetto; ho tolto subito Pasquadibisceglie perché nei primi 45 minuti mi era sembrato fuori partita ma è stata tutta la squadra che, grazie a quelle che sono le nostre caratteristiche di palleggio e di intensità che dobbiamo mettere sul terreno di gioco, ha aumentato il livello della prestazione anche se siamo stati puniti dall'episodio della punizione che ci condanna oltre i nostri demeriti. Abbiamo pagato anche un pizzico di sfortuna, e in questa voglio mettere anche l'episodio del rigore su Guarlotti - che a noi dalla panchina è sembrato clamoroso - e quello dei secondi finali di Boatto in uscita a vuoto ad abbattere un nostro giocatore; non sono però stato fischiati e, da uomini di calcio, sappiamo che in un'annata sfavorevole dove tutti questi episodi ti sono contro, non in una ma in tante gare, può anche succedere di retrocedere".

Bisogna però resettare al più presto la sconfitta di Baveno per giocarsi il tutto per tutto nel rush finale, tenendo d'occhio la distanza dalle squadre che precedono il Cameri che può diventare cruciale nella definizione della griglia playout, a cui i novaresi puntano ormai quasi come unico obiettivo: "Dobbiamo per forza cominciare a fare dei punti anche con squadre che in questo momento sono in fascia alta, perché dobbiamo assolutamente evitare che il gap diventi talmente ampio da condannarci alla retrocessione diretta, ipotesi che vogliamo assolutamente scongiurare. Già da domenica contro l'Arona dovremo presentarci in campo con il vestito buono di modo che, se ci sarà la possibilità di giocare a calcio, dovremo fare tutto ciò che sarà in nostro potere per portare via punti". 

Carmine Calabrese

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